Il derby della Marca, disputatosi domenica in una cornice di pubblico vibrante, ha visto il ritorno sugli spalti dello stadio "Tenni" di una figura di rilievo del panorama calcistico internazionale: Gianni De Biasi. L’allenatore nativo di Sarmede, la cui carriera ha toccato vette prestigiose sia nei club di Serie A che alla guida di selezioni nazionali, ha scelto di tornare nel luogo che ha segnato tappe fondamentali del suo percorso sportivo, prima come calciatore e poi come osservatore attento delle dinamiche del calcio veneto.
Il legame tra De Biasi e la compagine biancoceleste affonda le radici nella metà degli anni Settanta, quando nella stagione 1974-1975 fu tra i protagonisti della vittoria del campionato di Serie D. Un sodalizio rinnovatosi successivamente tra il 1987 e il 1989 in Serie C2, chiudendo di fatto la carriera agonistica proprio in via Foscolo per dare inizio al fortunato percorso in panchina.
La presenza di De Biasi ha aggiunto ulteriore prestigio a una giornata già densa di significati per il Treviso, fresco di ritorno nel calcio professionistico. Al termine dell'incontro, il tecnico ha offerto - come ripreso dal quotidiano "La Tribuna di Treviso" - una lucida disamina dell'andamento del match contro il Conegliano: «Ho visto una tipica partita di fine stagione. Da una parte il Treviso, che avendo già raggiunto il proprio obiettivo ha giocato con un certo relax, comprensibile dopo la sbornia della promozione. Dall'altra, invece, un Conegliano che occupa un solido sesto posto e che sta provando a tirare fuori quel qualcosa in più per giocarsi le ultime carte in chiave playoff in questo finale di campionato».
Nonostante l'atmosfera festosa, De Biasi ha osservato con occhio critico e appassionato anche la risposta della tifoseria, sottolineando le aspettative legate al recente salto di categoria: «Ho trovato un bel clima al Tenni. Era da un po’ di tempo che non vedevo la tribuna così piena. Onestamente, pensavo ci fossero ancora più persone in curva, che erano comunque tante; mi aspettavo tutti i gradini occupati, per essere chiari, dopo aver festeggiato il ritorno in Serie C».
Guardando alla prossima stagione nel campionato di Serie C, l'ex commissario tecnico ha voluto condividere alcuni suggerimenti strategici rivolti alla dirigenza, elogiando comunque il lavoro svolto finora. Secondo De Biasi, il successo ottenuto con anticipo testimonia un'ottima organizzazione, ma il nuovo livello richiederà ulteriori sforzi.
«La stagione del Treviso è stata vincente sia per l'organizzazione che per il risultato, ottenuto con merito e anticipo. Tuttavia, credo che la squadra abbia bisogno di essere rinforzata per affrontare degnamente la Serie C. Alle spalle c’è una società che ha idee chiare e che farà il meglio per crescere ancora. Ora vanno fatte scelte oculate per la crescita del club, programmando il futuro senza dissanguarsi economicamente».
La ricetta suggerita per il mercato estivo è quella della "fame" e dell'individuazione di talenti emergenti, citando come esempio la sua esperienza vincente a Modena, dove trionfò in terza serie con sette elementi poi approdati stabilmente in Serie A. «Bisogna puntare su giocatori magari meno conosciuti, ma che abbiano fame e numeri», ha ribadito il tecnico.
Interrogato sul futuro della panchina, De Biasi si è espresso favorevolmente sulla continuità tecnica, sostenendo la posizione di Gorini: «Gorini? Uno che vince, se ha la volontà di rimanere, credo sia giusto che porti avanti il lavoro iniziato».
Infine, con un accenno di ironia che lascia spazio all'ambizione di una piazza storica, De Biasi ha rivolto lo sguardo a traguardi ancora più prestigiosi per il sodalizio trevigiano. Alla domanda su un suo prossimo ritorno allo stadio, ha risposto con una battuta che è anche un auspicio: «Quando tornerò al Tenni? Magari per vedermi un Treviso-Inter».
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