Il direttore generale dell'Us Grosseto, Filippo Vetrini, è intervenuto nel post-partita della sfida persa contro l'Orvietana per analizzare un passaggio a vuoto tanto inatteso quanto preoccupante. Il dirigente biancorosso ha espresso una valutazione in linea con quella di mister Indiani, non trovando alcun elemento positivo in una prova che ha visto la capolista soccombere tra le mura amiche contro una formazione in cerca di punti salvezza.
«Ritengo che questa giornata rappresenti la prova evidente di come questo torneo non finisca mai finché non cala definitivamente il sipario» ha dichiarato Vetrini, visibilmente amareggiato per l'atteggiamento mostrato sul rettangolo verde. Il direttore ha ammesso che, forse, l'ambiente aveva iniziato a cullarsi su una vittoria finale data troppo per scontata dai discorsi pubblici degli ultimi giorni, perdendo di vista la realtà del campo.
Secondo il dg, la sconfitta è figlia di un approccio mentale completamente errato, evidenziato dal gol subito dopo appena settanta secondi dal fischio d'inizio. «Oggi abbiamo avuto la conferma che, se non si scende in campo con la giusta cattiveria agonistica sin dal primo istante, si rischiano figuracce come questa; abbiamo preso una bella botta ed è stata, senza dubbio, la nostra peggiore uscita dell'intero anno» ha incalzato il dirigente.
L'analisi di Vetrini non ha lasciato spazio a recriminazioni verso l'arbitraggio o la sfortuna, tributando anzi i giusti onori all'Orvietana, capace di espugnare uno stadio dove il Grosseto aveva costruito un rullino di marcia quasi perfetto. Anzi, secondo il direttore, gli ospiti avrebbero potuto persino ottenere uno scarto maggiore se avessero capitalizzato le numerose occasioni da rete create durante i novanta minuti di gioco.
«Questa partita deve fungere da insegnamento per far capire a tutti che i giochi non sono affatto chiusi e che ogni punto va sudato con la massima dedizione, proprio come avevamo fatto nella trasferta di Altopascio» ha proseguito Vetrini. Il sospetto del dg è che, in modo quasi inconscio, qualche elemento della rosa possa aver abbassato la guardia, convinto che il traguardo fosse ormai a un passo e che le motivazioni degli avversari fossero meno impattanti.
Affrontare la capolista porta sempre gli avversari a dare qualcosa in più, ma nel caso dell'Orvietana si è aggiunta la necessità vitale di punti per evitare la retrocessione. Il Grosseto, che in casa vantava uno score di dieci successi e due pareggi, si è visto sfilare l'intera posta in palio in maniera meritata. «Ora non ci resta che leccarci le ferite e comprendere che la guardia potrà essere abbassata soltanto nel momento in cui la matematica ci darà la certezza del titolo» ha ribadito con fermezza.
Interpellato sulla strategia da adottare per scuotere il gruppo in vista dei prossimi impegni, Vetrini ha sottolineato come gestire una settimana dopo una simile debacle sia una situazione inedita per l'attuale stagione. Nonostante alcuni problemi fisici e un virus intestinale che ha colpito la squadra nel weekend, il dirigente ha rifiutato categoricamente di usare le assenze come giustificazione per il pessimo risultato ottenuto.
«Non voglio nemmeno menzionare le defezioni o chi ha giocato pur non essendo al meglio della condizione, perché non deve passare il messaggio che ci siano alibi per una prestazione del genere; il nostro unico focus deve restare sull'approccio alla gara e su quanto fatto male oggi» ha concluso il direttore generale. Per il Grosseto inizia ora una fase di riflessione profonda per ritrovare quella concentrazione necessaria a compiere gli ultimi, fondamentali passi verso la vittoria del campionato.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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