Le recenti dichiarazioni del primo cittadino di Barletta, Cosimo Cannito, hanno scatenato un vero e proprio terremoto mediatico e sportivo all'interno della città della Disfida. Subito dopo il traguardo della promozione in Serie C raggiunto dai biancorossi, il sindaco aveva espresso pubblicamente il desiderio di veder retrocedere il Bari, con l'obiettivo di poter assistere nuovamente al sentito derby tra le due formazioni nella prossima stagione.
Queste esternazioni, nate forse da un eccesso di entusiasmo per il salto di categoria della squadra locale, non sono affatto piaciute a una parte consistente della tifoseria organizzata barlettana. Il malumore è culminato nelle scorse ore con l'apparizione di uno striscione di contestazione affisso in città, che porta la firma del gruppo ultras Bull Dog, da anni punto di riferimento del tifo biancorosso.
Il messaggio esposto dai sostenitori è stato diretto e privo di giri di parole, criticando aspramente l'uscita del sindaco. Gli ultras hanno definito le parole di Cannito prive di senso e dignità, sottolineando con fermezza come tali auguri non rappresentino affatto il modo di pensare e la mentalità che caratterizza il loro gruppo e la curva barlettana in generale.
Oltre alla critica personale verso il primo cittadino, lo striscione ha toccato un tema molto caldo nel panorama calcistico pugliese e nazionale: quello delle multiproprietà. I Bull Dog hanno infatti ribadito la loro netta opposizione a questo modello societario, manifestando esplicitamente la propria solidarietà e vicinanza agli ultras del Bari, impegnati da tempo in una dura battaglia contro l'attuale gestione del loro club.
La presa di posizione dei tifosi evidenzia una profonda spaccatura tra la rappresentanza istituzionale e la base del tifo, che preferisce mantenere intatti i valori della rivalità sportiva e del rispetto reciproco tra tifoserie storiche, piuttosto che auspicare sfortune altrui per meri calcoli di calendario. La solidarietà tra gruppi ultras ha prevalso dunque sulla prospettiva di un ritorno immediato del derby.
Questa vicenda mette in luce come il clima attorno al Barletta, nonostante il momento di festa per il ritorno tra i professionisti, resti particolarmente attento alle dinamiche sociali e alle questioni di principio che regolano il mondo delle curve. Per il sindaco Cannito si apre ora una fase di possibile chiarimento con una piazza che ha dimostrato di non voler avallare uscite giudicate fuori luogo o contrarie allo spirito sportivo.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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