È un'analisi estremamente lucida e articolata quella offerta dall'allenatore della Paganese, mister Novelli, al termine del pareggio a reti bianche maturato contro l'Afragolese. Il tecnico azzurrostellato ha esaminato la prestazione dei suoi ragazzi, trovatori di fronte a un'avversaria abile a chiudere ogni varco nella zona centrale del campo.

«Con questo turno infrasettimanale c'è stato sicuramente un dispendio di energie. Può esserci stato qualcosa, ma c'è anche il merito dell'avversario. Però abbiamo cercato di avere pazienza e di trovare gli spazi. Loro hanno creato una densità forte nella parte centrale e noi dovevamo fare qualcosa di diverso sull'esterno. Ci siamo arrivati diverse volte, ma poi in area riuscivano a chiudere. Quando arrivi negli ultimi 25 metri e trovi una squadra chiusa, loro si abbassano, ti lasciano anche il tiro. E se non tiri, non puoi fare. Dobbiamo sfruttare molto di più questa parte di campo», ha spiegato la guida tecnica della formazione azzurrostellata.

Il trainer si è poi soffermato su alcune fasi di ripartenza in cui la squadra, pur avendo recuperato la sfera, non ha saputo attaccare l'area avversaria con la dovuta cattiveria.

«Nella prima parte, quando facevamo pressione, loro lanciavano la palla lunga sulla punta centrale e molte volte riuscivamo a recuperare palla. A volte, però, invece di andare verso la porta tornavamo indietro e davamo loro il tempo di sistemarsi. Questo forse lo abbiamo sbagliato», ha dichiarato chiaramente l'allenatore della Paganese.

L'assenza di fluidità e di giuste letture negli ultimi metri si è avvertita anche nelle battute conclusive della sfida.

«Abbiamo corso spesso sulle stesse linee invece di aprirci e creare qualche spazio. Quando loro sono stretti dobbiamo essere noi bravi a trovarlo. Quando ti trovi spalle alla porta devi riuscire ad aprirti e ricevere prima la palla con un controllo orientato. Questo ti permette di vedere in avanti e non di giocare sempre all'indietro», ha sottolineato il mister azzurrostellato.

L'attenzione si è poi spostata sulla gestione della rosa e sull'ingresso in campo di Bonfiglio dopo un lungo stop forzato.

«Loro si chiudevano molto bene e negli ultimi 25 metri Bonfiglio è un giocatore che può darti qualcosa in più, perché salta l'uomo e crea superiorità numerica. È stato infortunato a lungo e stiamo cercando di fargli prendere minuti. Domenica scorsa è entrato per circa 30 minuti, oggi gli abbiamo dato ancora spazio. È un giocatore che negli spazi stretti può fare molto, ma deve ritrovare la condizione», ha argomentato il tecnico.

Immancabile un passaggio sulle scelte tattiche della formazione iniziale e sul mancato utilizzo di Coquin a favore di Cordova.

«Abbiamo fatto un cambio rispetto alla settimana scorsa perché volevo un giocatore più di profondità come D'Incoronato oltre al fatto che Pierdomenico si portava dietro un problema alla spalla dalla gara di sabato. Poi abbiamo provato qualcosa di diverso con Cordova perché, rispetto ad altri centrocampisti, ha l'inserimento in area sui cross ed è bravo nel gioco aereo. Quando trovi una squadra bassa e chiusa, di spazio ce n'è poco. Servono caratteristiche diverse. Per questo non ho utilizzato Coquin che predilige spazi aperti da attaccare», ha puntualizzato il condottiero della Paganese.

Parlando della prova dei giovani, vista la presenza simultanea di cinque under in campo, l'allenatore ha espresso un concetto molto chiaro sul calcio italiano.

«A mio avviso c'è una cultura sbagliata in Italia nel distinguere gli under dagli over. In altri campionati a 17 anni giocano Champions League ed Europa League, mentre da noi a 30 anni vengono ancora considerati giovani. Se il giovane è bravo, deve giocare. Non bisogna pensare soltanto all'età. Abbiamo visto una buona prestazione in termini di profondità, tenacia e pressione. Non vedo differenza tra under e over», ha sostenuto mister Novelli.

In conclusione, l'allenatore della Paganese ha tracciato il percorso per il prosieguo del campionato, chiedendo continuità di lavoro e lucidità nelle valutazioni.

«Tutti vogliamo sempre vincere, ma io vedo questa partita sotto un aspetto di equilibrio e di stabilità. Se ragioniamo sempre al massimo delle nostre possibilità, possiamo fare determinate cose con una certa velocità di pensiero e di esecuzione. A volte, per diversi motivi, non ci riusciamo. Gli interpreti sono gli stessi. Bisogna costruire giorno per giorno e cercare di migliorare alcuni aspetti», ha evidenziato il mister.

A chiudere l'incontro con i giornalisti è arrivata una battuta finale sul reale profilo della squadra azzurrostellata.

«Noi non siamo una squadra che ammazza il campionato. Dobbiamo valorizzare l'idea che abbiamo e realizzarla nel modo migliore», ha concluso il tecnico della Paganese.

Sezione: Serie D / Data: Gio 17 settembre 2026 alle 17:00
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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