Al termine del match vinto per 1-0 contro il Conegliano, l'allenatore della Triestina Gaetano Fontana ha commentato la prestazione dei suoi uomini nella consueta conferenza stampa del post-gara.

Il tecnico degli alabardati si è espresso sulle due fasi dell'incontro, sottolineando come la squadra abbia messo in campo caratteristiche fondamentali per centrare l'obiettivo.

«Abbiamo espresso una qualità maggiore durante la prima frazione rispetto alla ripresa, momento nel quale, a causa dei numerosi avvicendamenti in campo, è fisiologico perdere un po' di misura nelle distanze e di precisione nelle giocate. A fare la differenza è stata tuttavia la fame di conquistare i tre punti, con i ragazzi che si sono dimostrati straordinari da qualunque prospettiva la si voglia guardare. La squadra si è mossa con aggressività, coesione e determinazione e, nonostante le energie siano gradualmente calate col trascorrere del tempo, la priorità odierna era quella di inviare un segnale forte e chiaro in primo luogo a noi stessi. Come avevo già sottolineato alla vigilia, questo organico merita soltanto complimenti dal primo all'ultimo elemento, a partire da chi ha iniziato la preparazione estiva fin dal primo giorno per finire a chi è arrivato sul gong della sessione di mercato. Siamo perfettamente consapevoli delle dinamiche che stiamo attraversando e non abbiamo alcun bisogno di rimarcarle esternamente. Fin dal momento del mio insediamento mi sono proposto come la figura in grado di combattere la scusite acuta, lavorando sodo con le risorse disponibili per ricavarne il massimo rendimento. La dedizione e la forza di volontà non sono mai venute meno; è innegabile che taluni risultati abbiano generato discussioni e che avessimo le potenzialità per ottenere di più, ma ora occorre guardare avanti».

L'analisi dell'allenatore si è poi spostata sugli aspetti tattici e sulle difficoltà operative riscontrate nel corso della stagione.

«L'assetto di gioco è inevitabilmente condizionato dai calciatori abili e arruolabili. Fin dall'avvio di questo percorso, tra squalifiche, problematiche fisiche e ritardi di condizione, non c'è mai stata la reale possibilità di proporre una struttura d'attacco continuativa. In questo senso mi prendo le mie responsabilità, in quanto ho provato a forzare i tempi inserendo elementi giunti da poco e non ancora al top della forma, auspicando che le loro doti tecniche potessero sopperire al gap atletico. A bocce ferme non si è rivelata la scelta migliore, ma valutazioni simili si fanno solo a consuntivo. Allo stato attuale non possediamo ancora la formula perfetta, ma ciò che intendo rimarcare è che lavorando sui principi tattici generali ci si può adattare a qualsiasi abito. La squadra ha evidenziato una straordinaria ricettività in questo senso anche nel corso dell'ultima settimana di allenamenti. I frutti del lavoro emergono gradualmente; comprendo l'impazienza nel voler conquistare subito i punti, tuttavia le due dinamiche non sempre viaggiano alla medesima velocità, ma la nostra strada è tracciata e continueremo a costruire già a partire da domani».

Infine, Fontana si è soffermato sul bilancio tra fase d'attacco e fase difensiva, riservando una riflessione specifica sulla gestione della linea verde.

«Ci sono state partite nelle quali abbiamo costruito tantissimo sotto il profilo offensivo senza tuttavia concretizzare la mole di gioco prodotta, arrivando a creare anche sei o sette palle gol nitide senza trasformarle e finendo per non vincere. In questa occasione, magari, siamo apparsi meno incisivi là davanti ma è bastato quel minimo per massimizzare il risultato finale. Va altresì evidenziato come gli avversari non abbiano mai centrato lo specchio della nostra porta, a testimonianza di quanto di buono è stato fatto in fase di non possesso in termini di compattezza e spirito di adattamento. Domenica scorsa un errore individuale commesso da un giovane ci era costato la seconda rete e la sconfitta; oggi lo stesso identico ragazzo ci ha regalato il successo. È il normale percorso dei giovani, caratterizzato da alti e bassi, considerando che hanno un'intera carriera davanti e ampi margini di miglioramento. Disponiamo di profili di grande prospettiva che vanno sagomati: arrivano nelle prime squadre con lacune su aspetti fondamentali come la postura o l'orientamento del corpo. Non si tratta di dettagli marginali, perché una postura errata ti fa subire gol e perdere una gara la settimana prima, mentre oggi si è rimediato e ne siamo tutti felicissimi. È naturale vivere momenti altalenanti e vi posso garantire che per molti giovani non abituati a questo campionato e a una piazza blasonata come questa non è semplice. Occorre infondere loro fiducia, lavorando quotidianamente per farli crescere, correggendoli quando commettono errori e, se necessario, usando anche i toni duri. Hanno scelto questo percorso professionale e devono imparare a convivere con questa tipologia di pressione».

Sezione: Serie D / Data: Lun 19 ottobre 2026 alle 19:00
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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