L'attesa per la sfida tra Pontedera e Ascoli cresce e a fare il punto della situazione in casa bianconera è il tecnico Francesco Tomei, che non usa giri di parole per descrivere l'impegno che attende i suoi uomini. La trasferta in terra toscana si preannuncia come uno dei passaggi più delicati di questa fase del campionato, richiedendo un approccio mentale feroce.
«Sarà l'ennesima partita difficile, le squadre in questa categoria sono tutte attrezzate; il Pontedera ha tutti gli stimoli per fare bene» ha esordito l'allenatore, sottolineando come il cambio di proprietà e l'arrivo di una nuova guida tecnica rendano l'avversario imprevedibile e motivato. Secondo Tomei, dunque, «ci sarà da battagliare e dovremo farci trovare pronti» per non subire l'aggressività dei padroni di casa.
Sul fronte dell'infermeria, le notizie sono agrodolci: se da un lato il gruppo gode complessivamente di una buona condizione, resta ancora ai box Corradini. Il calciatore sta portando avanti il proprio piano di recupero e, sebbene non sarà della partita domenica, il tecnico conta di riaverlo a disposizione già per il turno successivo, garantendo così una pedina fondamentale per la mediana.
Tornando con la mente all'ultima uscita contro il Bra, Tomei ha analizzato con lucidità l'andamento della gara, spiegando che lo svantaggio iniziale è stato frutto di una casualità in un match che l'Ascoli stava conducendo bene. L'allenatore ha ribadito l'importanza del cinismo, poiché in questo torneo non ci si può permettere di sprecare palle gol senza poi pagarne il dazio a livello psicologico e di punteggio.
«Dobbiamo capire che ogni situazione creata va concretizzata al massimo perché, se poi vai in svantaggio, la situazione si complica» ha avvertito il mister, ricordando come negli spogliatoi avesse chiesto ai suoi ragazzi di mantenere i nervi saldi. La rimonta finale è stata quindi interpretata come il naturale premio per una squadra che ha saputo produrre gioco senza farsi travolgere dall'ansia del risultato.
Un tema caldo in casa Ascoli resta la rincorsa alla vetta della classifica, un obiettivo che lo spogliatoio sembra sentire profondamente. Tomei ha voluto fare eco alle recenti dichiarazioni di D'Uffizi, confermando che finché la matematica lascerà uno spiraglio aperto, lo sguardo resterà rivolto verso l'alto. L'idea è quella di spingere sull'acceleratore per ottenere sempre il massimo bottino possibile.
«Guardiamo sempre in alto, ma, al di là del piazzamento, siamo focalizzati sul miglioramento e sulla crescita continua» ha precisato il tecnico, evidenziando come la filosofia del club sia quella di vivere ogni gara come una finale. Non si tratta di fare calcoli aritmetici, ma di dimostrare sul campo, domenica dopo domenica, di meritare le posizioni che contano davvero.
Un ruolo decisivo in questo percorso di crescita è giocato senza dubbio dal tifo organizzato e dalla passione che circonda la squadra. Tomei ha speso parole al miele per i sostenitori bianconeri, definendo fondamentale il legame che si è cementato tra la città e i calciatori, un'unione che si manifesta con presenze costanti che superano le diecimila unità.
Il tecnico ha citato come esempio emblematico il gesto di Gabriele Gori, che sotto il settore ospiti a Sestri Levante ha chiesto scusa per l'errore dal dischetto commesso in precedenza contro la Torres. Questo senso di responsabilità verso la piazza è visto da Tomei come un motore incredibile: «Questa simbiosi dobbiamo tenercela stretta perché ti può far rendere di più e può far raggiungere risultati importanti».
Infine, l'allenatore ha toccato il tasto della gestione della rosa e del turnover, dichiarandosi soddisfatto della possibilità di ruotare gli elementi a disposizione. L'obiettivo è quello di dare ritmo a tutti i componenti del gruppo, in modo che chiunque sia chiamato in causa, anche per necessità improvvise come infortuni o provvedimenti disciplinari, sia già sintonizzato sulle frequenze della partita.
«Far giocare un po’ tutti alza la competizione e la competitività della squadra» ha concluso Tomei, chiarendo inoltre che non verranno fatti calcoli legati ai giocatori in diffida. Per il mister bianconero la priorità resta sempre e soltanto la gara imminente, convinto che la profondità della rosa permetterà di sopperire a qualsiasi assenza senza intaccare la qualità complessiva delle prestazioni.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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