Il Lecco prosegue la sua marcia positiva centrando il quinto risultato utile consecutivo, grazie a un successo di misura ottenuto contro la Triestina al termine di una sfida caratterizzata da grande agonismo e ritmi serrati. La vittoria, arrivata grazie a un calcio di rigore, ha scatenato alcune proteste da parte della compagine giuliana, che ha individuato negli episodi direttoriali la chiave della sconfitta.
Tuttavia, Federico Valente ha preferito non alimentare la discussione, mantenendo un profilo distaccato rispetto alle lamentele degli avversari. “Abbiamo vinto 1-0. Io l’ho vista così. Non vorrei commentare quello che ha detto il mio collega: guardo la mia squadra. Sull’arbitro, chi mi conosce sa che non perdo mai una parola, nel bene e nel male. Ognuno fa il suo mestiere e prova a fare il meglio: non tocca a me criticare o dire qualcosa”, ha chiarito il tecnico bluceleste in sala stampa, ribadendo la sua filosofia di rispetto per l'operato dei fischietti.
L'analisi dell'allenatore si è poi spostata sugli aspetti puramente tattici di un incontro che nascondeva diverse insidie, specialmente per la capacità degli ospiti di colpire negli spazi aperti. La gestione della palla e la prevenzione delle ripartenze sono stati i temi centrali della preparazione alla gara. “La difficoltà in una partita così è trovare il giusto equilibrio: vuoi attaccare, ma loro restano nella nostra metà campo, al limite. Sappiamo della loro forza in ripartenza: hanno fatto tre gol all’AlbinoLeffe così, hanno avuto occasioni e gol contro l'Alcione. Non dovevano perdere quella partita, per me. Dobbiamo essere consapevoli: a volte siamo messi bene, ma serve più lucidità quando ti arriva la palla”, ha spiegato Valente, evidenziando come la qualità individuale della Triestina non rispecchi l'attuale posizione di classifica dei biancorossi.
Nonostante il vantaggio minimo, il Lecco ha saputo soffrire e gestire le fasi calde del match, sfiorando a più riprese il raddoppio che avrebbe garantito un finale meno ansioso. Il tecnico ha elogiato lo spirito dei suoi calciatori, capaci di mantenere la porta inviolata e di alzare il baricentro grazie agli innesti dalla panchina. “Complimento comunque ai ragazzi: partita tosta, intensa, loro hanno qualità individuale e giocate. Con i cambi abbiamo alzato la squadra, tenuto la palla più tranquilla e chiuso su calcio d’angolo con due occasioni grandissime. La Triestina ha virtualmente 21 punti ed è in zona playout: non è facile scendere in campo in queste condizioni. Devo fare un complimento: non è semplice. Abbiamo tenuto clean sheet, concesso pochissimo. Dobbiamo chiudere le partite: se fai 2-0 vai a casa tranquillo, altrimenti soffri fino alla fine. Può sempre succedere qualcosa”, ha ammonito l'allenatore, conscio che la gestione del risultato resta un aspetto da perfezionare.
Inevitabile, in questo periodo dell'anno, un riferimento alle dinamiche del calciomercato, che spesso rischiano di distogliere l'attenzione degli atleti dagli impegni di campionato. Valente ha affrontato l'argomento con un pizzico di ironia, pur restando molto serio sulla necessità di non alterare gli equilibri di uno spogliatoio che sta dando il massimo per la causa. “Il mercato dura fino al 2 febbraio. La mia risposta è che la società comprerà grandi giocatori che costeranno moltissimo anche a livello di ingaggio. Scherzi a parte: non dico che la squadra è completa. Mi piace dare valore a chi dà il massimo per questa società. Fino a quando non c’è un cambio o un’uscita/entrata, tutti i giocatori sono importantissimi”, ha precisato, ribadendo la fiducia verso il gruppo attuale nonostante le possibili manovre in entrata.
Il compito dello staff tecnico, in queste settimane di trattative frenetiche, è soprattutto quello di preservare la serenità psicologica dei calciatori, evitando che le voci di trasferimento possano influenzare il rendimento sul campo. Valente ha confermato che ogni eventuale nuovo innesto dovrà rispondere a requisiti tecnici e caratteriali ben precisi. “Questa fase del mercato non è facile per un allenatore: alleni ogni giorno e devi tenerli tranquilli. Il pericolo è che se pensi troppo a “resto o vado via?” ti fai male. È nostro compito metabolizzarlo con lo staff: “Quando scendiamo in campo mettiamo da parte tutto”. Come società, io, direttore e presidente guardiamo cosa è possibile fare. Se c’è la possibilità di aggiungere qualcosa a centrocampo, sugli esterni o davanti, valutiamo le proposte. Ma non cambio per cambiare: devo essere convinto del profilo e del giocatore. Con Basili è arrivato uno che piace a me e alla società per intensità: sa fare la trequarti o la seconda punta”, ha concluso il mister, indicando proprio nell'ex centrocampista il prototipo di rinforzo ideale per il suo scacchiere tattico.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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