La bruciante sconfitta interna subita dal Grosseto contro l'Orvietana ha lasciato un segno profondo nell'animo di Paolo Indiani, che nel post-partita non ha cercato scuse per giustificare una prestazione definita inaccettabile sotto ogni punto di vista. Il tecnico ha espresso tutta la sua amarezza per un approccio che ha compromesso la gara già dopo pochi secondi dal fischio d'inizio, evidenziando una preoccupante mancanza di concentrazione che ha vanificato il lavoro svolto durante la settimana di preparazione.
Secondo l'analisi dell'allenatore, la squadra è scesa in campo con un atteggiamento superficiale, quasi come se il successo ottenuto nel turno precedente avesse appagato eccessivamente i calciatori. «È mancato tutto nella nostra squadra, assolutamente tutto, mentre bisogna fare i complimenti agli avversari che hanno interpretato il match nel modo corretto» ha dichiarato con fermezza Indiani, sottolineando come l'Orvietana abbia meritato l'intera posta in palio grazie a una fame di punti superiore.
Il gol incassato dopo poco più di un minuto è stato il sintomo evidente di un calo di tensione che lo staff tecnico aveva cercato di scongiurare nei giorni precedenti. Nonostante i richiami alla massima attenzione e gli avvertimenti sul fatto che il campionato non fosse affatto concluso, il gruppo non è riuscito a trasporre sul rettangolo verde la determinazione necessaria. Per Indiani, il Grosseto è rimasto mentalmente fermo alla festa di Altopascio, peccando di una presunzione che in questa categoria si paga a caro prezzo.
«Non accetto di approcciare una sfida in questo modo, sembrava che dicessimo di aver già vinto il torneo mentre gli altri ci venivano addosso con una rabbia agonistica incredibile» ha proseguito il tecnico, visibilmente contrariato per la reazione pressoché nulla dei suoi uomini dopo lo svantaggio iniziale. Nemmeno i tentativi di cambiare inerzia attraverso le sostituzioni e gli accorgimenti tattici hanno prodotto gli effetti sperati, con la squadra che è apparsa incapace di pungere e di creare reali pericoli.
Il tecnico ha poi rimarcato come ogni singola vittoria ottenuta finora sia stata il frutto di battaglie giocate punto su punto, con l'unica eccezione di una gara vinta con ampio margine. Senza quella cattiveria sportiva e quella voglia di lottare su ogni pallone, il Grosseto diventa una compagine vulnerabile, specialmente contro avversari che lottano per obiettivi vitali come la salvezza e che mettono in campo ogni energia residua per strappare un risultato positivo.
Anche la sfortuna ha giocato la sua parte con l'assenza improvvisa di Brenna, fermato da problemi fisici proprio nella notte precedente la gara, ma per Indiani questo non può rappresentare un alibi per il resto del collettivo. La delusione del mister nasce proprio dal contrasto tra lo straordinario percorso fatto fino a ieri e l'improvviso blackout odierno, una caduta che impone una riflessione profonda in vista dei prossimi impegni stagionali per evitare che simili cali di tensione si ripetano.
«In passato abbiamo perso altre partite, ma non con questo spirito rinunciatario; oggi la tranquillità che avevamo è stata la nostra peggior nemica» ha concluso l'allenatore, ribadendo che non è il momento di guardare il calendario o la classifica, ma di analizzare onestamente una prestazione che ha visto l'Orvietana prevalere con pieno merito. La settimana che attende il Grosseto sarà dunque dedicata a ritrovare quella fame e quell'umiltà indispensabili per riprendere la corsa verso il traguardo finale.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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