Il pareggio ottenuto al Granillo nel sentito derby contro la Reggina ha lasciato in dote al Messina non soltanto un punto prezioso per la classifica, ma soprattutto una consapevolezza rinnovata circa le proprie potenzialità. Il direttore sportivo dei peloritani, Luca Evangelisti, intervenendo nel corso della trasmissione Antenna Giallorossa, ha voluto analizzare il momento della squadra partendo proprio dal clima che si è respirato attorno al gruppo dopo la recente e dolorosa caduta interna.
Il dirigente ha espresso parole di profonda stima verso la tifoseria messinese, sottolineando come la reazione della piazza sia stata esemplare nonostante il periodo complesso. «Venivamo da una bruttissima figura con l’Enna e voglio ringraziare i tifosi che sabato sono venuti a sostenerci, dimostrando una grandissima maturità, perché hanno dato forza alla squadra», ha dichiarato il ds, rimarcando come l'assenza di contestazioni abbia permesso ai calciatori di scendere in campo con la testa libera.
Secondo Evangelisti, la prestazione offerta in terra calabrese è stata la giusta ricompensa per questo atto di fede del pubblico. Il Messina ha interpretato la gara con il piglio giusto, andando vicino a un colpaccio che avrebbe riscritto gli equilibri del campionato. «Gli abbiamo dato una grossa soddisfazione per come è stato interpretato il derby, anche se il risultato poteva essere a nostro favore», ha aggiunto, rammaricandosi solo per le restrizioni che hanno limitato la presenza dei sostenitori giallorossi in una cornice così prestigiosa.
Il passaggio di consegne in panchina tra il duo Romano-Parisi e il nuovo tecnico Vincenzo Feola sembra aver dato frutti immediati, almeno sotto il profilo dell'impatto caratteriale. Il direttore sportivo non ha dimenticato il lavoro svolto dai predecessori, definendo fondamentale il loro contributo per aver mantenuto viva la speranza di permanenza nella categoria. «Bisogna ringraziare Romano e Parisi se adesso possiamo parlare di salvezza, perché hanno acceso un lumicino che stiamo tenendo in mano e vogliamo puntare a farlo diventare una fiamma», ha spiegato con una metafora efficace.
La scelta di puntare su un profilo esperto come quello di Feola è stata ponderata con attenzione dalla società, con l'obiettivo di dare una sterzata decisiva in un torneo dove ogni errore rischia di essere fatale. Evangelisti ha ammesso che in passato sono stati commessi degli sbagli, ma rivendica la lealtà di ogni decisione presa. «Feola in quattro o cinque giorni ha conquistato la squadra, soprattutto mentalmente. Il gruppo è sano, adesso dobbiamo mantenere questa continuità per salvarci», ha proseguito, ponendo l'asticella sull'obiettivo minimo vitale per il club.
Entrando nelle pieghe tattiche della sfida contro la Reggina, il direttore ha lodato la preparazione meticolosa dell'incontro. Il vantaggio siglato da Tedesco aveva illuso i tifosi, e solo una serie di episodi sfortunati e alcune decisioni arbitrali discutibili hanno impedito la vittoria. «Il mister l’ha studiata in maniera perfetta, avendo le occasioni per fargli male nel secondo tempo. Era normale soffrire contro una squadra che deve vincere il campionato, ma li abbiamo messi in grande difficoltà, specie sulle fasce», ha analizzato il dirigente.
Evangelisti ha poi sollevato qualche dubbio su alcuni momenti chiave della gara, come il gol del pareggio avversario nato da una rimessa laterale che pareva spettare ai giallorossi e un contatto sospetto in area. Tuttavia, la solidità difensiva mostrata resta il pilastro su cui costruire il futuro prossimo. Il piano è chiaro: mantenere la Serie D, con ogni mezzo necessario, per poi poter gettare le basi per una programmazione di più alto livello nella stagione successiva.
In merito al suo futuro personale e al legame con la proprietà, Evangelisti è stato molto diretto, legando la sua permanenza esclusivamente ai risultati e alla soddisfazione dei vertici societari. «Il mio unico obiettivo è la salvezza, se Evangelisti si rivelerà all’altezza di stare a Messina continueremo, altrimenti avrò semplicemente fatto il massimo. Se mi vogliono e il mio lavoro soddisfa la proprietà basta una stretta di mano», ha confessato, ribadendo di non essere interessato a contratti pluriennali senza una reale condivisione di intenti.
Infine, uno sguardo alle dinamiche di mercato che hanno portato alla costruzione dell'attuale rosa. Nonostante qualche carenza numerica a centrocampo, il ds si è detto convinto della competitività del gruppo, capace di assorbire i cambiamenti tecnici avvenuti durante l'anno. «Siamo una rosa completa, possiamo sopperire e combattere. Questa squadra ha fatto 36 punti con una difesa importantissima che andava soltanto completata per i ricambi», ha concluso, confermando che l'innesto di giovani prospetti come Giardino rientra in una visione che guarda già oltre l'emergenza attuale.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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