È un Pietro De Giorgio lucido e determinato quello che si presenta in sala stampa all'Alfredo Viviani. Il Potenza è atteso dalla trasferta dello "Scida" contro il Crotone, gara valida per la 23ª giornata del campionato di Serie C. Una sfida che arriva incastonata tra il bel successo sulla Casertana e l'atteso appuntamento di Coppa Italia, ma il tecnico sgombra subito il campo da possibili calcoli o distrazioni.
Il primo pensiero del Mister è rivolto all'atteggiamento mentale. Nonostante l'impegno ravvicinato di mercoledì in Coppa, l'attenzione è tutta sul campionato: "È una partita importante per quello che è il campionato. Sappiamo che mercoledì abbiamo la Coppa Italia e ci teniamo, ma sappiamo d'altra parte che andiamo a giocare contro una squadra forte, che ha cambiato qualcosa facendo molto bene a Cosenza e ottenendo un risultato meritato. Dobbiamo andare lì per continuare la striscia positiva, ma più che altro mi interessa una prova di maturità".
De Giorgio insiste sulla tenuta mentale: "Voglio capire se riusciamo a tenere l'attenzione così alta per tre partite consecutive. È quello che dobbiamo migliorare: quando siamo attenti e 'nella partita' per 90 minuti abbiamo dimostrato di essere una squadra forte; quando abbiamo cali di tensione siamo ancora quella squadra che alterna e non è ancora matura per fare grandi cose".
A chi gli chiede se la formazione sarà influenzata dall'impegno infrasettimanale, De Giorgio risponde senza esitazioni: "Metterò la squadra che sta meglio. Siamo a quattro giorni dalla partita con la Ternana (riferimento temporale del calendario, ndr). La partita che mi metteva in apprensione era quella con la Casertana perché venivamo da tre gare in una settimana. Ad oggi abbiamo avuto la settimana per lavorare, quindi a Crotone si resetta tutto e si va avanti. Devo mettere la formazione migliore perché abbiamo necessità di far bene e fare risultato".
La nota dolente arriva dall'infermeria, colpita duramente dall'influenza stagionale che riduce le scelte offensive al lumicino. "La Casertana mi ha confermato che abbiamo una rosa lunga" spiega il tecnico, "tuttavia mi preme sottolineare che siamo in emergenza. A differenza della gara con la Casertana abbiamo perso Mazzeo per un problema al flessore. Abbiamo fuori Bura e Anatriello, che non sono venuti al campo per questa influenza che li tiene fermi da giorni e probabilmente non ci saranno per Crotone. Davanti siamo contati, ho poco da scegliere: abbiamo solo tre attaccanti (Schimmenti, D'Auria e Murano, ndr). Chiederemo uno sforzo a loro".
L'avversario non è lo stesso affrontato e battuto in Coppa Italia. De Giorgio analizza le novità tattiche dei pitagorici: "Loro hanno cambiato assetto, soprattutto in fase di possesso, quindi l'abbiamo preparata in maniera diversa. Se fossero rimasti come in Coppa Italia era un lavoro già pronto, ma ora incontriamo un Crotone diverso, con principi e caratteristiche diverse. Nel cambio modulo hanno trovato più certezze".
Il Potenza non subisce gol da due gare, un dato che conforta l'allenatore: "In difesa è il reparto dove siamo abbastanza coperti, ho un'ampia scelta. Metterò la difesa che mi dà più garanzie, anche perché abbiamo giocato con due linee difensive diverse tra Terni e Caserta riuscendo a fare due clean sheet. C'è gente che ha riposato e sta bene, dobbiamo farli giocare anche per non fargli perdere la condizione".
Infine, parole al miele per De Marco, protagonista di una crescita esponenziale: "De Marco ha fatto una partita incredibile, ma l'aveva fatta anche a Terni. Credo che su tutti sia uno che sta facendo veramente bene. È diventato un giocatore forse di categoria superiore perché ha una struttura e una forza fisica importante. È cresciuto nella massa muscolare e di volume. Quando riesce a tenere questi ritmi alti diventa un giocatore molto forte. E diventa forte nel momento in cui non mi deve dimostrare niente, quando gioca semplice. Quando un giocatore accetta di giocare semplice perché ha compreso che è un qualcosa di costruttivo che lo porta a migliorare, quello è il segreto". Sulla sua titolarità ormai acquisita, il mister chiosa: "Lui sa di essere un titolare. Noi abbiamo tutti centrocampisti titolari, ma se gioco a tre ne devo scegliere tre".
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