Il clima playoff entra nel vivo e l’attesa per l’Union Brescia sta per terminare. Alla vigilia della sfida d’andata contro il Casarano, valevole per la fase nazionale dei playoff di Serie C, il tecnico Eugenio Corini ha fatto il punto della situazione in una conferenza stampa carica di tensione e consapevolezza. Il tecnico delle Rondinelle ha voluto sgombrare il campo da facili entusiasmi legati al piazzamento in classifica degli avversari, mettendo in guardia tutto l’ambiente bresciano sulla pericolosità della trasferta in terra pugliese.
«In città sembra esserci una strana e forse anche discutibile percezione, ovvero che il Brescia abbia pescato l'avversario migliore, più morbido o addirittura più facile perché il Casarano è quella con la classifica peggiore tra le rimaste. Invece questa è una spada di Damocle che ci insegue dall'inizio dell'anno, sembra quasi che le partite a noi ce le facciano vincere per il blasone. C'è invece piena consapevolezza di affrontare un avversario che è vero che è arrivato ottavo, ma è una squadra che da gennaio ha cambiato sistema diventando un 4-3-3 o un 4-2-3-1».
«Hanno fatto molto bene nel finale di campionato e basta vedere i risultati in questi playoff: sono stati bravissimi, hanno vinto a Monopoli e stravinto a Cosenza, che è un'ottima squadra. Quello che hanno fatto con il Renate non è un miracolo sportivo, perché sono andati a prendersi una vittoria che sembrava quasi impossibile. Essere sotto di due gol e farne tre vuol dire che hai conoscenze, hai carattere; è una squadra oggettivamente ben allenata, con giocatori di qualità tecnica e soprattutto in questo momento hanno un grande entusiasmo».
L’Union Brescia arriva a questo appuntamento dopo tre settimane di sosta forzata, un periodo utilizzato per ricaricare le pile ma che porta con sé l’incognita del ritmo partita. Corini ha analizzato come il gruppo ha vissuto questa lunga attesa, segnata purtroppo da alcuni contrattempi fisici pesanti: «Queste settimane sono volate perché abbiamo lavorato molto intensamente. Abbiamo affrontato subito un avversario come l'Ospitaletto, al pari della nostra categoria, per mettere dentro minutaggio. Sono felice di come i ragazzi si sono approcciati al lavoro, le cose su cui abbiamo lavorato mi hanno reso soddisfatto».
«Dispiace tanto per la perdita di Freddy Sorensen perché sembrava recuperato, invece purtroppo ha risentito un po' di fastidio. Speriamo di andare il più avanti possibile per poterlo recuperare nel corso dei playoff. Su Mallamo, invece, oggi ha fatto una parte di lavoro con la squadra, l'ha retto bene e valuteremo domani, ma siamo fiduciosi che possa recuperare per la partita. Abbiamo una consapevolezza di chi siamo noi e di quello che vogliamo fare, ho visto le vibrazioni giuste da parte dei ragazzi e la voglia di conoscere l'avversario».
L’analisi del tecnico si è poi spostata sul valore del girone C, da cui proviene il Casarano, considerato da molti come il raggruppamento più duro dell’intera Serie C. Un dato confermato dalla presenza massiccia di squadre di quel girone nelle fasi finali del torneo: «Se vai a vedere le squadre che sono in queste ultime otto e quante sono del girone C, questo è un dato certo. Il valore di quel girone è molto importante. Loro hanno segnato tantissimo, è vero che subiscono, ma è una squadra che gioca per fare gol con la consapevolezza che lo può sempre fare».
«Dobbiamo essere molto bravi a stare dentro questa partita. Col Cosenza non hanno perso fiducia pur andando sotto, riuscendo addirittura a fare cinque gol in transizione. Con il Renate hanno giocato con una grandissima personalità e hanno meritato il passaggio del turno perché l'hanno voluto e cercato. Noi vogliamo prenderci dei vantaggi già dalla partita d'andata, sapendo che non è finito niente dopo i primi novanta minuti e che ci sarà da giocarci poi il secondo tempo qui a Brescia».
Tatticamente l’Union Brescia potrebbe presentarsi con un assetto ibrido, cercando di sfruttare la duttilità di alcuni elementi chiave della rosa per arginare l’esuberanza offensiva dei pugliesi. Corini ha elogiato lo spirito di sacrificio dei suoi, citando in particolare il capitano: «Sappiamo bene le rotazioni che fanno e come vanno a creare la densità centrale. Abbiamo definito un modo che si è evoluto perché sul reparto offensivo abbiamo avuto difficoltà, sono mancati tantissimi attaccanti. La squadra quando abbiamo lavorato così ha avuto un buon adattamento».
«Ho la fortuna di avere un'alternativa per giocare con due punte, possiamo attaccare e difendere in tanti modi. Questo per me è il calcio del futuro: essere ibridi per fare tantissime cose sia in fase di possesso che di non possesso. Devo ringraziare il nostro capitano Balestrero perché mi dà la possibilità di sfruttarlo in posizioni diverse, e visto che Sorensen si è fatto male, avere la possibilità di poterlo far giocare anche sulla linea difensiva è importante».
In chiusura, un pensiero ai tifosi e all’atmosfera che attende la squadra allo stadio Giuseppe Capozza, una vera e propria bolgia che metterà a dura prova la tenuta mentale dei bresciani: «Andiamo ad affrontare una squadra in fiducia in uno stadio senza pista, tutto molto vicino e con un ambiente molto caldo. È un bel banco di prova per ributtarci subito dentro. C’è ancora speranza che i nostri tifosi possano venire con noi, stiamo aspettando la decisione dell’Osservatorio e sarebbe fondamentale avere il loro sostegno».
«La squadra sa quello che deve fare, ha l'ambizione e il sogno ben chiaro. Se purtroppo i biglietti non potranno essere utilizzati, so che saranno tante le persone che ci seguiranno da casa con affetto. Vogliamo regalare loro una grande gioia perché la nostra speranza è quella di vedere il Rigamonti pieno mercoledì prossimo, ma con un risultato importante già fatto a Casarano per cercare insieme di passare il turno».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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