La settimana di lavoro in casa Ars et Labor Ferrara si chiude sotto il segno della massima concentrazione in vista del decisivo incrocio con il Medicina Fossatone. Il tecnico della Spal, Carmine Parlato, analizza i giorni di preparazione trascorsi e traccia la rotta per affrontare uno spareggio da dentro o fuori che non ammette distrazioni psicologiche o cali di intensità fisica.
«È andata bene, abbiamo fatto il solito programma di recupero fisico principalmente e poi di preparare la nuova partita contro il Medicina, stanno tutti bene quindi meglio così» ha spiegato l'allenatore introducendo il clima dello spogliatoio. «Partiamo da un presupposto che si parte sempre dallo zero a zero ed è uno spareggio, quindi c'è, come c'era grande rispetto prima per la squadra, per il Sant'Arcangelo, c'è ancora più rispetto. Penso che questo sia ancora più difficile perché è uno step successivo dove mentalmente e fisicamente devi continuare a martellare».
La ricerca delle giuste corde motivazionali rappresenta il fulcro del lavoro quotidiano dello staff tecnico per mantenere alta la tensione del gruppo. «I ragazzi si stanno preparando bene, da un lato vengono avvisati dall'altra devi cercare di sempre di trovare nuove motivazioni, ne abbiamo tantissime, abbiamo le capacità, sappiamo che è una partita da dentro fuori quindi rimaniamo concentrati perché è questo che noi dobbiamo fare» ha sottolineato il mister, respingendo l'idea che i precedenti stagionali negativi contro questo avversario possano costituire un blocco psicologico.
«C'è grande rispetto per il Medicina ma è una motivazione in più no, in base a quello che è la tua domanda, una motivazione in più. Noi abbiamo la voglia, ma dobbiamo dimostrarlo sul campo di passare il turno, quindi è una motivazione in più rispetto a tutte quelle che abbiamo» ha proseguito Parlato, preferendo non guardare a quanto accaduto prima del suo insediamento sulla panchina ferrarese. «Da quando sono arrivato mi sono concentrato principalmente su sulla realtà dei fatti e sono andato avanti per la mia strada e quindi con l'aiuto di tutti abbiamo fatto in modo di creare quello zoccolo duro e un gruppo che possa ragionare con una sola testa».
L'analisi dell'avversario rivela uno studio attento dei numeri e della fisionomia tattica della formazione rivale, senza però alterare i principi fondamentali del proprio credo calcistico. «So che è una squadra importante, so che ha fatto quattordici vittorie, so che ha fatto dieci pareggi, ha fatto dieci sconfitte, fa tanti gol, ne subisce poco e quindi rimaniamo concentrati» ha avvertito il tecnico, concentrandosi poi sull'evoluzione visibile della sua squadra. «Io vedo le correzioni e cerco di migliorarla domenica dopo domenica perché non siamo fenomeni e siamo una buona squadra, anche noi commettiamo degli errori e ogni domenica devo correggere gli errori che facciamo per cercare di migliorare, e che un undici possa giocare con meno errori possibili. Questo io l'ho sempre detto e anche domani è proprio un mio principio di giocare in undici nelle due fasi mentalmente e fisicamente».
La gestione dello sbaglio sul terreno di gioco e la capacità di limitare le conseguenze negative restano i temi cardine della filosofia del mister. «Vale la regola di non fare lo stesso errore perché altrimenti c'è veramente da sedersi a tavolino e spiegargli l'errore» ha ammonito l'allenatore con decisione. «Io credo che chi gioca, chi fa sport, in tutti gli sport si commettono degli errori però sono errori che non lo fai apposta, però credo che la soluzione migliore all'errore sia non creare il danno e cioè di non prendere gol. E quindi ci può essere una ripartenza che tu hai fatto in modo di ripararla, hai fatto un errore sotto porta avversaria e quindi credo che l'errore ci sia ma allo stesso tempo va corretto e che non sia deletereo per il risultato».
Anche di fronte ai complimenti per la lunga imbattibilità della Spal, il tecnico preferisce azzerare la cronaca recente per non concedere spazio a pericolosi cali di tensione. «La striscia di imbattibilità entra in modo subdolo? No, ma è la risposta conta zero, quindi se conta zero significa che non hai fatto niente e quindi perché è la verità e non è che stiamo parlando di altre cose che mi invento qualche cosa. Noi domani e quello che è stato fatto precedentemente non conta niente quindi pensiamo a domani» ha tagliato corto Parlato, che ha poi rassicurato i cronisti sulle condizioni fisiche di Carbonaro e Di Giacomel. «Carbonaro tutto a posto. Di Giacomel sta meglio sicuramente ma quando sarà pronto vedremo».
Nessun condizionamento arriverà nemmeno dalle scelte strategiche legate ai diffidati e al rischio di perdere pedine importanti per i successivi impegni agonistici. «Ho sempre avuto l'idea, ti parlo da giocatore, esperienza da allenatore, che non mi faccio condizionare dalle ammonizioni o un'eventuale squalifica perché non ha senso che un giocatore prende dopo dieci minuti un'ammonizione, a fine primo tempo lo cambi salvo che non diventa complicato da parte sua la gestione» ha chiarito apertamente il mister. «A volte capita la doppia ammonizione a volte no, però a prescindere se lui giocherà o meno domani non mi faccio condizionare dall'ammonizione».
La chiusura è tutta dedicata alle insidie specifiche che attendono la compagine spallina nei novanta minuti dello spareggio contro il Medicina Fossatone. «È una squadra diversa, ha una squadra diversa, ha un calcio diverso, ha dei giocatori importanti all'interno dell'undici titolare, è ben allenata, allo stesso tempo è arrivata terza, quindi stiamo in campana, siamo in campana, stiamo concentrati, non abbiamo fatto niente» ha concluso Parlato lanciando il definitivo monito ai suoi uomini. «E domani bisogna correre a tremila per cercare di portare a casa i tre punti».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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