Il direttore sportivo del Vicenza, Giorgio Zamuner, è intervenuto nel corso della trasmissione «Rigorosamente calcio» per tracciare un bilancio della stagione e delineare le strategie future del club biancorosso.
Analizzando l'ultimo pareggio ottenuto sul campo, il dirigente ha sottolineato come ci siano gare in cui il risultato di parità debba essere accolto positivamente, specialmente quando l'avversario riesce a spezzare il ritmo.
«Ieri è stata la classica partita che anche se si fosse rimasti due ore sarebbe stato dura vincere, oggi l’ho riguardata e di tempo effettivo abbiamo giocato solo 55 minuti» ha osservato Zamuner, rendendo merito alla prestazione della Dolomiti Bellunesi.
Nonostante le difficoltà incontrate nel produrre gioco fluido, il Ds ha evidenziato che la squadra è riuscita comunque a creare tre o quattro occasioni nitide, portando a casa un punto che garantisce continuità al percorso intrapreso.
Un passaggio importante della sua analisi ha riguardato l'espulsione di Vitale, episodio letto dal dirigente non come un errore, ma come un gesto di altruismo tattico: «Ha fatto la scelta giusta e si è sacrificato per il bene della squadra».
Lavorare in una piazza storica e calorosa come quella berica comporta oneri e onori, una pressione che Zamuner conosce bene e che gestisce con la consapevolezza di chi deve costruire un organico all'altezza delle aspettative.
«Quando lavori in una piazza come Vicenza si ha il timore di non costruire la squadra giusta, poi la soddisfazione è maggiore quando si vedono i risultati e la gente è contenta» ha ammesso il direttore sportivo biancorosso.
Il dirigente ha poi spiegato le dinamiche che hanno portato alla costruzione dell'attuale rosa, partendo dall'eredità della gestione precedente e cercando di migliorare un gruppo che già negli ultimi due anni aveva ottenuto risultati di rilievo.
Grazie a una certa libertà d'azione sui contratti in scadenza, la società è riuscita a puntellare l'organico seguendo le indicazioni tecniche e societarie, puntando su profili specifici in grado di fare la differenza nella categoria.
Tra le scelte determinanti spicca quella della guida tecnica, con l'approdo di Fabio Gallo in panchina, un profilo che inizialmente sembrava fuori portata per la categoria dopo l'ottimo lavoro svolto altrove.
«Fabio non ci era venuto in mente subito perché dopo la sua promozione con l’Entella mi aspettavo che sarebbe stato protagonista in B» ha rivelato Zamuner, spiegando come i contatti siano nati dopo i primi segnali di apertura da parte dell'entourage del mister.
Una volta verificata la volontà dell'allenatore di sposare il progetto biancorosso, la dirigenza ha deciso di affondare il colpo, convinta che Gallo fosse l'uomo giusto per guidare la squadra verso l'obiettivo prefissato.
Nella scelta dei calciatori, il Ds ha ammesso di essersi lasciato guidare anche dai suoi trascorsi da giocatore al Menti, cercando elementi che avessero le caratteristiche amate dalla tifoseria locale.
Un esempio citato è stato quello di Cappelletti, un profilo che per molti poteva rappresentare una scommessa, ma non per Zamuner che lo conosceva perfettamente per averlo già avuto alle proprie dipendenze per diversi anni.
«La scelta di Cappelletti poteva sembrare un azzardo ma non per me che lo avevo già avuto sei anni, oltre al fatto che ci serviva un giocatore pronto, io non avevo dubbi su di lui» ha ribadito con fermezza il dirigente.
La solidità difensiva resta uno dei pilastri su cui si fonda il primato del Vicenza, una caratteristica che per il Ds è fondamentale per chiunque ambisca a vincere un campionato complicato come quello di Serie C.
Zamuner ha però voluto precisare che l'impermeabilità della retroguardia è il frutto di un lavoro collettivo che coinvolge anche centrocampisti e attaccanti, in un sistema di gioco dove tutti corrono per l'obiettivo comune.
Il campionato di terza serie resta comunque una trappola costante, dove il blasone della maglia non basta a garantire il successo e dove la pressione psicologica può giocare brutti scherzi agli interpreti in campo.
«Spesso la pressione ai giocatori non fa molto bene, si pensa che si possa vincere per la maglia importante ma non è così» ha ammonito il Ds, mantenendo i piedi per terra nonostante la posizione di classifica.
Inevitabile uno sguardo al futuro e alla possibile Serie B, anche se la parola d'ordine resta cautela: prima bisogna centrare la promozione sul campo e solo successivamente si potrà ragionare su come rinforzare il gruppo.
Zamuner ha definito il collettivo attuale molto forte e coeso, ma è consapevole che il salto di categoria richiederebbe comunque alcuni innesti mirati per alzare ulteriormente il tasso tecnico della squadra.
Tra i singoli, un capitolo a parte merita Stuckler, giovane talento di proprietà della Cremonese che sta facendo molto bene in biancorosso e il cui futuro dipenderà anche dai destini dei due club coinvolti.
«Mi auguro che loro si salvino in A e noi veniamo promossi in B, a quel punto ci potrebbero essere le condizioni per averlo ancora» ha auspicato il direttore, sottolineando l'importanza di un ulteriore step di crescita per il ragazzo.
Infine, il dirigente ha affrontato il tema dei rinnovi contrattuali, mettendo in cima alla lista delle priorità i giovani che si sono messi maggiormente in luce durante questa intensa stagione agonistica.
Elementi come Sandon e Alessio sono considerati asset importanti, ma è su un altro profilo che l'attenzione della società sembra essersi focalizzata con maggiore urgenza per blindare il futuro tecnico del club.
«Il discorso più urgente è quello di Pellizzari perché è esploso e deve far parte del futuro biancorosso» ha concluso Zamuner, certificando la volontà del Vicenza di non lasciarsi sfuggire i suoi gioielli più preziosi.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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