La sconfitta interna contro il Teramo lascia l’amaro in bocca, ma in casa Ancona la parola d'ordine è non farsi travolgere dal pessimismo. Mister Emanuele Pesaresi, intervenuto nel post-partita, ha analizzato con lucidità il momento delicato, partendo dall’episodio che lo ha visto allontanato dal campo per proteste.
«Ho esagerato nel riavvicinarmi al terreno di gioco, penso sia stato solo quello. Sono uscito dall'area tecnica, c'è stato un po' di nervosismo e chiedo scusa», ha esordito il tecnico. «Protestavo per un colpo subito da un mio giocatore, ma c'erano stati altri episodi precedenti su cui non vorrei soffermarmi troppo, altrimenti perdiamo lucidità e non serve a nulla. Gli errori fanno parte di questo sport».
Riguardo all'andamento della gara, Pesaresi ha sottolineato come la sua squadra abbia provato a fare la partita, scontrandosi però con la solidità degli avversari. «Nel primo tempo abbiamo fatto bene, siamo andati molto sui duelli e abbiamo battuto diversi calci d'angolo. Eravamo proiettati a offendere, magari abbiamo inciso poco, ma eravamo presenti in campo. Purtroppo, alla prima occasione il Teramo ha sbloccato il match».
Il raddoppio ospite è stato il momento di rottura definitiva, un colpo difficile da assorbire per i biancorossi. «Secondo me la partita è girata sul secondo gol, perché sul primo sei ancora in piedi, mentre il raddoppio ti dà una mazzata clamorosa. Dovevamo essere più bravi a non concederlo, è andata così e purtroppo ha orientato definitivamente la sfida a loro favore».
Nonostante le difficoltà, l’Ancona ha avuto l'opportunità di riaprire i giochi nel finale, ma la fortuna non è stata dalla parte dei dorici. «La scintilla poteva scoccare a dieci minuti dalla fine, ma il rigore è stato sbagliato. Mi dispiace per Daniel, ma sono responsabilità che capitano. Se avessimo segnato, l’inerzia della partita sarebbe stata diversa e avremmo avuto la spinta per il forcing finale».
Pesaresi ha poi voluto difendere con forza il lavoro svolto finora dai suoi ragazzi, invitando tutto l'ambiente a restare unito. «Non possiamo in una sola partita cancellare tutto quello che è stato il nostro percorso sino ad ora. È mancato quel guizzo o quel pizzico di fortuna necessario in sfide così difficili contro squadre attrezzate in tutti i reparti. I ragazzi ci hanno messo il cuore e hanno dato tutto».
Lo sguardo è già rivolto alle ultime quattro fatiche di campionato, dove la tenuta mentale sarà decisiva. «Tutto è ancora aperto, mancano quattro gare con scontri difficili per tutti. Dobbiamo trasformare la negatività in positività, perché pensare solo alle cose brutte ci porta alla distruzione totale. Io ci sono già passato in queste situazioni e so che possiamo farcela».
In chiusura, un messaggio di fiducia rivolto al gruppo e alla società per il rush finale. «Abbiamo il dovere e la forza morale per tirarci fuori da questo momento. Non possiamo mai abbassare la guardia in queste quattro settimane che mancano; bisogna lavorare e andarci a giocare le partite come abbiamo sempre fatto. Credo molto nei ragazzi, nella società e nell’unione di tutti: questo mi fa ben sperare».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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