Siamo appena al quarto capitolo di un lunghissimo e logorante romanzo calcistico che si snoderà su ben trentaquattro giornate. A settembre le sentenze definitive sono un azzardo da evitare con cura: è ancora presto, la strada verso la Serie C è una maratona sfiancante e la classifica, per quanto indicativa, è un elastico pronto a riaccorciarsi al primo passo falso. In un Girone I reso ancor più teso dalle peculiari regole di questa stagione (con la zona play-out che coinvolge incredibilmente anche le squadre dal secondo al quinto posto, oltre a quelle dal terzultimo al sestultimo), ogni singolo punto rischia però di pesare come un macigno. E le gerarchie in vetta iniziano già a tracciare un solco netto.


A guardare tutti dall'alto verso il basso, con un percorso immacolato fatto di quattro vittorie su quattro, c'è una Reggina straripante. Gli amaranto salgono a 12 punti sbancando il campo della Vigor Lamezia con un perentorio 0-3 maturato interamente nel primo tempo. Apre le danze Toscano, poi sale in cattedra un incontenibile Abonckelet: la sua doppietta (dopo aver già timbrato il cartellino alla prima giornata contro il Licata) certifica lo strapotere di una squadra che sembra fin da ora la favorita numero uno per l'unica poltrona utile per il salto di categoria.


Se la capolista corre, il duo di prime inseguitrici a quota 10 punti non sta certo a guardare. La Nuova Igea Virtus passa a Trapani (1-3) in un match che si era fatto terribilmente complicato. Dopo aver chiuso il primo tempo a reti inviolate, i padroni di casa erano infatti passati in vantaggio a inizio ripresa con Sasanelli. La reazione dell'Igea, però, è da grande squadra: Aiello suona la carica, poi l'implacabile Ferrara (già a segno nel turno precedente contro la Vibonese) completa il sorpasso e, nel recupero, Harper (in gol alla seconda giornata) chiude i conti.

Risponde presente anche il Sambiase, che compie un blitz esterno dal peso specifico enorme in casa del Milazzo. A decidere lo 0-1 finale in favore dei calabresi è una chirurgica rete di Della Salandra al 18' del secondo tempo. Per il Milazzo (fermo a 6 punti) si tratta di un brusco rallentamento dopo l'ottima vittoria di Enna della scorsa settimana.


Appena sotto il podio, fa rumore il roboante 3-0 con cui la Vibonese (7 punti) annienta l'Athletic Club Palermo. Assoluto protagonista è Marsico: la sua doppietta nella ripresa, unita al gol di Cerutti, ricorda a tutti le sue doti da bomber, avendo già realizzato due reti all'esordio contro il Trapani.

Ma la palma di partita più folle del weekend va senza dubbio alla sfida tra Avola e Nissa (4-2). Gli ospiti sembravano in controllo totale dopo appena un quarto d'ora, avanti 0-2 grazie a Fofana e al solito Alagna (secondo centro consecutivo per lui). La reazione dell'Avola è però furiosa e si materializza in un clamoroso ribaltone: Fratantonio e Butera trovano la via della rete, ma l'eroe di giornata è un monumentale Tedesco, che con una doppietta da urlo (aveva già segnato alla prima giornata contro l'Igea) trascina i suoi a quota 6 punti, lasciando la Nissa inchiodata a 7.


Nella pancia della classifica trovano il sorriso per i primi squilli pesanti Modica e Licata. I rossoblù (saliti a 4 punti) battono 1-0 il CastrumFavara ringraziando Reinero (in gol anche al debutto), mentre i gialloblù (5 punti) piegano il Ragusa di misura con una rete a freddo di Imbrogiano, condannando gli iblei a rimanere nei bassifondi a quota 2, in piena zona play-out.

Le retrovie del Girone I raccontano però un dramma sportivo acuito da pesantissime penalizzazioni. Il Trapani (-5 punti in classifica e quattro sconfitte su quattro) è in caduta libera. Non se la passa bene nemmeno il Siracusa, che nonostante il pareggio a reti bianche sul difficile campo del Praiatortora (6 punti) rimane fermo a quota 1 per via del fardello del -7 di partenza. Condivide la scomoda penultima piazza l'Enna (1 punto), incapace di andare oltre lo 0-0 contro il Gela (squadra, quest'ultima, partita da -1 e attualmente a quota 3).

Sezione: Serie D / Data: Mar 22 settembre 2026 alle 15:00
Autore: Alessandra Galbussera
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