Umiltà, dedizione al lavoro e consapevolezza del peso della piazza. Antonio Andreucci si presenta così ai tifosi e alla stampa locale come nuovo allenatore de L'Aquila 1927. Il tecnico, specialista in promozioni e profondo conoscitore della Serie D, ha tracciato l'identikit della squadra che vorrà vedere in campo al Gran Sasso d'Italia, promettendo un calcio propositivo ma equilibrato.


"Ringrazio tutti per la presenza e ringrazio la società che mi ha voluto qua", ha esordito Andreucci. "Lavorare in una piazza così gloriosa è una cosa importante per ogni allenatore che deve guidare questa squadra. Non vi nascondo che la storia della città e la storia della società mi hanno affascinato fin da subito, per cui sono molto contento di poter iniziare a lavorare qui". Il tecnico ha subito messo in chiaro quale dovrà essere la base del progetto: "Chi viene a lavorare in questo momento per la nostra società – che siano giocatori, allenatori o anche i tifosi – deve mettersi a disposizione di un grande progetto, che credo qui sia già iniziato grazie a strutture importanti. Vogliamo lavorare per creare qualcosa che abbia un futuro, sia come risultati dentro al campo, sia come uomini che verranno a lavorare con noi".


In merito al campionato che attende L'Aquila, Andreucci non usa mezzi termini: "Ogni girone della Serie D è difficile perché ci sono sempre quelle 4-5 squadre che lottano per vincere. Noi sicuramente vogliamo inserirci in quel lotto di squadre che ambiscono al vertice. Questo è sicuro. Però, per lottare per il vertice, bisogna essere disposti ad affrontare un percorso di lavoro, e questa è una cosa che dobbiamo assicurare: lavoro, lavoro e lavoro. Le squadre avversarie si conoscono, ma alla fine in questa categoria conta moltissimo la determinazione con cui si va in campo, lo spirito di gruppo, e noi cercheremo di esaltare le qualità dei giocatori unendole al carattere e ai valori di questa città". Spesso nel calcio si predica pazienza, merce rara per chi vuole vincere subito: "A volte si dice che nel calcio se hai pazienza arrivi prima. Noi dobbiamo essere in grado di affrontare il percorso per arrivare al vertice. Se siamo capaci di farlo, ci arriviamo, perché qui ci sono tutti gli strumenti per poterci riuscire".


Sul fronte tattico, Andreucci ha delineato i suoi principi: "Oggi nel calcio, senza un atteggiamento aggressivo, non vai da nessuna parte. Avremo sicuramente una squadra propositiva. Non possiamo però pensare di avere la palla noi per 120 minuti, bisogna anche sapersi difendere. Più cose riusciamo a fare bene nelle situazioni di gioco, meglio è. La nostra sarà una squadra che dovrà essere capace di fare molte cose in campo, partendo verosimilmente da una base con la difesa a quattro. Sull'assetto offensivo decideremo anche in base all'avversario di turno, per questo cerchiamo attaccanti duttili. Un trequartista? Mi piace, ma deve essere un trequartista che corre".

Cruciale sarà anche la gestione dello spogliatoio e delle dinamiche anagrafiche: "Guardando alla rosa precedente, c'era una grande distanza tra i più 'vecchi' e i più giovani. Credo che, anche per le relazioni interne, sia giusto avere una 'generazione di mezzo' per poter lavorare bene sulla comunicazione. All'interno dello spogliatoio, avere solo over 30 o under 20 a volte può creare disagio; avere un gruppo con giocatori di fascia media d'età dà un vantaggio nella gestione di tutti".

Infine, Andreucci ha presentato il suo staff e annunciato le date del ritiro: "Il mio allenatore in seconda sarà Roberto Correale, mentre il preparatore atletico è Andrea Petric, un ragazzo di Trieste. Per l'allenatore dei portieri siamo in via di definizione. Il ritiro inizierà il 20 di luglio e resteremo qua a L'Aquila, sfruttando le ottime strutture che la società ci mette a disposizione, l'altitudine e la perfetta organizzazione logistica".

In merito alla pressione di una piazza storicamente esigente con gli allenatori, il mister ha chiosato con serenità: "Sono qui per lavorare ogni giorno, è un pensiero che neanche mi faccio. Se noi lavoriamo bene quotidianamente, starà poi alla società giudicare il lavoro. Quando uno accetta un progetto, deve dare il meglio di sé, il resto è guardare avanti".

Sezione: Serie D / Data: Mer 24 giugno 2026 alle 21:30
Autore: Michele Caffarelli
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