La vittoria contro il Paternò porta con sé tre punti fondamentali, ma lascia dietro di sé una scia di riflessioni profonde sulla condizione fisica e mentale della Reggina. Al centro del dibattito post-partita c’è l’impatto di Nino Barillà, la cui entrata in campo ha letteralmente cambiato l’inerzia del match. «L’impatto di Nino è stato devastante, si è dimostrato un’arma importantissima per noi» ha esordito il tecnico Alfio Torrisi, evidenziando come la decisione di schierarlo sia stata quasi una scommessa obbligata. «Avevamo discusso fino a pochi istanti prima del pranzo pre-gara, ipotizzando per lui al massimo un quarto d'ora di autonomia, ma la necessità di aggiungere spessore, personalità e qualità mi ha spinto a inserirlo prima del previsto».
Secondo l’allenatore, l’ingresso del capitano ha generato una scossa che è andata ben oltre l’aspetto tattico. «La squadra ha reagito a livello mentale, non solo tecnico. Nino ha confermato quanto sia fondamentale per questo gruppo e quanto la sua assenza sia pesata durante l’arco della stagione. La differenza principale è stata la sua costante ricerca del pallone: ovunque fosse la sfera, lui si presentava per riceverla. In molti tratti della gara è mancata proprio questa responsabilità nel voler incidere, mentre lui voleva sempre la palla tra i piedi per indirizzare la giocata». Resta però l’apprensione per le condizioni fisiche del giocatore, uscito acciaccato nel finale: «Spero non si sia fatto male di nuovo perché ha sentito un fastidio e ha dovuto stringere i denti negli ultimi minuti. Non voglio nemmeno pensarci, quest’anno ha passato situazioni assurde».
Analizzando l'andamento del gioco, Torrisi ha respinto le critiche su una squadra troppo dipendente dalle fasce laterali, sottolineando la mole di gioco prodotta. «Ho visto moltissime verticalizzazioni e giocate centrali importanti, sviluppate con qualità e quantità. È però normale che i nostri esterni d’attacco debbano puntare l’uomo e saltare l’avversario, specialmente quando incontriamo compagini che si difendono con un blocco molto basso. La superiorità numerica sulle corsie esterne è una nostra prerogativa, che nasca da una sovrapposizione del terzino o dall’iniziativa individuale dell’ala che punta l’area di rigore».
Il tecnico ha poi individuato con chiarezza quello che considera il punto debole della sua gestione fino a questo momento. «Il nostro tallone d'Achille è la fase conclusiva. Durante tutta la stagione abbiamo fatto cose egregie fino agli ultimi venticinque metri, ma negli ultimi sedici non siamo riusciti a essere abbastanza concreti. Dobbiamo assolutamente migliorare sotto questo aspetto, cercando di avere più cattiveria nel momento in cui andiamo a calciare verso la porta avversaria».
Uno dei passaggi più sentiti dell'intervento di Torrisi ha riguardato il bilancio professionale e umano di questa esperienza a Reggio Calabria. «Allenare la Reggina è qualcosa di straordinario, ma molti sembrano avere la memoria corta riguardo a come siamo partiti. Essere ancora qui, con la matematica che non ci condanna e a tre punti dalla vetta a due giornate dalla fine, è un risultato strepitoso che non era scritto da nessuna parte. Ricordo bene quando sono arrivato: ero solo contro tutto e tutti, in un clima di contestazione e tra mille bugie che venivano raccontate sulla società per allontanare i calciatori».
Il tecnico non ha nascosto la sua ambizione e la delusione per un eventuale mancato primato. «Per come intendo io il calcio, arrivare secondi significa perdere. Ne vince solo una e chi arriva primo ha sempre ragione, su questo non ho dubbi. Tuttavia, il lavoro svolto con i ragazzi va difeso con forza. A novembre mi prendevano per pazzo quando dicevo di crederci ancora, ma i numeri e la media punti parlano chiaro. Abbiamo fatto un lavoro immenso, dentro e fuori dal campo, per rimettere tutto a posto e oggi siamo ancora in corsa per l'obiettivo massimo».
