C'è un borgo medievale arroccato in provincia di Piacenza, a ridosso del confine con l'Oltrepò Pavese, che domenica scorsa ha vissuto una giornata difficile da dimenticare. Campagnola Emilia, poco più di trecentocinquanta abitanti, frazione del Comune di Alta Val Tidone, ha esultato con quella passione genuina che solo il calcio di provincia sa generare. Il Nibbiano&Valtidone, formazione del girone A del campionato di Eccellenza emiliana, ha conquistato la promozione in Serie D con tre giornate di anticipo, chiudendo i conti prima ancora che il calendario esaurisse le sue ultime pagine.
Il risultato assume un sapore ancora più intenso se si considera ciò che accadde appena dodici mesi fa. Nella stagione precedente, il club aveva concluso il campionato in vetta alla classifica, a pari merito con la Correggese, salvo poi cedere nello spareggio-promozione disputato l'11 maggio 2025: finì 2-1 per gli avversari, con tutto il dolore che una sconfitta simile, maturata all'ultima chiamata, può lasciare. Quella ferita, evidentemente, non ha fatto altro che alimentare la determinazione.
Dietro la costruzione di questo percorso c'è anche la figura di Fabrizio Bonfoco, direttore sportivo che da quattro anni lavora all'interno della società piacentina. Il suo nome è tutt'altro che nuovo nel panorama calcistico provinciale: in precedenza, Bonfoco aveva già guidato l'OltrepoVoghera fino alla Serie D, confermando ora la propria capacità di costruire progetti vincenti anche in contesti diversi per dimensioni e risorse.
«Sono stato fortunato a trovarmi in due realtà differenti», ha dichiarato il direttore sportivo, «come l'OltrepoVoghera che ambiva a rappresentare il territorio dell'Oltrepò e Nibbiano, una frazione di 300 abitanti della Val Tidone con persone serie e appassionate e con l'ambizione di portare una società nella massima categoria dilettantistica italiana accollandosi impegni economici importanti».
Parole che fotografano con precisione la natura di un club che non dispone delle infrastrutture di una città, ma che ha saputo compensare con un progetto solido e una proprietà disposta a investire con convinzione.
Alla domanda su cosa abbia funzionato meglio rispetto alla stagione precedente, Bonfoco non ha cercato scorciatoie: «La stagione scorsa siamo arrivati primi ex aequo con la Correggese perdendo poi lo spareggio per la promozione. Da quella forte delusione siamo ripartiti inserendo qualche nuovo giocatore nella squadra della passata stagione già molto competitiva con la convinzione di puntare alla vittoria. Possiamo dire di averci visto giusto».
Una continuità di fondo, dunque, arricchita da innesti mirati piuttosto che da una rivoluzione. La rosa che aveva sfiorato l'obiettivo è rimasta sostanzialmente intatta nella sua ossatura, con l'aggiunta di elementi capaci di elevarne ulteriormente il livello.
In una stagione del genere, è inevitabile che emergano nomi capaci di catalizzare l'attenzione. Tra questi spicca quello dell'attaccante Nico Grasso, bomber della formazione. Eppure Bonfoco tende a ridimensionare il protagonismo individuale in favore di una lettura collettiva del successo: «Nico è sicuramente una componente importante ma l'emblema di questa stagione è una rosa top di giocatori a livello tecnico e caratteriale che se potessi mantenere invariata all'80% per la prossima stagione in D, sono convinto che arriverebbe nelle prime 7 a prescindere dal girone».
Una dichiarazione che vale più di qualsiasi statistica: il direttore sportivo mostra fiducia cieca nel gruppo, e anticipa già l'ambizione con cui il club intende affrontare il salto di categoria.
Quanto ai momenti difficili, Bonfoco è sorprendentemente categorico: «Di momenti difficili devo dire che non ne ho riscontrati». Un campionato quasi privo di passaggi critici, scandito da alcune vittorie particolarmente significative: «Le vittorie nel girone di ritorno con Vianese e Fiorenzuola ci hanno resi più convinti di arrivare con anticipo al risultato».
Il salto in Serie D porterà con sé una serie di adempimenti regolamentari cui il club dovrà adeguarsi. Tra questi, l'obbligo di schierare calciatori under, una norma che nell'Eccellenza emiliana non era prevista. «Con l'obbligo dei giovani, cosa che non avevamo quest'anno qui in Emilia, dovremo inserire almeno 8-10 under», ha spiegato Bonfoco, delineando già le coordinate del prossimo mercato.
Resta aperta, invece, la questione dell'impianto di gioco: «Per le gare casalinghe valuteremo la disponibilità di campi idonei», ha precisato il direttore sportivo, lasciando intendere che le caratteristiche strutturali dei campi disponibili nel territorio dovranno essere verificate in funzione dei requisiti richiesti dalla categoria.
Sul fronte tecnico, Bonfoco non lascia spazio a dubbi: «Squadra che vince non si cambia vale anche per lo staff». Una conferma in blocco dell'intero gruppo di lavoro, coerente con la logica di chi preferisce la continuità alle rivoluzioni.
Interrogato sul proprio futuro personale, il direttore sportivo ha risposto con la sobrietà di chi conosce le regole del gioco: «Sono a Nibbiano da 4 anni e mi trovo benissimo. Le decisioni si prendono insieme con la proprietà e non esiste carta bianca. Se il presidente mi tiene io rimango». Una formula che dice molto sul clima interno alla società: niente gerarchie scomode, niente promesse unilaterali, ma una collaborazione basata sulla fiducia reciproca.
A guidare il progetto c'è il presidente Valter Alberici, figura che Bonfoco descrive senza esitazioni: «Persona seria e competente di calcio, appassionati del Nibbiano come lui è difficilissimo trovarne». Un ritratto asciutto, ma efficace, di chi ha creduto in una sfida che, dall'esterno, poteva sembrare sproporzionata rispetto alle dimensioni della realtà in cui si inserisce.
La promozione in Serie D apre anche scenari nuovi sul piano dei confronti territoriali. Il Piacenza, società con ambizioni di risalita tra i professionisti e radicata in una realtà cittadina ben più strutturata, potrebbe presto incrociare la strada del Nibbiano&Valtidone. Bonfoco accoglie l'eventualità con spirito sportivo: «Noi abbiamo buonissimi rapporti con il Piacenza, se sarà derby ben venga e auguro loro di raggiungere la categoria che sicuramente gli si addice».
Una promozione costruita nel tempo, senza scorciatoie. Una comunità piccola, quasi simbolica nelle sue dimensioni, che ha scelto di scommettere sul calcio con serietà e metodo. Il Nibbiano&Valtidone non è solo una squadra: è la storia di un borgo che ha deciso di alzare lo sguardo.
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