C'è un filo sottile e, per certi versi, paradossale che collega lo stadio "Garilli" di Piacenza con Broni, casa dell'Oltrepò. Mentre il Piacenza cerca faticosamente di trovare continuità per inseguire le zone nobili della classifica – facendo i conti con passi falsi dolorosi come la recente sconfitta interna contro la Pro Palazzolo e un clima ambientale non semplice – un suo "figlio" sta sbocciando poco lontano.
Parliamo di Darian Hrom, attaccante classe 2004 di proprietà del club emiliano, che con la maglia dell'Oltrepò sta dimostrando di essere ben più di una semplice promessa.
I dati, spesso freddi, in questo caso raccontano una storia calda. Hrom ha già messo a referto sette reti in questa stagione (con un trend in crescita che lo vede tra i marcatori più interessanti del Girone B), ma è l'impatto sulle partite a far riflettere. Agli ordini di mister Granoche – uno che di gol se ne intende – il rumeno è diventato un perno insostituibile.
Non è solo un finalizzatore: il suo fisico imponente (187 centimetri) unito a una tecnica di base sopraffina, affinata negli anni delle giovanili dell'Inter (con cui vinse lo Scudetto Giovanissimi nel 2019), gli permette di fare reparto da solo o di dialogare con i compagni. L'intesa con Gabriele Franceschinis è l'emblema di questa crescita: insieme, i due hanno costruito una delle coppie gol più assortite del campionato, con l'ex Trevigliese che beneficia enormemente del lavoro sporco e degli spazi aperti da Hrom.
Analizzando le difficoltà attuali del Piacenza, spesso alle prese con attacchi sterili o manovre che faticano a concretizzarsi negli ultimi sedici metri, la figura di Hrom sembra l'incastro mancante del puzzle.
La rosa biancorossa vanta nomi importanti come Manuzzi o D'Agostino, ma Hrom offre caratteristiche diverse: la duttilità. Capace di agire da centravanti puro, da seconda punta o persino allargarsi come ala atipica, il ventiduenne avrebbe offerto a mister Franzini varianti tattiche preziose per scardinare le difese chiuse che spesso il Piacenza affronta.
Inoltre, c'è il fattore "fame". La convocazione nella nazionale Under 20 della Romania e la voglia di emergere dopo aver lasciato la propria terra sono motori potenti. Quella "garra" che, a volte, è sembrata mancare ai biancorossi nelle giornate più buie di questo campionato.
Il cartellino parla chiaro: Hrom è del Piacenza. La società ha in mano un patrimonio che si sta rivalutando settimana dopo settimana. Nel calcio, tuttavia, nel calcio il tempismo è tutto. Vedere un proprio giocatore segnare e convincere altrove, proprio mentre in casa propria si fatica a trovare la via della rete e la serenità, lascia l'amaro in bocca.
A 22 anni, Hrom ha il tempo dalla sua parte per tornare al Garilli dalla porta principale. Ma per i tifosi biancorossi, guardare le statistiche dell'Oltrepò oggi fa un certo effetto. Certo, col senno del poi è sempre facile, forse, però, l'arma in più del Piacenza era già in casa, ma serviva il coraggio di puntarci subito.
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