La società Calcio Lecco 1912 ha deciso di presentare ricorso contro la decisione del Prefetto di Brescia che impedisce ai tifosi residenti nella provincia di Lecco di acquistare i biglietti per la trasferta dello stadio Rigamonti. L'incontro, che vedrà i blucelesti affrontare l'Union Brescia sabato 28 febbraio, si preannuncia come uno degli appuntamenti più attesi della giornata di campionato, ma si disputerà senza il sostegno dei sostenitori lariani a causa del provvedimento prefettizio.

La presa di posizione del club lombardo è stata comunicata attraverso una nota ufficiale firmata dal presidente Aniello Aliberti, nella quale si annuncia l'intenzione di adire le vie legali per tutelare gli interessi della società e dei propri supporter.

"Nel massimo rispetto di chi opera a tutela dell'ordine pubblico e della sicurezza, abbiamo deciso di presentare ricorso nell'interesse della Calcio Lecco 1912 e delle centinaia di tifosi che vorrebbero seguire la squadra in questa trasferta", si legge nel comunicato diffuso dalla società bluceleste.

La dirigenza lecchese non mette in discussione il ruolo delle autorità preposte alla sicurezza, ma ritiene che la restrizione imposta rappresenti un danno significativo sotto molteplici profili. La questione non riguarda soltanto l'aspetto simbolico del tifo o la dimensione sociale del calcio, ma tocca anche dinamiche prettamente sportive che potrebbero incidere sull'esito dell'incontro.

"Riteniamo che giocare una partita così importante senza i nostri tifosi risulti un grande svantaggio anche in termini sportivi. Desideriamo tutelare i nostri diritti e il regolare svolgimento della competizione: lo spettacolo del calcio non deve essere precluso a chi è, a tutti gli effetti, parte attiva di questo sport", prosegue la nota diramata dal Lecco.

Il provvedimento prefettizio si inserisce in un contesto più ampio di misure preventive adottate dalle autorità di pubblica sicurezza in occasione di incontri considerati a rischio. Le restrizioni alla vendita dei biglietti ai residenti di determinate province rappresentano uno strumento utilizzato per prevenire possibili disordini o tensioni tra tifoserie, sebbene non manchino le polemiche ogni volta che vengono applicate.

Nel caso specifico della sfida tra Brescia e Lecco, il divieto colpisce centinaia di sostenitori che avrebbero voluto sostenere la propria squadra in una partita dal peso specifico elevato. L'importanza della gara, definita dalla stessa società come "big match di giornata", amplifica le conseguenze della decisione, rendendo ancora più significativa l'assenza del pubblico ospite.

Il Lecco sottolinea come la presenza dei tifosi rappresenti una componente essenziale dello spettacolo calcistico e un fattore determinante per le prestazioni della squadra. Il sostegno del pubblico, soprattutto nelle trasferte, costituisce infatti un elemento di motivazione per i giocatori e può influenzare l'andamento di una partita, specialmente quando si tratta di sfide decisive.

La scelta di impugnare il provvedimento dimostra la volontà del club di difendere non solo gli interessi della società, ma anche quelli della propria tifoseria, rivendicando il diritto dei sostenitori a seguire la squadra nelle trasferte. Il ricorso sarà finalizzato a ottenere l'annullamento o la modifica della misura restrittiva, nella speranza che le centinaia di tifosi lecchesi possano ancora raggiungere Brescia per il match del 28 febbraio.

Resta da vedere quale sarà l'esito dell'iniziativa legale intrapresa dal Lecco e se le tempistiche consentiranno una decisione prima della data dell'incontro. Nel frattempo, la vicenda riaccende il dibattito sul delicato equilibrio tra esigenze di sicurezza e diritto alla libera partecipazione degli appassionati agli eventi sportivi.

Sezione: Serie C / Data: Mer 25 febbraio 2026 alle 22:15
Autore: Francesco Vigliotti
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