La matematica comincia a sorridere alla Viterbese, ma Piero Camilli preferisce non festeggiare. Dopo il successo casalingo contro l'Aurelia Antica — ultima in classifica — e una serie di risultati concomitanti che hanno alleggerito la pressione nella zona retrocessione, la permanenza in Eccellenza è diventata un obiettivo concretamente raggiungibile per i ragazzi guidati da Claudio Solimina. Eppure il patron del club gialloblù, intervenuto a margine della trasferta di Civitavecchia, ha voluto spegnere ogni euforia prematura.
«Salvezza vicina? Non sono d'accordo. Anzi, non sono proprio contento», ha dichiarato Camilli con tono netto, come ripreso dal quotidiano "Il Messaggero". «Negli ultimi due mesi abbiamo perso in trasferta e pareggiato in casa e questo non va bene. Dobbiamo andare a giocare a Civitavecchia per prendere almeno un punto e sicuramente non dobbiamo scendere in campo con la mentalità che ci possiamo salvare anche perdendo. Il calcio è imprevedibile e non c'è nulla di scontato: anche se altre squadre di bassa classifica sono impegnate su campi difficili, non è detto che non possano vincere».
Un monito che nasce dalla consapevolezza del momento delicato, ma anche dall'esperienza di un imprenditore che conosce i rischi del calcio dilettantistico. Il Civitavecchia, avversario nel prossimo turno, è una squadra ormai fuori dalla corsa ai playoff — dopo il pareggio per 2-2 maturato al 96' sul campo della capolista Aranova — e non ha più obiettivi di classifica. Questo, però, non significa che il match sarà una formalità: una squadra senza pressioni può rivelarsi un ostacolo insidioso, e Camilli lo sa bene.
«Parlare di salvezza mi fa stare male», ha aggiunto il patron. «Speriamo di mantenere l'Eccellenza, poi per il futuro si vedrà».
Al di là del campo, Camilli ha affrontato anche i temi che riguardano il futuro della società sul piano organizzativo e finanziario. Tra le ipotesi circolate nelle ultime settimane c'è quella di una possibile fusione con un club militante in Serie D, operazione che consentirebbe di portare un titolo di categoria superiore a Viterbo. Una prospettiva affascinante, ma che il patron ha voluto ridimensionare con pragmatismo.
«Andiamo piano», ha precisato Camilli. «La prima cosa da fare è rimettere a posto i conti della società. Per quello che riguarda invece l'eventuale fusione per portare a Viterbo un titolo di Serie D andiamoci cauti, perché la procedura è molto complicata. Prima di tutto ripeto che dobbiamo mantenere l'Eccellenza e poi si vedrà, con la fusione ti prendi anche i debiti dell'altra società e la nostra ne ha già tanti».
Una dichiarazione che fotografa con chiarezza la situazione attuale: il club è ancora in fase di risanamento, e ogni progetto di sviluppo non può prescindere dalla stabilizzazione economica.
Camilli non ha risparmiato parole amare nel descrivere il quadro che ha trovato al momento del suo ingresso nella società, avvenuto nel dicembre scorso. Una situazione definita «disastrosa» sul piano contabile, con debiti pregressi e irregolarità fiscali che hanno generato conseguenze immediate non appena la nuova proprietà ha cercato di operare in modo trasparente.
«Ho preso questa società a dicembre con una situazione contabile disastrosa», ha spiegato. «Sto cercando di risanarla e sto saldando i debiti pregressi, da dicembre tutti i pagamenti sono regolari. Chi c'era prima di me non pagava Irpef e Iva ma non succedeva nulla, sono arrivato io e sono scattati i primi pignoramenti. Sinceramente sono sconcertato da questa vicenda e non so nemmeno se la prossima stagione rimarrò».
Quest'ultima affermazione pesa come un macigno sul futuro del club. L'imprenditore di Grotte di Castro, che ha investito risorse e credibilità personale nel tentativo di risollevare le sorti di una delle società storiche del calcio viterbese, lascia aperta la porta a un possibile disimpegno al termine della stagione.
La Viterbese si avvicina dunque al traguardo della salvezza con un piede ancora sospeso nel vuoto. Sul campo, servirà una prestazione concreta a Civitavecchia. Fuori dal rettangolo di gioco, il futuro dipende in larga misura dalle scelte di un patron che, per ora, preferisce non fare promesse.
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