Non è bastato il recente avvicendamento sulla panchina del Gubbio per invertire l'andamento negativo della stagione: la compagine eugubina ha incassato tra le mura amiche contro l'Atalanta U23 la quinta battuta d'arresto consecutiva, scivolando al penultimo posto in graduatoria. Al termine del confronto, l'allenatore Piero Braglia si è presentato davanti ai taccuini della stampa per analizzare con grande amarezza la prestazione dei suoi ragazzi, rifiutando ogni tipo di giustificazione ed evidenziando i limiti di attenzione commessi nei momenti chiave.

In avvio della sua disamina, il responsabile della guida tecnica del Gubbio ha commentato la complicata posizione di classifica della squadra, invitando l'intero gruppo a una profonda ed immediata riflessione. «Al di là di tutto, io spero e penso che questa squadra possa fare meglio di quanto visto oggi. Bisogna cercare di capire velocemente tante situazioni, perché poi le partite determinano la classifica e la classifica, in questo momento, inizia a essere pericolosa visto che le altre continuano a fare punti. Dobbiamo rimboccarci le maniche, confrontarci e trovare la soluzione migliore per questa squadra» ha dichiarato mister Piero Braglia.

Proseguendo nella sua analisi, l'allenatore degli eugubini si è soffermato sulla gestione dell'episodio da cui è scaturita la rete decisiva in favore degli ospiti, sottolineando l'assenza di furbizia tattica nelle battute conclusive del match. «Onestamente, anche sullo 0-0, mi aspettavo qualcosa in più dai ragazzi. È vero che c'è chi è rientrato da poco e chi non è ancora al meglio, ma questi sono alibi e a me degli alibi non interessa nulla. Abbiamo perso una partita che potevamo evitare di perdere. Sul gol decisivo abbiamo concesso un contropiede dopo che per tutta la settimana avevamo lavorato proprio su quel tipo di situazione. Quando certi giocatori partono in campo aperto non li prendi più: o li fermi prima o ti fanno male. Gli abbiamo lasciato cinquanta metri di campo e ci hanno punito. In quel momento bisognava anche avere la lucidità di spendere un fallo e gestire gli ultimi minuti» ha evidenziato con forza il trainer.

L'analisi del timoniere del Gubbio si è poi focalizzata sul ritardo registrato rispetto alle indicazioni emerse nel corso delle sedute d'allenamento settimanali. «La verità è che sono rimasto deluso, perché dagli allenamenti avevo avuto la sensazione che fossimo più avanti nel percorso. Evidentemente non è così. Dobbiamo lavorare, trovare la quadra e tirarci fuori dai guai il prima possibile, senza perdere tempo» ha rimarcato l'allenatore rossoblù.

Interpellato sugli aspetti mancati nell'arco dei novanta minuti, Piero Braglia ha posto l'accento sulla necessità di mostrare maggiore coraggio e decisione in fase di manovra. «Per come si era messa la partita, a sei o sette minuti dalla fine sono mancati attenzione e furbizia. Se poi allarghiamo il discorso, è mancato anche altro: bisogna interpretare meglio le gare, metterci più forza, più convinzione e più qualità. A volte giochiamo troppo all'indietro. Io credo che il calcio richieda coraggio. Però bisogna anche essere realistici: quando arrivi in una squadra non puoi pensare di cambiare la testa dei giocatori in dieci giorni. Per questo dobbiamo capire chi sta bene e chi può darci determinate garanzie in questo momento, valorizzando chi è pronto e recuperando chi ancora non riesce a esprimersi al meglio» ha aggiunto la guida tecnica.

Il mister del Gubbio ha poi chiarito come le difficoltà attuali investano la sfera tattica così come l'aspetto carismatico e caratteriale dell'intero spogliatoio. «Parlo di tutto. Devo trovare la quadra sotto ogni punto di vista e con giocatori che interpretino determinati principi. Nel calcio l'equilibrio è fondamentale, così come la convinzione, la personalità e la qualità. In questo momento, per una ragione o per un'altra, facciamo fatica. Può incidere anche la posizione in classifica, ma sarebbe troppo semplice attribuire tutto a quello. Dobbiamo andare oltre e trovare delle soluzioni» ha spiegato il mister.

Richiamando la necessità di spezzare l'infinita serie negativa di sconfitte, l'allenatore eugubino ha evidenziato il peso psicologico che l'ennesimo K.O. comporta sulla rosa. «Sono convinto che quando non riesci a vincere una partita, almeno non devi perderla. Venivamo da quattro sconfitte consecutive e adesso sono diventate cinque. A Spezia la squadra era rimasta dentro la partita fino alla fine. Oggi, in casa, avevamo l'occasione quantomeno di interrompere questa serie e portare a casa un punto. Sarebbe stato importante per il morale e per la classifica. Invece basta entrare nello spogliatoio per capire lo stato d'animo che c'è in questo momento» ha asserito con rammarico Piero Braglia.

Sulla gestione del gruppo e sulle difficoltà legate a un calendario impegnativo, il trainer del Gubbio ha mantenuto una linea improntata alla massima concretezza operativa. «Non serve né la carota né la frusta. Io devo trovare una strada che ci permetta di fare risultati sia in casa sia in trasferta. Del calendario, sinceramente, mi interessa poco. Se giochiamo in un certo modo possiamo fare risultato contro chiunque. Se invece continuiamo a commettere gli errori che si vedono in alcuni momenti delle partite, i risultati non arriveranno. Ci sono tante cose da capire e devo essere soprattutto io il primo a capirle in fretta, altrimenti sarebbe inutile la mia presenza qui» ha ribadito con severità il primo allenatore.

Infine, soffermandosi sulla disposizioni tattiche assunte a gara in corso e sulle opportunità non concretizzate negli ultimi metri, mister Piero Braglia ha spronato i suoi atleti a mettere da parte la paura di sbagliare per ritrovare la via dell'esito positivo. «L'idea iniziale era proprio quella di avere più presenza offensiva e portare più uomini vicino alla porta. Però poi abbiamo cambiato assetto e abbiamo preso gol. Questa è la realtà. Pensavo di ottenere determinati vantaggi, ma quei vantaggi non si sono concretizzati. Anzi, è successo il contrario. Io credo che giocare a calcio sia la cosa più bella del mondo, ma bisogna farlo senza paura. I tifosi hanno espresso il loro disappunto soltanto alla fine della partita; durante la gara nessuno aveva messo pressione ai ragazzi. Più tranquillità di così è difficile trovarla. Per questo dico ai giocatori che devono avere più coraggio, devono smettere di pensare troppo all'errore e prendersi dei rischi. Gliel'avevo detto anche dopo Spezia: facciamo troppi calcoli. Dobbiamo giocare con personalità e con l'ambizione di fare male agli avversari» ha argomentato il mister.

Rievocando l'occasione fallita nel corso del match e fissando l'atteggiamento indispensabile per il prosieguo del campionato, la guida tecnica del Gubbio ha chiuso il suo intervento con un messaggio chiaro all'ambiente. «Siamo arrivati diverse volte nei pressi dell'area e alcune occasioni le abbiamo avute. Penso, ad esempio, a quella di Zallu: se davanti al portiere riesce a superarlo, forse la partita prende un'altra direzione. Però con i «se» e con i «ma» non si fanno punti. Adesso bisogna stare zitti, lavorare e pedalare. Altre soluzioni, sinceramente, non ne conosco» ha infine concluso mister Piero Braglia.

Sezione: Serie C / Data: Lun 19 ottobre 2026 alle 20:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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