Il recente successo ottenuto dal Campobasso contro una realtà di assoluto prestigio come la Juventus Next Gen ha lasciato in dote non solo tre punti pesantissimi per la classifica, ma anche una serie di riflessioni profonde sul percorso che il club ha intrapreso ormai da quattro anni. Nonostante il clima di festa per il quarto posto consolidato, l’attenzione si è spostata inevitabilmente sul rapporto tra la piazza e la proprietà americana, reduce da alcune settimane caratterizzate da scambi di opinioni piuttosto accesi.
La dirigenza, rappresentata dal vicepresidente Nicola Cirrincione e da Rosario Procino, ha voluto subito gettare acqua sul fuoco, ribadendo la totale dedizione del presidente Matt Rizzetta nei confronti dei colori rossoblù. Cirrincione ha sottolineato come il Campobasso venga considerato dai vertici societari alla stregua di un figlio che sta crescendo in modo estremamente rapido, allontanando con forza qualsiasi voce riguardante un possibile disimpegno o una cessione del club a nuovi investitori.
«Il presidente è innamorato perdutamente di questa piazza e voglio tranquillizzare tutti: Rizzetta non venderà mai il suo bambino» ha dichiarato con fermezza Cirrincione durante l'incontro con la stampa. Il dirigente ha poi aggiunto che l'obiettivo resta quello di scalare le gerarchie del calcio italiano: «Noi da qui non scappiamo finché non si arriva al massimo delle categorie. Non stiamo promettendo la Serie B oggi stesso, ma faremo di tutto per arrivarci perché amiamo questa città».
Un passaggio fondamentale dell'intervista ha riguardato il cuore pulsante del tifo, in particolare la Curva Nord, che ha scelto di restare fuori dallo stadio in segno di protesta proprio in una delle gare più sentite della stagione. La società ha mostrato grande sensibilità verso questa scelta, pur ammettendo il dolore nel vedere i gradoni vuoti. Il vicepresidente ha voluto dedicare la vittoria proprio a quei sostenitori che, seppur fisicamente assenti, hanno fatto sentire il loro calore dall'esterno.
«Abbiamo sofferto insieme a loro nel vedere la curva vuota, ma sappiamo che i ragazzi erano lì fuori con il cuore» ha commentato Cirrincione, ricordando come la tifoseria del Campobasso sia un'eccezione straordinaria per la categoria, capace di muovere centinaia di persone anche nelle trasferte più lontane. Il messaggio rivolto alla piazza è stato un invito alla coesione e alla comprensione, evitando paragoni con gestioni passate che hanno lasciato ferite ancora aperte nel tessuto sportivo cittadino.
Anche sul fronte tecnico, l'analisi del match ha evidenziato la maturità di un gruppo capace di ribaltare lo svantaggio iniziale, una tendenza che si sta ripetendo con frequenza nelle ultime uscite. Sebbene andare sotto nel punteggio resti un difetto da correggere, la reazione di carattere mostrata nella ripresa, favorita anche dalla superiorità numerica, ha confermato la bontà delle scelte tattiche e la profondità di una rosa che permette di cambiare l'inerzia delle partite grazie agli innesti dalla panchina.
I protagonisti in campo, come Ragatzu e Cristallo, hanno sottolineato l'importanza del lavoro quotidiano e della pazienza. Proprio la pazienza è stata la parola d'ordine invocata dalla società per permettere al progetto di evolversi senza pressioni eccessive. «Se restiamo uniti con la giusta calma, possiamo toglierci soddisfazioni immense» ha ribadito la dirigenza, puntando ora lo sguardo verso i play-off, dove il Campobasso non ha intenzione di recitare un ruolo di semplice comparsa.
Il futuro del club sembra dunque saldamente ancorato alla visione del gruppo Nord Sixth Group, che continua la sua opera di "semina" anche oltreoceano. Rosario Procino ha confermato che il lavoro sul mercato nordamericano sta proseguendo senza sosta per rinforzare la struttura societaria e creare legami sempre più stretti con la comunità molisana negli Stati Uniti e in Canada, preparando il terreno per una prossima stagione che si preannuncia ancora più ambiziosa.
In chiusura, Cirrincione ha voluto ribadire che ogni partita per questa proprietà viene vissuta con l'intensità di una finale di Champions League: «Se perdiamo non dormiamo la notte, stiamo male. Oggi invece ci godiamo questo momento e un bicchiere di vino, vedendo il Campobasso competere finalmente con squadre di alto livello. Bisogna stemperare le critiche e restare tranquilli, perché Matt non lascerà mai questa piazza finché non saremo arrivati in alto».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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