Un avvio di stagione che nessuno in casa Renate si aspettava, culminato nell'esonero di Giacomo Gattuso dopo appena sei giornate di campionato. A fare il punto sulla crisi della squadra brianzola è stato il direttore sportivo Oscar Magoni, intervenuto a "A Tutta C", programma in onda su TMW Radio e iL61, nel giorno successivo al quarto ko stagionale e all'ufficializzazione del cambio in panchina.

Magoni non si è sottratto alle responsabilità della situazione, ammettendo che il progetto costruito in estate si sta scontrando con una realtà del campo molto diversa da quella preventivata: "Diciamo che eravamo partiti con un progetto ben diverso ma, purtroppo, il campo ci sta respingendo. Come sempre nel calcio, le responsabilità sono di tutti, e mie per primo, perché questo progetto tecnico è stato costruito anche da me; di conseguenza, sono io il primo responsabile. Purtroppo, però, l'anello debole di questa catena è sempre l'allenatore. Parliamo di una persona perbene e di un tecnico molto preparato, ma noi viviamo di risultati e i nostri finora sono stati molto scadenti. Abbiamo dovuto per forza dare una scossa e attuare un cambiamento. In mattinata abbiamo una serie di appuntamenti con nuovi candidati e vedremo quale sarà il profilo più adatto per ripartire. Siamo convinti di avere le competenze tecniche, tattiche e morali necessarie. La società è solida e siamo certi che, con un po' di tempo, riusciremo a tirarci fuori da questa situazione".

Il dirigente ha poi snocciolato i dati che fotografano il momento più difficile della storia recente del club: "Sì, in questo momento i nostri numeri sono impietosi: abbiamo il peggior attacco e la peggior difesa. Ci troviamo in una condizione incredibile, soprattutto perché partivamo dalla base del terzo posto dell'anno scorso. Avevamo una squadra solida e forte, pensavamo di essere ancora competitivi, ma purtroppo ci siamo sbagliati. Ora dobbiamo azzerare la programmazione e ripartire da zero con un'ambizione e un'umiltà diverse. Purtroppo il calcio riserva queste sorprese imprevedibili. Venivamo da un percorso di due anni fatto bene con lo stesso blocco di giocatori e ci siamo trovati completamente spiazzati. Per la prima volta in 17 anni di storia societaria ci troviamo all'ultimo posto; non eravamo abituati a questa situazione, ma dobbiamo accettarla e trovare subito delle soluzioni. Ripeto, sono convinto che non si possa diventare una squadra scarsa nell'arco di soli tre mesi. Credo che il gruppo abbia dei valori: dobbiamo ritrovarli tutti insieme, a partire da me fino all'ultimo dei calciatori e allo staff. Bisogna fare un bel bagno di umiltà, cambiare obiettivi, ragionare in modo diverso e affrontare questa annata che si preannuncia difficile, cercando di raddrizzarla il più velocemente possibile".

Nel prossimo turno il Renate ospiterà il Treviso, avversario che Magoni inquadra come rappresentante di una neopromossa costruita con criterio, ma davanti al quale la priorità resta interna, quella di reagire: "Ci aspettiamo chiaramente una scossa emotiva e generale. Credo che in questo campionato, a partire dal Treviso - che è un'ottima neopromossa, costruita molto bene e rappresentante di una città importante, - si possa giocare, vincere o perdere contro chiunque. Fatta eccezione per Union Brescia, Cittadella e Trento, tutte le altre squadre se la giocano alla pari. Adesso dobbiamo crescere in fretta, farci la barba dritta, non perdere la testa e ricominciare a vincere. Purtroppo i nostri risultati sono talmente scadenti che non siamo riusciti a vincere nemmeno in Coppa Italia: abbiamo pareggiato una partita pensando già ai rigori, ma poi abbiamo perso con il Cittadella. Non abbiamo ancora vinto una gara ufficiale e questo preoccupa, anche perché riteniamo di avere un reparto offensivo molto importante".

Allargando lo sguardo al resto del girone, Magoni ha commentato la sorprendente crescita del Cittadella, tornato ai vertici dopo un primo anno di assestamento in categoria seguito alla retrocessione dalla Serie B, e la corsa dell'Union Brescia, accreditata fin dall'inizio come la squadra da battere: "Guardare in casa d'altri è sempre difficile nei dettagli. Tuttavia, il Cittadella lo scorso anno ha chiuso un ciclo importante dopo tanti anni passati in Serie B e la successiva retrocessione in C. Hanno cambiato molti giocatori, prendendone di bravi, e hanno trovato un equilibrio di squadra notevole. Chiaramente, quando fai sei vittorie di fila significa che la squadra è consistente, forte e ha valori reali. Poi c'è il Brescia, che ha la pressione di dover vincere per forza, perché una realtà come l'Union Brescia in questa categoria deve sempre puntare al massimo. Sarà una bella sfida. Credo che il Cittadella abbia le carte in regola per andare molto lontano perché ha una rosa completa, esattamente come il Brescia. Sarà un testa a testa, nel quale inserisco però anche il Trento. Il Trento ha una società in forte crescita negli ultimi tre anni, ha dato stabilità al progetto tecnico, ha alle spalle una proprietà solida, un direttore sportivo che conosce bene la categoria, un allenatore preparato e calciatori davvero bravi. Credo che queste tre siano le favorite".

Il discorso si è infine spostato sugli altri due raggruppamenti di Serie C: nel girone B lo Spezia guida la classifica rispettando i pronostici della vigilia, mentre nel girone C il Sorrento, reduce da cinque vittorie consecutive nelle prime cinque giornate, ha interrotto la propria striscia positiva cedendo al Bari nell'ultimo turno, restando comunque primo in classifica. Per Magoni si tratta del dato più sorprendente dell'intera Lega Pro: "Sì, è tutto vero, ma in assoluto la vera sorpresa dei tre gironi credo sia proprio il Sorrento. Nessuno avrebbe mai immaginato che, dopo sei partite, si trovasse in testa a quel girone. Vanno fatti i complimenti a loro, sono l'assoluta sorpresa di tutta la Lega Pro".

Resta ora da capire chi sarà il prescelto per raccogliere l'eredità di Gattuso sulla panchina del Renate: secondo le prime indiscrezioni, il nome in pole per la successione è quello di Simone Banchieri.

Sezione: Serie C / Data: Mar 22 settembre 2026 alle 12:15
Autore: Alessandra Galbussera
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