Il clima tra Ragusa e Igea Virtus resta rovente anche dopo il triplice fischio, con la società iblea che ha deciso di rispondere ufficialmente alle pesanti accuse lanciate dal direttore sportivo barcellonese Agatino Chiavaro. La dirigenza azzurra non ha gradito affatto la ricostruzione dei fatti avvenuti in tribuna, rispedendo ogni critica al mittente con estrema fermezza.
«Le informazioni che sono circolate in queste ore risultano totalmente prive di fondamento e non corrispondono in alcun modo alla realtà dei fatti avvenuti durante il match», ha esordito il club ragusano attraverso una nota ufficiale. La società ha voluto ribadire la propria posizione riguardo alla condotta tenuta durante l'evento sportivo.
«Respingiamo con forza ogni tipo di ricostruzione non veritiera, confermando invece il nostro impegno quotidiano in una gestione che sia sempre trasparente, professionale e responsabile, sia per quanto riguarda le attività sportive che quelle prettamente societarie», prosegue il comunicato del Ragusa Calcio.
Secondo la versione del club ospitante, l'atteggiamento del dirigente dell'Igea sarebbe stato provocatorio già prima dell'inizio della gara: «Le immagini della diretta streaming confermano che lo stesso direttore sportivo, durante il riscaldamento, ha raggiunto il lato della tribuna occupato dai tifosi locali per inveire contro di loro e offenderli».
«Proprio a causa di questo comportamento irrispettoso, la società lo aveva invitato ad abbassare i toni e ad allontanarsi da quel settore», spiegano dal club ibleo, sottolineando come la reazione della dirigenza sia stata solo una conseguenza necessaria per tutelare la propria tifoseria, vista anche la storica rivalità tra le due piazze.
Il Ragusa ha poi espresso profondo rammarico per le critiche ricevute sulla qualità dell'ospitalità: «Ci rincresce profondamente aver dovuto ascoltare parole di disprezzo verso la nostra accoglienza che non corrispondono al vero, poiché il trattamento riservato all'Igea è stato cordiale esattamente come quello ricevuto da noi all'andata».
«Nutriamo il massimo rispetto per ogni avversario, a prescindere da quelli che possono essere i risultati sportivi o i semplici sfottò che nascono tra le curve; a testimonianza di ciò, non abbiamo mai ricevuto ammende per comportamenti antisportivi fino a oggi», rivendica con orgoglio la società azzurra.
La dirigenza ritiene che lo sfogo di Chiavaro sia figlio della delusione per il gol subito allo scadere: «Siamo certi che le dichiarazioni rese nel post-partita siano state dettate dalla rabbia del momento per la sconfitta, ma siamo altrettanto convinti che il rispetto non debba mai venire meno in nessuna circostanza».
«Offendere pubblicamente e in maniera generica i professionisti che collaborano con noi significa ledere l'immagine stessa della nostra società e questo per noi è inaccettabile», continua la nota, precisando che il Ragusa si avvale di collaboratori esperti con centinaia di presenze tra i professionisti per evitare improvvisazioni.
Il club chiude la questione richiamando l'attenzione sul verdetto del rettangolo verde: «Il campo ha stabilito chi è il vincitore e, per quanto possa dispiacere al direttore sportivo, resta l'unico giudice insindacabile di questa gara. L'Igea Virtus è un modello di organizzazione che non può essere scalfito da parole al vetriolo».
«Riconosciamo nella società barcellonese un gruppo di persone serie e competenti che non meritano di essere rappresentate da simili uscite; al direttore auguriamo comunque le migliori soddisfazioni, invitandolo però a essere più rispettoso nei confronti degli avversari», conclude il comunicato del Ragusa Calcio.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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