Il calcio italiano ha ritrovato Ashley Cole, ma stavolta in veste inedita. Non più il terzino sinistro tra i più temuti d'Europa, bensì l'allenatore chiamato a raccogliere una sfida delicata nella cadetteria italiana. Nelle scorse settimane, il Cesena ha ufficializzato l'ingaggio del tecnico inglese come successore di Michele Mignani, sollevato dall'incarico nel corso della stagione. In un'intervista rilasciata al canale YouTube Cronache di Spogliatoio, Cole ha ripercorso i passaggi che lo hanno condotto in Romagna, svelando le motivazioni personali e professionali alla base di questa scelta.
La trattativa con il club romagnolo non è maturata nell'arco di pochi giorni. Cole ha rivelato di conoscere la proprietà del Cesena da tempo e di aver già avuto modo di seguire da vicino le vicende della squadra. «Conosco la proprietà da un po' di tempo e mi avevano già invitato a vedere le partite della squadra», ha dichiarato l'allenatore. Il passo decisivo è arrivato con l'esonero di Mignani: «Quando poi è stato deciso l'esonero del precedente allenatore mi hanno chiesto di prenderne il posto».
La risposta di Cole non si è fatta attendere. «Ho subito avuto l'impressione che fosse un'avventura divertente ed emozionante da vivere: esattamente quello che volevo», ha spiegato, sottolineando come la decisione non sia stata dettata da opportunismo ma da una scelta ponderata. «Ho voluto investire molto su di me per essere qui. Spero poi di riuscire a fare quello che la proprietà mi ha chiesto».
Dietro l'accettazione dell'incarico vi è anche una dimensione profondamente personale. Cole ha trascorso anni della sua carriera da giocatore in Italia — con la maglia della Roma — e ha confesatto di sentire di non aver mai espresso appieno il proprio potenziale nel Bel Paese. «Questa per me è anche l'occasione giusta per tornare in Italia. Dove ho l'impressione di non essere riuscito a dare quello che potevo da giocatore», ha ammesso con franchezza.
A rafforzare il legame con il territorio sono anche i vincoli familiari: «Mia moglie è italiana e mio figlio è nato a Roma. Ho sempre amato la cultura italiana». Un contesto che ha reso il dialogo con Mike Melby, co-proprietario del Cesena, ancora più naturale e convincente. «Dopo aver parlato con Mike Melby è stato importante tornare. È stato scelto semplice e ho colto l'occasione».
Cole non si è limitato a descrivere le circostanze che lo hanno portato a Cesena. Ha delineato con chiarezza anche gli obiettivi che intende perseguire. «Ho raccolto informazioni sul club e voglio riportare il club dove meritano di stare. Dove i tifosi e la proprietà sentono di dover stare», ha dichiarato, lasciando intendere la consapevolezza di una responsabilità che va oltre la semplice gestione tecnica di una rosa.
Per farlo, il tecnico sa di dover superare ostacoli concreti, a partire dalla barriera linguistica. «Adesso devo fare il mio lavoro in termini di imparare la lingua, essere in grado di comunicare con i miei giocatori da cui cerco di tirare fuori il meglio, così che possono andare a un altro livello, migliorarsi, svilupparsi».
Al di là degli obiettivi di classifica, Cole ha tratteggiato una visione più ampia del proprio ruolo, quella di un tecnico che vuole lasciare un'impronta duratura nei calciatori che allena. Con toni sinceri e diretti, ha tracciato il profilo dell'allenatore che vorrebbe essere: «Come dicevo, come giocatore e ora come allenatore, posso dirti che darò tutto per il Cesena e per questi giocatori finché sarò qui. Spero di poter dare a loro una certezza e un posto dove si sentano al sicuro, dove si sentano felici, dove poter migliorare, dove sentano di star migliorando».
Il traguardo, nella visione dell'ex difensore, è quello di restare impresso nella memoria dei propri calciatori. «E un giorno si guarderanno indietro e penseranno 'Sì, è successo davvero quando mister Ashley Cole era qui ho imparato molto da lui'. Per me sarebbe abbastanza».
Parole che fotografano un tecnico ancora agli esordi della sua carriera in panchina, ma con idee chiare su come costruire il proprio percorso. Il Cesena, da parte sua, ha affidato a un nome di richiamo internazionale il compito di raddrizzare una stagione in bilico. Le premesse, almeno sul piano delle intenzioni, ci sono tutte.
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