Un percorso di riscatto che passa dalla Serie D. Riccardo Leoni, estremo difensore classe 1998, sta vivendo una stagione da protagonista con la maglia dell'Oltrepò, formazione che sta sorprendendo tutti nel girone B del campionato dilettantistico. Il portiere ha condiviso le sue riflessioni in un'intervista concessa al quotidiano "La Provincia Pavese", ripercorrendo i momenti difficili e gli obiettivi futuri.

La scorsa estate ha rappresentato un periodo complesso per il giovane estremo difensore, nonostante arrivasse da un'annata positiva. Il mancato approdo a una squadra professionistica avrebbe potuto minare le certezze di chiunque, ma non quelle di Leoni. «Se non ci avessi creduto non farei questo mestiere. La fame di rivalsa ha inciso molto. L'estate scorsa è stata dura, nonostante venissi da una buona stagione. Non ho mai smesso di lavorare e credere nelle mie qualità perché sapevo che sarebbe arrivata la chiamata giusta. Posso solo ringraziare il diesse Cera e l'Oltrepò», ha dichiarato il portiere.

L'arrivo nella società lombarda è stato frutto di una trattativa nata dalla fiducia reciproca. Il direttore sportivo Cera ha illustrato al giocatore le ambizioni del club, trovando terreno fertile. «Il direttore mi ha contattato spiegandomi la bontà del progetto. Sentivo che era arrivato il momento giusto per lavorare insieme e toglierci delle soddisfazioni. Ci tengo a ringraziare anche il mister e lo staff tecnico che mi hanno sempre mostrato fiducia incondizionata e penso che il macinare prestazioni di un certo tipo sia il modo migliore per farlo», ha spiegato Leoni.

L'inserimento nell'ambiente biancorosso è stato immediato e positivo. Il portiere ha trovato un gruppo coeso, capace di alternare momenti di leggerezza a grande concentrazione sul campo. «I ragazzi mi hanno fatto sentire subito parte integrante del gruppo, un team fantastico che scherza quando c'è da scherzare, ma che ha tanta voglia di dimostrare sul campo e soprattutto ascolta i consigli che gli vengono dati», ha raccontato.

Un ringraziamento particolare è andato a Cristian Fossati, preparatore dei portieri con cui si è instaurato un rapporto professionale e umano di grande valore. «Ci tenevo a menzionare Cristian Fossati, un ragazzo d'oro e che va ringraziato. In poco tempo abbiamo instaurato un bellissimo rapporto e si è creato un grande gruppo lavoro. C'è tanto di suo nelle mie prestazioni, lavora sempre con il sorriso tenendo alto il livello. Giovane, ma ha dimostrato grande maturità e sono certo che il prossimo anno avrà la possibilità di dimostrare ciò che vale e il giocatore che è», ha evidenziato l'estremo difensore.

Guardando agli obiettivi stagionali, Leoni mantiene i piedi per terra ma non nasconde l'ambizione. La squadra sta ottenendo risultati importanti in un girone particolarmente equilibrato e competitivo. «Bisogna continuare a battere ferro finché è caldo, siamo contenti di quello che stiamo facendo, ma non siamo ancora soddisfatti. Vogliamo fare più punti possibili in un girone molto equilibrato», ha affermato con determinazione.

Nel suo curriculum figura un'esperienza significativa ad Avellino, piazza dal peso specifico notevole nel panorama calcistico italiano. Giocare al Partenio Lombardi rappresenta un'emozione unica, come ha ricordato il portiere: «È una grande pressione che fa parte del gioco, ma allo stesso tempo un orgoglio incredibile. Senti tutto l'amore viscerale che il tifoso prova, un qualcosa che è difficile da spiegare se non lo si vive sulla propria pelle».

Ripensando alla sua carriera, Leoni conserva gelosamente il ricordo del primo esordio in Lega Pro. «Tutti gli esordi nelle squadre in cui ho militato, ma se devo sceglierne uno è l'esordio in Lega Pro al Menti in Vicenza-Giana davanti a 10.000 spettatori, 0-0 e feci anche una buona prestazione», ha rievocato con orgoglio.

Sul piano dei modelli di riferimento, il portiere non ha dubbi. La sua formazione è stata accompagnata dalle gesta di Gianluigi Buffon, simbolo indiscusso tra i pali per un'intera generazione. «In assoluto Gigi Buffon, visto che sono cresciuto con lui. Se devo fare un nome attuale, dico Donnarumma, perché è sempre decisivo nei momenti cruciali, ha una personalità incredibile, al di là delle doti tecniche», ha dichiarato.

Lo sguardo, però, è rivolto al futuro. Leoni si sente maturo e pronto per tornare nel calcio professionistico, forte di un bagaglio di esperienze che lo hanno formato dentro e fuori dal campo. «Sì. Lavoro ogni giorno per avere l'occasione di mostrare ciò che sono diventato. Ho un bagaglio di esperienze che mi hanno formato sia come calciatore che come uomo. Andarmi a riprendere tutto è uno dei miei obiettivi prefissati. Sono un ragazzo ambizioso che vuole migliorare in ogni aspetto, non nego di non aver digerito certe situazioni, probabilmente faceva tutto parte del processo. Ora sono pronto per tornare in un campionato in cui ho fatto meno di quello che avrei potuto fare», ha concluso con la convinzione di chi ha trasformato le difficoltà in motivazione.

La stagione dell'Oltrepò prosegue e con essa il cammino di riscatto di Riccardo Leoni, determinato a dimostrare sul campo di meritare una nuova opportunità ai piani alti del calcio italiano.

Sezione: Serie D / Data: Mar 07 aprile 2026 alle 17:30
Autore: Anna Laura Giannini
vedi letture