Il successo ottenuto dall'Ars et Labor Ferrara contro l'Osteria Grande non ha solo portato tre punti fondamentali per la classifica, ma ha anche mostrato una squadra capace di cambiare pelle sotto la guida di Carmine Parlato. Il tecnico, intervenuto nel post-partita, ha analizzato con estrema lucidità una prestazione che ha visto i suoi uomini imporsi con decisione, pur mantenendo un profilo basso e focalizzato sul lavoro ancora da compiere per colmare il divario con le posizioni di vertice.
«Abbiamo fatto semplicemente il nostro dovere, cercando strade diverse rispetto al passato per arrivare alla vittoria» ha dichiarato Parlato, sottolineando come la squadra sia stata finalmente disposta a sporcarsi le mani nei contrasti. A differenza di altre uscite, la manovra è apparsa più fluida e verticale, segno che i dettami tattici del mister iniziano a essere assimilati da un gruppo che sta cercando di ritrovare la fiducia perduta dopo mesi difficili.
Il tecnico ha espresso particolare soddisfazione per la capacità di finalizzazione mostrata, nonostante un numero di occasioni create inferiore rispetto ad altre partite. Tuttavia, il messaggio rivolto allo spogliatoio è stato chiaro e privo di concessioni: «Io non guardo in faccia a nessuno; il campo è l'unico giudice e darò continuità solo a chi saprà meritarsela ogni domenica, altrimenti gli altri staranno in panchina con me».
Un passaggio cruciale dell'analisi ha riguardato l'atteggiamento mentale, specialmente in un secondo tempo dove la squadra ha rischiato di specchiarsi troppo nel vantaggio acquisito. Parlato ha ammesso di aver dovuto scuotere i suoi giocatori durante la ripresa per evitare cali di tensione pericolosi, ricordando che in questo momento della stagione la Spal non può permettersi alcun errore di valutazione o di approccio.
«Non voglio più vedere quei passaggi orizzontali e quell'atteggiamento rinunciatario che a volte ci ha contraddistinto» ha proseguito l'allenatore, ribadendo la necessità di un calcio veloce, fatto di scarichi e inserimenti continui. Sebbene la fase difensiva abbia concesso poco, il mister ha evidenziato come ci siano ancora smagliature individuali e collettive da correggere per arrivare ai play-off con la solidità necessaria per competere ai massimi livelli.
Il ritorno alla vittoria casalinga, che mancava da circa tre mesi, è stato accolto con un timido applauso dal pubblico di Ferrara, un segnale di riavvicinamento che Parlato considera vitale. «Siamo ancora in ritardo sulla tabella di marcia, per questo ringraziamo la nostra gente per la vicinanza, ma ora dobbiamo solo pensare a trovare quella continuità di risultati che ci è mancata finora» ha affermato il tecnico, invitando tutti a mantenere i piedi ben saldi a terra.
Sul piano tattico, il passaggio a un 4-3-3 più dinamico ha permesso ad alcuni elementi di esprimersi al meglio, favorendo le verticalizzazioni e riducendo i tempi di gioco. Parlato ha spiegato che, dopo quattro settimane di lavoro, ha ormai un'idea molto chiara sul valore della rosa a disposizione e utilizzerà questo finale di stagione per testare definitivamente ogni componente del gruppo prima di tirare le somme definitive.
«In panchina cerco di trasmettere loro la massima serenità, ma anche quella sana cattiveria agonistica che serve per dare quel qualcosa in più in campo» ha concluso l'allenatore, ribadendo che la rincorsa della Spal è appena iniziata e che la preparazione per la prossima sfida dovrà essere impeccabile dal punto di vista della concentrazione. L'obiettivo resta quello di trasformare questa vittoria in un trampolino di lancio verso un finale di campionato da protagonisti.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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