La Salernitana si prepara ad affrontare il Potenza con rinnovata consapevolezza e un obiettivo chiaro: trasformare la vittoria in abitudine, anche quando non si riesce a esprimere un calcio spettacolare. Alla vigilia del match, l'allenatore Serse Cosmi ha illustrato ai microfoni ufficiali della società il momento della squadra campana e le insidie che presenterà la trasferta lucana.
Il tecnico granata ha esordito tracciando un confronto con il recente passato: "Arriviamo a questa partita in una situazione psicologica migliore rispetto a quella di 20 giorni fa. Come avevo già accennato la settimana scorsa, in questi giorni mi sono adoperato per far capire al gruppo che per noi vincere deve diventare una cosa nella norma. Soprattutto vincere soffrendo, sebbene io abbia notato che qualcuno si è un po' indispettito perché non siamo stati belli contro l'Altamura".
Un passaggio, quest'ultimo, che rivela il lavoro psicologico condotto da Cosmi nello spogliatoio. L'allenatore non nasconde che alcuni elementi della rosa abbiano mostrato fastidio per la prestazione non brillante offerta nell'ultimo impegno, ma il suo messaggio è cristallino: nel calcio non sempre è possibile coniugare risultato e spettacolo.
Il tecnico della Salernitana ha approfondito la propria filosofia sul rapporto tra bellezza del gioco e conquista dei tre punti: "Nel calcio abbinare le due cose, gioco e risultati, è certamente possibile ed ogni allenatore ricerca il successo attraverso l'aspetto estetico. Tuttavia, si arriva ad un momento in cui bisogna considerare due variabili. La prima è rappresentata dagli avversari, a cui va dato valore. L'ho sempre fatto sin dal primo giorno della mia carriera da allenatore. In secondo luogo, bisogna considerare che una singola partita è ricca di episodi e può metterti di fronte al fatto di dover vincere anche senza essere in grado di proporre qualcosa di straordinario dal punto di vista tecnico".
Cosmi ha inoltre voluto distinguere tra aspetto tecnico e qualità del gioco, sottolineando come quest'ultima possa essere condizionata da molteplici fattori: "Vorrei distinguere il discorso tecnico da quello del gioco, perché anche il gioco può essere condizionato da avversari o particolari episodi. Siamo reduci da una partita fortunatamente giocata in superiorità numerica ma che, per assurdo, tatticamente è diventata complicata da rendere bella come il pubblico vorrebbe: quando si verificano queste condizioni, bisogna badare al sodo".
Un approccio pragmatico che non sacrifica l'ambizione di proporre un calcio gradevole, ma che mette al centro la concretezza e la capacità di adattamento alle circostanze del match.
L'allenatore granata ha riservato parole di grande stima per gli avversari di domani, reduci dalla semifinale di Coppa Italia Serie C e proiettati verso la finale di ritorno contro il Latina. "Innanzitutto è doveroso fargli i complimenti per aver raggiunto la finale di una competizione che tutti inizialmente forse non vivono nella giusta misura. Invece, è importantissima per la società che, in caso di vittoria, acquisisce un trofeo che rimane per sempre nella propria storia e poi ha diritto a una posizione privilegiatissima ai playoff. Aver raggiunto l'ultimo atto della Coppa Italia Serie C è sinonimo di grande lavoro per il Potenza fin qui".
Cosmi ha respinto l'ipotesi che i lucani possano affrontare la sfida con la testa già rivolta alla finale: "In virtù di questo, non penso che incontreremo un avversario con la testa alla sfida contro il Latina. Il Potenza avrà quattro giorni per preparare la finale di ritorno e sarà concentrato sulla partita contro di noi".
Il tecnico ha anche affrontato la questione delle condizioni atmosferiche, con possibili precipitazioni nevose previste: "Si è poi parlato di meteo e di possibile neve. Il calcio non si gioca indoor, si gioca in ogni condizione. Sono abituato così. Sapersi adattare a varie condizioni è indice di maturità, per cui lasciamo perdere il sintetico o la possibile nevicata e concentriamoci sulla partita".
Parole di stima sono state riservate anche al collega De Giorgio: "Troveremo un avversario tosto e ben allenato da De Giorgio, che ho conosciuto quand'era calciatore. Ricordo che ha giocato anche nel Perugia, era un giocatore di qualità e nel tempo è diventato anche un ottimo allenatore".
Sul fronte della formazione, la Salernitana recupera due pedine importanti ma deve fare i conti con alcune defezioni. Cosmi ha fornito un quadro della situazione: "Fortunatamente la rosa è abbastanza numerosa, chi andrà in campo darà le stesse garanzie. Le assenze si concentrano soprattutto nel reparto difensivo, dove mancano tre pedine".
Rientrano Carriero e Quirini, squalificati nell'ultimo turno, ma restano indisponibili Golemic e Antonucci, quest'ultimo alle prese con una lombalgia. Nonostante le defezioni arretrate, è il centrocampo il reparto su cui Cosmi chiede maggiore incisività: "Tuttavia, il reparto in cui bisogna migliorare molto è il centrocampo, non necessariamente con la scelta degli interpreti ma come tipologia di approccio alle partite. Anche in attacco abbiamo diverse possibilità, c'è da migliorare anche lì ma globalmente è il centrocampo che deve permettere alla squadra di creare di più. In questa settimana abbiamo lavorato tanto su questo aspetto".
Un messaggio chiaro alla linea mediana, chiamata a dare maggiore qualità e quantità alla manovra offensiva granata.
Infine, Cosmi ha voluto sottolineare l'importanza del supporto del pubblico, esprimendo rammarico per l'impossibilità di avere il sostegno dei tifosi a Potenza: "È scontato dire che averli al seguito non è solo un'arma in più ma la vera e propria possibilità di sentire il calore della gente. Fuori casa, poi, ha anche un valore maggiore rispetto alle partite interne. Domani non ci saranno purtroppo".
L'allenatore ha concluso con un auspicio che va oltre il risultato della singola partita: "La mia speranza è quella di poter giocare le partite sempre con entrambe le tifoserie. Spero che anche quelli avversari possano essere a Salerno in futuro".
Una dichiarazione che testimonia la volontà di restituire al calcio la sua dimensione più autentica, fatta di passione condivisa e rispetto reciproco tra tifoserie. La Salernitana è dunque chiamata a dimostrare sul campo di aver assimilato la lezione di Cosmi: vincere è l'obiettivo, a prescindere dalle modalità con cui si raggiunge.
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