Il finale di stagione si fa decisamente in salita per l'Igea Virtus, che esce dal campo di Ragusa con una sconfitta maturata proprio nei secondi finali del match. Una beffa difficile da digerire per i giallorossi, puniti da un episodio proprio quando la sfida sembrava ormai destinata a concludersi in parità.
«Subire una rete al novantacinquesimo minuto è qualcosa che fa male, perché la nostra intenzione era quella di provare a vincere la gara ma purtroppo il verdetto del campo è stato questo; dobbiamo però accettare che in questa fase dell'anno certi episodi possono verificarsi», ha dichiarato il direttore sportivo Agatino Chiavaro.
Il dirigente ha poi esortato l'ambiente a mantenere alta la concentrazione per il prosieguo del campionato, sottolineando l'importanza dell'attaccamento ai colori sociali: «Il nostro dovere adesso è guardare avanti con determinazione e onorare la maglia in ogni occasione, da qui fino alla conclusione della stagione».
Analizzando l'andamento della manovra, Chiavaro ha evidenziato come alla squadra sia mancato solo il guizzo decisivo negli ultimi metri: «Il gruppo ha tentato costantemente di portarsi al limite dell'area per creare pericoli reali. Se non ci siamo riusciti è in parte per merito del Ragusa, che ha difeso bene, ma anche per nostra mancanza di lucidità».
«Siamo rimasti a lungo nella metà campo dei nostri avversari, pur senza essere particolarmente incisivi negli ultimi sedici metri; quando sei così poco brillante in fase offensiva, il rischio di subire una beffa nel finale è sempre dietro l'angolo e oggi è accaduto esattamente questo», ha proseguito il diesse barcellonese.
Oltre al risultato sportivo, a scuotere il dirigente è stato il clima respirato sugli spalti, denunciando episodi poco piacevoli: «Il punteggio finale non ci ha dato ragione, ma sento il bisogno di segnalare quanto accaduto sia prima del fischio d'inizio che al termine del confronto».
Chiavaro ha voluto fare un paragone con l'ospitalità offerta abitualmente a Barcellona: «Noi cerchiamo sempre di accogliere ogni società con la massima educazione e il dovuto rispetto, ma in questa trasferta purtroppo non abbiamo ricevuto lo stesso trattamento da parte di chi ci ospitava».
Il direttore sportivo ha poi mosso un appunto sulla gestione dell'ordine e della sorveglianza federale durante il match: «Ho notato l'assenza di un commissario di campo o di esponenti della Procura Federale, figure che invece da noi sono sempre presenti in numero consistente».
Lo sfogo finale del dirigente è un attacco diretto ai comportamenti subiti in tribuna: «Purtroppo nel mondo del calcio gravita certa gente che non dovrebbe starci affatto; oggi c'è stata una mancanza di rispetto davvero grave nei confronti della nostra squadra e della società intera».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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