Con il sipario calato sulle trattative invernali e un mese di gennaio archiviato non senza difficoltà, il Potenza si affaccia alla delicata sfida contro il Siracusa con la consapevolezza di chi non può più permettersi passi falsi. Mister De Giorgio, intervenuto in conferenza stampa, ha sottolineato come la fine del calciomercato porti con sé un beneficio immediato: l'eliminazione di quelle inevitabili perturbazioni che rischiano di distogliere gli atleti dagli obiettivi di campo. «Si è chiuso il mercato, quindi ci siamo tolti altre distrazioni che purtroppo nel mese di gennaio ci sono per forza di cose», ha esordito il tecnico, pronto a guidare i suoi in un finale di stagione che promette di essere incandescente.
L'analisi dell'allenatore si è subito spostata sull'avversario siciliano, descritto come una compagine insidiosa nonostante un rendimento esterno tutt'altro che brillante. De Giorgio ha evidenziato la capacità del Siracusa di palleggiare con qualità e di esercitare una pressione molto alta, un fattore che richiederà al Potenza una gestione del pallone rapida e coraggiosa. La chiave del match, secondo la guida tecnica rossoblù, risiederà nella capacità di verticalizzare e aggredire gli spazi con determinazione, sfruttando quelle concessioni che una squadra così votata all'attacco inevitabilmente finisce per lasciare.
Un tema centrale della discussione è stato l'anomalo rendimento tra le mura amiche dello stadio Viviani e le prestazioni offerte lontano dalla Basilicata. I numeri parlano chiaro: una difesa impermeabile in casa si trasforma in una delle più vulnerabili del campionato non appena si varcano i confini cittadini. «C’è questo andamento tra trasferta e casa che mi fa pensare soltanto a cali di attenzione e di maturità nel percepire il pericolo», ha ammesso con amarezza De Giorgio, cercando di dare una spiegazione a un divario statistico che appare quasi inspiegabile alla luce del lavoro svolto settimanalmente.
L'allenatore ha respinto con fermezza l'idea che la squadra sia diventata prevedibile per gli avversari, sottolineando come ogni partita richieda agli allenatori avversari accorgimenti diversi per tentare di arginare il gioco del Potenza. L'imprevedibilità dei centrocampisti e il movimento dei terzini che si accentrano restano i punti di forza di un sistema di gioco che, in fase di possesso, continua a produrre trame interessanti. Tuttavia, il problema resta la continuità nell'arco dei novanta minuti, specialmente in un'annata che vedrà la squadra disputare un numero di partite record, quasi ai livelli dei top club europei.
Il capitolo infortuni resta una ferita aperta, specialmente per quanto riguarda il reparto offensivo, letteralmente falcidiato da stop simultanei che hanno limitato le rotazioni. De Giorgio ha spiegato come l'emergenza abbia spesso condizionato le sue scelte, costringendolo a soluzioni di fortuna per salvaguardare la condizione dei pochi superstiti. «Il rammarico è che si è fatto male quasi tutto il reparto degli attaccanti», ha confessato, citando i vari stop che hanno colpito pedine fondamentali e che hanno reso complessa la gestione delle energie in un periodo denso di impegni infrasettimanali.
Sul fronte dei nuovi arrivi, il tecnico si è detto soddisfatto degli innesti operati dalla società, che hanno portato in dote esperienza e solidità. Se per Kirwan l'inserimento tattico procede spedito, per Delle Monache servirà ancora un po' di pazienza affinché ritrovi il ritmo partita dopo un lungo periodo di inattività. Buone notizie arrivano invece da Erradi, considerato ormai pienamente recuperato, mentre per Murano la situazione resta più delicata a causa di un problema alla spalla che richiederà ulteriori accertamenti clinici nei prossimi giorni per scongiurare interventi più invasivi.
In vista del prossimo impegno, la parola d'ordine resta la cattiveria agonistica. De Giorgio ha chiesto ai suoi ragazzi un approccio mentale differente, volto a eliminare quelle ingenuità individuali che sono costate carissimo in termini di classifica. «Chiedo una partita di grande cattiveria agonistica perché il Siracusa tiene ritmi alti ed è quello che dobbiamo fare anche noi», ha concluso il mister, richiamando il gruppo al senso di responsabilità necessario per onorare la maglia e raggiungere quegli obiettivi che la piazza sogna ancora di poter conquistare.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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