Il futuro della guida tecnica del Padova entra ufficialmente nella sua fase più calda e decisiva. Con la conclusione di un ciclo triennale che ha visto la squadra centrare l'ambizioso traguardo del salto di categoria in Serie B e il successivo mantenimento della serie cadetta, la società si trova adesso davanti a un bivio fondamentale per inaugurare un nuovo corso. I vertici del club sono chiamati a compiere scelte strategiche ponderate per non compromettere le grandi ambizioni della piazza.
La programmazione della nuova stagione agonistica 2026-2027, il cui debutto ufficiale nel campionato cadetto è già fissato per sabato 22 agosto con i consueti anticipi del venerdì, è già scattata sul fronte organizzativo. È stato infatti già definito nei minimi dettagli il ritiro estivo che si svolgerà nella località trentina di Pejo, con il raduno e la partenza fissati per sabato 11 luglio. Resta tuttavia da sciogliere il nodo principale legato alla guida che guiderà il gruppo.
L'area tecnica del club biancoscudato, capitanata dal direttore sportivo Massimiliano Mirabelli e dal suo vice Sandro Porchia, ha avviato da oggi una settimana di profonde e accurate valutazioni. L'obiettivo primario dei dirigenti, che operano in perfetta sintonia con le linee guida espresse dalla proprietà e dai soci di maggioranza Alessandro e Giovanni Banzato, è quello di individuare il profilo ideale a cui affidare la rosa, procedendo subito dopo alle conferme dei calciatori.
Allo stato attuale delle cose, la dirigenza si trova a valutare due strade ben distinte. La prima opzione porterebbe alla conferma di Roberto Breda, l'allenatore che nell'ultimo scorcio di campionato ha guidato la squadra verso la salvezza, collezionando l'ottimo bottino di dodici punti nelle ultime sei giornate. Un rinnovo con il tecnico trevigiano rappresenterebbe la scelta della continuità, basata sui risultati concreti ottenuti sul campo in una situazione d'emergenza.
Tuttavia, le quotazioni di una riconferma di Breda sembrano essere in netta discesa con il passare delle ore. Un indizio significativo in tal senso è arrivato in occasione della recente cena ufficiale di fine stagione, dove il tecnico non è apparso nella foto ricordo al fianco del presidente Peghin, dei soci Banzato, dei capitani Crisetig e Varas e del giocatore simbolo Papu Gomez. L'assenza dallo scatto celebrativo alimenta i dubbi sulla permanenza dell'allenatore.
Nel frattempo, cominciano a circolare con insistenza i primi nomi dei possibili candidati per la successione sulla panchina. Tra i profili che riscuotono maggiore interesse e che incarnano un'idea di calcio moderno e propositivo spiccano i nomi di Ignazio Abate e Matteo Possanzini. Abate, ex vice capitano del Milan proprio negli anni in cui Mirabelli ricopriva il ruolo di direttore sportivo in rossonero, è attualmente impegnato nei playoff con la Juve Stabia.
Un altro profilo che era stato accostato alla panchina biancoscudata è quello di Paolo Zanetti, tecnico dal pedigree importante reduce dalle esperienze in massima serie con Venezia, Empoli e Verona. La pista che porta a Zanetti appare tuttavia difficilmente percorribile in questa fase, dato che l'allenatore gode ancora di un ottimo mercato in Serie A, dove peraltro si deve ancora disputare l'ultima giornata di campionato, rendendo improbabile un suo trasferimento.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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