Al termine di una prestazione di altissimo profilo, il tecnico del Pescara, Giorgio Gorgone, si è presentato in conferenza stampa per analizzare il successo ottenuto, mettendo immediatamente al centro del suo discorso il rapporto viscerale con la tifoseria adriatica. L'allenatore ha voluto attribuire gran parte del merito della vittoria al sostegno incessante ricevuto dagli spalti del settore biancazzurro.
«Il merito va a questo pubblico strepitoso che ha incitato i ragazzi dall’inizio alla fine. Prestazione di livello» ha esordito il mister, visibilmente colpito dal calore dei sostenitori. Secondo Gorgone, la spinta della piazza ha permesso alla squadra di giocare con un coraggio che, in una situazione di classifica così delicata, avrebbe potuto facilmente trasformarsi in timore reverenziale.
Un capitolo a parte della sua analisi è stato dedicato alla prova maiuscola di Insigne, autore di giocate che hanno letteralmente spaccato in due la partita. «C’è stato il tocco del campione, Insigne può crescere ancora ma devo dare merito a tutti» ha osservato il tecnico, evidenziando come il calciatore abbia dimostrato una visione di gioco fuori dal comune, capace di far percepire traiettorie invisibili agli altri.
Nonostante avesse inizialmente gestito l'inserimento del giocatore con prudenza, Gorgone ha ammesso di essere rimasto sorpreso dalla qualità espressa nell'arco dei novanta minuti. «Insigne ha dato la sensazione di vedere cose diverse. Se in passato ho aspettato troppo, oggi non mi aspettavo facesse una partita di tale qualità» ha confessato, sottolineando come il Pescara avesse un bisogno vitale di un profilo con questo carisma tecnico.
L'allenatore ha poi affrontato con estrema schiettezza il tema della rincorsa in classifica, lanciando un messaggio di speranza che non scade però in facili proclami. «Quando dico che ci crediamo troppo potrei diventare ridicolo, ma noi ci siamo» ha dichiarato con fermezza, ribadendo che, nonostante la posizione attuale veda i biancazzurri ancora nelle zone basse, la mentalità deve rimanere quella di chi non ha intenzione di arrendersi.
La filosofia di gioco di Gorgone resta votata all'attacco e alla ricerca costante del risultato pieno, anche a costo di esporsi ai contropiedi avversari. «Facciamo bei gol, però per provare a vincere bisogna giocare e avere coraggio. Ti esponi, però provo sempre a vincere» ha spiegato, rivendicando la necessità di cercare la vittoria attraverso il gioco propositivo, elemento essenziale per dare un senso concreto alla rincorsa salvezza.
Il tecnico ha poi rivolto lo sguardo al futuro immediato, cercando di mantenere i piedi per terra nonostante l'entusiasmo della piazza. «Ci sono 33 punti in palio ma non abbiamo ancora fatto nulla. Da domani pensiamo alla prossima sfida» ha avvertito, chiedendo ai suoi ragazzi di non farsi distrarre dai calcoli matematici e di concentrarsi esclusivamente sulla preparazione del prossimo impegno contro il Frosinone.
Il legame ritrovato con il pubblico rappresenta, secondo il mister, la base solida su cui costruire l'impresa finale. «Quando la squadra sente un pubblico che li incita non mollano. Grande merito a chi ha sempre creduto e continua a crederci» ha rimarcato, convinto che i tifosi abbiano riconosciuto la sincerità dell'impegno messo in campo dai calciatori, al di là degli errori individuali che possono capitare.
In chiusura, Gorgone ha voluto ricordare come anche in precedenti occasioni, come nella trasferta di Venezia, la squadra avesse espresso un buon calcio senza però raccogliere punti, a differenza di oggi. «Vedo negli occhi cosa mettono in campo. Vediamo l’obiettivo, lontano, ma lo vediamo» ha concluso il tecnico del Pescara, sigillando una giornata che riaccende prepotentemente le speranze di tutto l'ambiente adriatico.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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