Infine, lo sguardo si sposta sul futuro immediato e sulla possibilità di affrontare i play-off con una mentalità diversa. «Oggi la squadra non ha forse quella ferocia agonistica vista tra dicembre e febbraio, forse anche per la consapevolezza che agganciare la prima posizione sia diventato estremamente complicato. Questa mancanza di spensieratezza può portare a sbagliare anche i gesti tecnici più semplici. Se non dovessimo riuscire nel miracolo del primo posto, dovremo trovare stimoli nuovi per vincere i play-off, perché affrontarli senza la giusta cattiveria renderebbe tutto più difficile, anche contro avversari sulla carta meno blasonati».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
Altre notizie - Serie D
Altre notizie
- 16:20 Barletta, nodo impianto: l'ipotesi deroga e l'incontro decisivo per il Puttilli
- 16:15 Olbia, la gioia di Livieri: «Non avevamo più alibi, ora giocheremo alla morte per vincere ancora»
- 16:00 Orvietana, Pascali non si nasconde: «Per noi era quasi l'ultima chiamata, ora servono sei punti e zero calcoli»
- 15:45 Virtus Francavilla nel caos, il presidente tuona: «Squadra senza dignità, ora metto tutto in discussione»
- 15:32 Invasione amichevole a Ostia: delegazioni scozzesi e inglesi trascinano i biancoviola al comando
- 15:30 Ligorna, Pastorino: «Sono molto conento dei ragazzi. Stagione? Ho poco da dire...»
- 15:18 Lavagnese, cuore a pezzi: cade il record della Serie D, si riparte dal massimo torneo regionale
- 15:15 Montevarchi, il DS Giorni esulta: «Siamo ripartiti da zero e oggi abbiamo la matematica, ma la nostra forza è il gruppo»
- 15:10 Dall'Eccellenza alla Serie D: sono 20 le squadre che hanno festeggiato la promozione
- 15:07 BREAKING NEWS - Una big di Serie D conferma il mister per il prossimo anno
- 15:00 Valmontone, Pochesci esulta dopo il blitz contro il Cassino: «Gruppo unito e tanta qualità. Ora non ci poniamo limiti»
- 14:45 Torrisi esalta Barillà dopo il Paternò: «L’impatto di Nino è stato devastante, ha una personalità enorme»
- 14:35 Cava de' Tirreni in festa: dopo la salvezza arriva il primo colpo per il futuro
- 14:30 Follonica Gavorrano, Galbiati non ci sta: «Inaccettabile finire in nove, le espulsioni hanno rovinato tutto»
- 14:25 Pazienza al capolinea: il Foggia valuta il clamoroso ritorno per l’ultima spiaggia
- 14:15 SPAL, Carmine Parlato avverte: «Potevamo subire l'1-1, queste sono partite sporche e difficili»
- 14:00 Piacenza, parla Franzini: «Rammarico per la vetta, ma le tre davanti hanno viaggiato a ritmi folli»
- 13:45 «Vittoria che vale tantissimo», Corini esalta il gruppo e attacca sul gol annullato: «Era regolare»
- 13:30 Impresa a Pistoia, Scardovi esalta il suo Tropical Coriano: «Una vittoria storica, ora giochiamoci la salvezza con questa mentalità»
- 13:25 Campodarsego, Pagin esce allo scoperto: «Salvezza centrata, ma ora voglio tornare nelle posizioni di vertice»
- 13:15 Gelbison, Agovino: «Ho ingoiato tanto veleno... Ai critici dico: posate il vino»
- 13:05 Foggia, la rabbia di Pazienza dopo Monopoli: «Ho forti dubbi sul loro gol, c'erano due dei miei a terra»
