Il sipario sulla sessione invernale di trasferimenti si è appena chiuso e in casa Ascoli è tempo di bilanci, ma soprattutto di guardare a una pianificazione che non vuole lasciare nulla al caso. Il Direttore Sportivo, Matteo Patti, ha voluto sottolineare come l'azione del club si sia mossa su binari di estrema razionalità, evitando colpi dettati dalla frenesia e privilegiando una crescita organica. «Abbiamo detto che vogliamo programmare, un passo alla volta, senza fretta, studiando le opportunità in base a quello che serve al Mister», ha dichiarato il dirigente, mettendo in luce come la priorità fosse colmare il vuoto lasciato dall'infortunio di Del Sole, obiettivo centrato già nei primi giorni di gennaio per permettere al tecnico di lavorare con serenità.
Al di là dei nuovi innesti, il vero valore aggiunto di questa finestra di mercato è rappresentato dalla blindatura di alcuni pilastri della rosa attuale. Le operazioni che hanno portato al riscatto definitivo di Gori e Milanese sono state descritte come passaggi fondamentali per dare solidità al futuro societario. Sebbene le sirene del mercato abbiano suonato per diversi elementi del gruppo, il DS ha confermato con orgoglio che nessuno dei tesserati ha manifestato la volontà di abbandonare il progetto, a testimonianza di un attaccamento alla maglia non comune. «Le richieste per i nostri giocatori ci sono state, d’altra parte i ragazzi hanno accresciuto il loro valore; nessuno ha chiesto di andare via», ha ribadito, spiegando che la stabilità attuale è garantita da una proprietà che permette di trasformare le idee tecniche in realtà contrattuali.
Uno dei punti di forza rivendicati dalla dirigenza riguarda la patrimonializzazione del club, un aspetto spesso trascurato nelle categorie inferiori ma che ad Ascoli sta diventando un mantra. Oggi la squadra vanta un'ossatura giovane e composta quasi interamente da calciatori di proprietà, un dettaglio che fa lievitare il valore del club giorno dopo giorno. Il Direttore ha ricordato come in estate non fosse stato possibile acquisire totalmente cartellini pesanti come quelli di Milanese e Gori a causa di una situazione di ripartenza più delicata, ma la visione era già chiara: «In estate non era stato possibile acquisirli totalmente perché l’Ascoli viveva una situazione diversa da quella attuale, ma in cuor nostro c’è sempre stata questa idea».
L'ambiente che si respira nel centro sportivo viene descritto come quello di una vera e propria famiglia, un clima voluto fortemente dal Presidente Passeri. Il DS ha raccontato di un gruppo coeso che condivide non solo il campo ma anche i momenti quotidiani, come il pranzo, favorendo un'integrazione totale anche tra chi trova meno spazio la domenica. Questa armonia si riflette nel rapporto tra i vari quadri dirigenziali e tecnici, con un dialogo costante tra il DS, l'allenatore e Andrea Passeri di Distretti Sport, tutti proiettati verso un futuro che immaginano sempre più ambizioso per i colori bianconeri.
Entrando nel merito dei singoli, il dirigente ha analizzato diverse situazioni pendenti, a partire dai giovani. Se per Rizzo Pinna il discorso riscatto è stato solo rimandato a fine stagione a causa della chiusura della società di appartenenza, per Cozzoli si è scelta la via del prestito per garantirgli quella continuità che ad Ascoli sarebbe mancata. Parole di attesa e cautela sono state spese per Del Sole, impegnato in un lungo percorso riabilitativo dopo un grave infortunio: «Senza fretta valuteremo con i dottori e i fisioterapisti quando sarà pronto». Un occhio di riguardo resta sempre rivolto al settore giovanile, con i talenti in prestito al Napoli che stanno dando ottimi segnali anche in campo internazionale.
Per quanto riguarda il rendimento sul campo, la filosofia societaria non accetta alibi legati al fattore campo. L'identità della squadra deve essere la stessa sia tra le mura amiche che in trasferta, puntando a migliorare la gestione degli episodi che spesso decidono le sorti di un incontro. Il Direttore ha espresso grande fiducia per il prossimo impegno contro il Pineto, pur definendolo un match insidioso contro una compagine che conosce bene le insidie della categoria. La stima nei confronti del mister è totale, descritto come un perfezionista mai appagato, esattamente come la piazza e la proprietà.
In conclusione, la sensazione che filtra dai vertici societari è quella di una squadra che ha compiuto un netto salto di qualità rispetto ai primi mesi della stagione. «Assolutamente sì, rispetto al girone di andata l’Ascoli di oggi è più forte», ha affermato con convinzione il DS, ricordando come all'inizio del campionato diversi giocatori dovessero ancora ritrovare la forma migliore o integrarsi negli schemi tattici. Il merito di questa evoluzione viene attribuito in gran parte al lavoro del tecnico, capace di esaltare il potenziale di ogni singolo elemento della rosa, rendendo l'Ascoli una realtà solida e pronta a onorare un nome storico del calcio italiano.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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