Un pareggio che va stretto, una prestazione di altissimo livello e tanta, tantissima rabbia per una gestione arbitrale ritenuta penalizzante. È un Agenore Maurizi un fiume in piena quello che si presenta nella sala stampa del "Del Conero" dopo il pareggio interno della sua Ancona contro la corazzata L'Aquila. Il tecnico biancorosso è visibilmente diviso a metà: da una parte l'orgoglio per aver visto la sua squadra dominare a tratti un avversario costruito per vincere, dall'altra un profondo senso di frustrazione.

Il mister non usa giri di parole per analizzare il match, partendo proprio dal rammarico per i tre punti sfumati e dai fattori esterni che, a suo dire, hanno condizionato l'esito della gara.

"Le prestazioni sono importanti e ci stanno – esordisce Maurizi, riferendosi agli applausi ricevuti dalla squadra a fine gara – però poi tu puoi fare la prestazione che vuoi, ma se ci sono fattori che non sono inerenti al campo è inutile fare una buona prestazione, se poi deve essere macchiata da errori che non vengono da parte nostra. C'è un impegno societario importante, c'è un impegno della tifoseria, c'è l'impegno di tutti noi, che è il nostro lavoro. E poi c'è chi dovrebbe far sì che tutto questo vada portato nei giusti binari, con senso di giustizia. Quello che ho visto oggi in campo... mi sono sentito veramente impotente. Questo senso di impotenza ti dà l'idea che non va bene. Sì, parliamo della prestazione, ma è inutile la prestazione di fronte a un senso di impotenza che uno prova. Siamo esseri umani e, come tali, si prova".

Maurizi entra poi nel dettaglio degli episodi che lo hanno mandato su tutte le furie, puntando il dito contro l'applicazione del regolamento da parte del direttore di gara: "Mannucci ha subito un infortunio. C'è un regolamento nuovo, chiaro, almeno ce l'hanno spiegato così: se il giocatore è infortunato e va a terra e non entra il medico in campo, non deve uscire. Il nostro medico non è entrato in campo e Mannucci è stato fatto uscire lo stesso. Uno diventa, a mio avviso, patetico pure a parlare di queste cose, ma alla fine ci riduciamo sempre a parlarne".

Altro nodo cruciale per il tecnico è la gestione delle rimesse laterali e la famosa "regola dei 5 secondi":
"Questa regola deve essere applicata, ma da quando iniziano a contarsi questi 5 secondi? Da quando la palla va fuori o da quando ce l'ha in mano il calciatore? Noi andiamo a prendere i falli laterali, giochiamo al Del Conero, non ai campi di periferia. Il Del Conero è molto grande. Quindi se la palla va fuori e in quel punto non c'è il raccattapalle... ragazzi, mica si possono mettere 100 raccattapalle! Dateci il tempo di prendere la palla e di metterla. Se iniziano a contare da quando va fuori vale per tutti, se iniziano a contare da quando ce l'ha il calciatore in mano vale per tutti. Ci ha fatto più metri ad andare a prendere palle fuori di corsa che quelli fatti in campo, e questo non va bene".

A chiosa del discorso arbitrale, Maurizi cita un volto storico dei fischietti italiani: "Come diceva un grande arbitro, il mio amico Antonio Sbardella, delle volte non si fanno grandi errori, ma se ne fanno tanti piccoli che sono peggio del grande errore".


Messa da parte la rabbia, l'allenatore dell'Ancona torna ad analizzare il calcio giocato, elogiando senza riserve i suoi ragazzi per la prova offerta contro una big del girone: "Se invece dobbiamo parlare della prestazione, penso che la squadra abbia giocato molto meglio dell'Aquila e abbia giocato al cospetto di una squadra importante. Si è misurata contro una grande squadra e si è misurata alla grande. Se loro erano così felici a fine partita per aver raggiunto un pareggio insperato, penso che vuol dire che noi abbiamo fatto una grande gara".

L'allenatore riconosce comunque il grande valore degli avversari: "Oggi l'Ancona non è diventata improvvisamente una squadra forte, L'Aquila è una forte squadra, costruita con tanti buoni calciatori e supportata da una grandissima società. Esprime un calcio che ci vuole tempo per costruire, anche la Roma non si è fatta in due giorni. Credo che stiamo facendo un buon lavoro, e oggi contro una delle tre o quattro squadre più forti del girone si è visto un grande calcio, soprattutto da parte nostra".


In chiusura di conferenza, stimolato dalla domanda di un giornalista che gli chiedeva se quella vista oggi fosse la "miglior Ancona della stagione", Maurizi si è lasciato andare a un simpatico botta e risposta, stemperando la tensione iniziale: "Questo lo devi dire te, che fai tante critiche – risponde sorridendo al cronista –. Vedi te... cosa scrivi domani? Abbiamo fatto bene, abbiamo fatto male? Scrivi quello che hai visto. Hai visto una buona Ancona? Allora scrivi: 'Ho visto una buona Ancona, la migliore Ancona vista'. Scrivi così".

Un finale che restituisce l'immagine di un allenatore battagliero, pronto a difendere il lavoro della sua squadra a spada tratta, consapevole che, al netto delle polemiche, la sua Ancona ha dimostrato di poter giocare alla pari con le prime della classe.

Sezione: Serie D / Data: Lun 21 settembre 2026 alle 20:30
Autore: Luigi Redaelli
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