Il Trapani ricomincia a sudare sul rettangolo verde, nonostante il calendario ufficiale segni ormai la fine dei giochi. Dopo una breve sosta seguita al pareggio contro il Siracusa dello scorso aprile, il gruppo si è ritrovato agli ordini di mister Salvatore Aronica.
Questa ripresa delle attività non è però una semplice routine di fine stagione, ma una scelta legata a un filo sottilissimo di speranza che porta dritto alle aule dei tribunali sportivi, dove si giocano le ultime carte.
La situazione dei granata resta oggettivamente drammatica se si osserva la classifica finale, pesantemente condizionata da una serie di provvedimenti disciplinari che hanno cancellato quanto di buono costruito dai giocatori durante l'anno.
Sul piano puramente sportivo, infatti, i punti conquistati sarebbero stati quarantanove, una quota che avrebbe garantito l'accesso ai playoff, ma la realtà parla di una retrocessione diretta a causa di ben venticinque punti di penalità.
Le sanzioni sono il risultato di quattro diversi procedimenti legati a irregolarità amministrative, che hanno colpito il club in modo progressivo e devastante, portando la squadra dal sogno promozione all'incubo dei dilettanti.
Mentre per i primi due blocchi di penalizzazioni non sembrano esserci più margini di manovra, l'attenzione della dirigenza è ora rivolta al Collegio di Garanzia del Coni, che dovrà esprimersi sugli ultimi dieci punti sottratti.
L'obiettivo, per quanto difficile da raggiungere, sarebbe quello di recuperarne almeno cinque, una cifra che permetterebbe al Trapani di disputare i playout contro il Giugliano, riaprendo clamorosamente il discorso salvezza.
Al momento, però, le possibilità di un ribaltamento totale appaiono minime, soprattutto dopo che i tentativi legali per sospendere lo svolgimento degli spareggi post-campionato non sono stati accolti dalle autorità competenti.
Un altro appuntamento cruciale è fissato per l'8 maggio, data in cui la Corte di Giustizia Tributaria si pronuncerà su alcune pendenze economiche che sono alla base dei vari deferimenti subiti dalla società siciliana.
Resta da capire se un eventuale esito positivo in sede civile possa influenzare il percorso sportivo, anche se i precedenti suggeriscono che le due strade tendano a restare separate, complicando ulteriormente i piani di rilancio.
In questo clima di attesa e incertezza, la società inizia comunque a programmare quella che sembra essere una ripartenza quasi certa dalla Serie D, cercando di fare tesoro delle poche note liete emerse in questi mesi.
La guida tecnica dovrebbe rimanere nelle mani di Aronica, che ha già dimostrato di saper gestire lo spogliatoio in un momento di grande tempesta, puntando forte sulla valorizzazione del settore giovanile granata.
Le apparizioni finali di giovani promettenti come il difensore Callari o l'attaccante Tuzzolino rappresentano le basi da cui ricostruire un'identità forte, indipendentemente dalla categoria che il club si troverà ad affrontare.
Il futuro del calcio trapanese passa dunque da un doppio binario: da una parte l'attesa per un verdetto che avrebbe del miracoloso, dall'altra la consapevolezza di dover rinascere con fondamenta molto più solide.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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