L’analisi di Marco Scorsini al termine del pareggio interno per 1-1 tra Sora e Teramo restituisce l’immagine di un tecnico estremamente soddisfatto per la tempra mostrata dai suoi uomini, capaci di fermare una delle grandi potenze del girone. L’allenatore bianconero, con la consueta schiettezza, ha accettato il verdetto del campo pur non nascondendo un pizzico di rammarico per come si è evoluta la sfida, specialmente nella seconda frazione di gioco.
«Da uomo di sport accetto sempre ciò che dice il campo e se la partita si è chiusa in parità significa che probabilmente questo è l'esito più corretto» ha esordito Scorsini, sottolineando come si affrontassero due realtà con obiettivi opposti: un Teramo lanciatissimo verso la promozione e un Sora desideroso di prolungare la propria striscia positiva dopo l'ottimo risultato ottenuto contro l'Ostiamare.
Il match ha vissuto due fasi ben distinte, con un primo tempo dominato dal tatticismo e dalla prudenza, seguito da una ripresa decisamente più vibrante dove entrambe le compagini hanno cercato il bottino pieno. Proprio quando il Sora sembrava aver trovato il colpo vincente passando in vantaggio, la sorte ha voltato le spalle a Scorsini con due infortuni pesanti che hanno alterato l'equilibrio della squadra.
«Il mio grande dispiacere è aver perso nel momento cruciale due elementi fondamentali come Speranza e Marcello Trotta; il primo ci garantiva qualità e quantità, il secondo era il nostro punto di riferimento per saggezza tattica» ha spiegato il mister, evidenziando come queste defezioni forzate abbiano facilitato il ritorno veemente della capolista, che ha alzato sensibilmente i giri del motore nel finale.
Nonostante il forcing del Teramo, il Sora è rimasto compatto, sorretto anche da un paio di interventi decisivi del proprio portiere. Scorsini ha elogiato la capacità del gruppo di non perdere mai la bussola, reagendo colpo su colpo alle fiammate avversarie: «Quando si subisce un gol a pochi minuti dal termine contro una squadra così forte, il rischio di crollare è altissimo, ma noi siamo rimasti coesi rischiando poco se non in qualche mischia».
L'allenatore ha poi rivolto lo sguardo alla lotta per il vertice, definendo Teramo, Ancona e Ostiamare come tre autentiche corazzate che meriterebbero tutte il salto in Lega Pro, pur consapevole che solo una potrà festeggiare. Per il Sora, invece, il punto conquistato rappresenta un tassello vitale per la salvezza, portando a cinque la serie di risultati utili consecutivi, un record stagionale per il club.
«Sono orgoglioso perché abbiamo giocato a viso aperto contro una squadra di categoria superiore, proponendo uscite e giocate importanti che raramente si vedono in formazioni di bassa classifica» ha continuato Scorsini. Il tecnico ha ammesso anche le difficoltà sofferte sulla corsia di sinistra a causa delle giocate di Pavone, definendolo un calciatore devastante e di categoria superiore, contro il quale i suoi difensori hanno comunque fatto il massimo possibile.
In vista del prossimo, proibitivo impegno contro l'Aquila, il Sora cercherà di recuperare energie psicofisiche e, possibilmente, qualche pedina importante come l'argentino Bolò, la cui assenza pesa nell'economia del gioco bianconero. La fiducia resta comunque alta: «Il calendario è durissimo ma noi siamo vivi e stiamo dimostrando di poter lottare alla pari con chiunque, togliendoci un'altra soddisfazione da questo percorso complicato».
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Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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