- 13:00 Vicenza, Gallo e il retroscena su Carraro: «Lo prendono in giro e dicono che è il mio cocco, è il mio punto di riferimento»
- 12:50 Clamoroso a Brindisi, il presidente Roma si dimette: «Lascio il club in mani capaci, me ne vado da innamorato»
- 12:45 Fidelis Andria, Catalano esulta: «I ragazzi si sono liberati da un peso, prestazione di altissimo livello»
- 12:35 Salernitana, Cosmi al veleno sulle trasferte vietate: «Vado in galera io per i tifosi, ma lasciateli venire»
- 12:30 Pescara beffato a Carrara, lo sfogo di Gorgone: «Siamo in credito con la sorte, abbiamo buttato sei punti in un quarto d'ora»
- 12:20 Catania, il ritorno di Toscano: «Il secondo posto è roba nostra, dobbiamo blindarlo»
- 12:15 Grosseto, il rammarico di Indiani: «Errore assurdo al primo secondo, ma noi e il Prato siamo pari»
- 12:05 Il pres. Antonini: «Trapani in D? Sono in arrivo due sentenze, qualcuno spera che io vada via ma ha capito male»
- 12:00 Sarnese, lo sfogo di Campilongo: «Ci è mancato tutto, chi deve salvarsi non può prendere certi gol»
- 11:45 Paganese, lo sfogo di Novelli: «Siamo belli ma non buchiamo, in attacco servono cattiveria e tempi giusti»
- 11:30 Pro Patria nel baratro, Turotti spara a zero: «Campionato vergognoso, siamo retrocessi con la personalità di un criceto»
- 11:15 Prato Lamma esulta per la quinta di fila: «Unità e compattezza sono la nostra base, ora arrivano due finali»
- 11:00 Teramo, Pomante: «Non era facile mantenere alta la tensione, ora speriamo nei passi falsi altrui»
- 10:45 Salernitana, Cosmi: «Non voglio far polemica, ma mi sento un po' frustrato»
- 10:30 Serie D, la lotta salvezza a 180' dalla fine: in 10 sono già retrocesse in Eccellenza
- 10:15 Triestina, l’amarezza di Marino: «Il passivo è troppo severo, puniti da un eurogol e dai nostri errori»
- 10:00 Desenzano, Gaburro non si frena: «Ho alzato la voce nello spogliatoio, ora restiamo uniti»
- 09:45 Lucchese, Pirozzi non fa drammi dopo il ko: «Cecina più determinato, ma ora testa alla festa e alla Supercoppa»
- 09:30 «I ragazzi hanno giocato con maestria», Agenore Maurizi esalta l'Ancona e avverte sulla prossima sfida
- 09:15 Novara, lo sfogo di Dossena: «Frustrante perdere così, abbiamo buttato via un intero girone di ritorno»
- 09:00 Siena e la maledizione dei rigori, Voria non fa sconti: «Se ne sbagli sei su dodici il problema esiste»
- 08:45 Fidelis Andria scatenata, Vallarella non ha dubbi: «Ieri prestazione importante, squadra libera mentalmente»
- 08:30 Serie D, la lotta per la C a 180' dalla fine: equilibrio nel girone I, in cinque hanno già festeggiato
- 08:25 Treviso, Gorini è felice: «Vittoria fondamentale, siamo tornati subito in fiducia»
- 08:15 SPAL, tre punti d'oro contro il Sanpaimola. Parlato: «Siamo stati bravi a tenere la fiammella accesa»
- 08:00 Piacenza, Franzini gongola dopo il tris alla Pro Sesto: «Abbiamo mostrato una qualità stratosferica»
- 07:45 Union Brescia, Corini lancia la sfida: «Non gioco per il pareggio, a Monza andiamo a prenderci tutto»
- 07:30 Trionfo Barletta, il presidente Romano non ha dubbi: «Quando abbiamo vinto a Pagani abbiamo preso l'osso»