Dieci giornate sono il primo vero spartiacque di un campionato. È il momento in cui le gerarchie smettono di essere figlie del caso e iniziano a raccontare la verità. E la verità che ci consegna il Girone D della Serie D è che stiamo assistendo a due campionati diversi: quello della Pistoiese, e quello di tutte le altre.

I numeri diramati dalla LND parlano chiaro (232 gol in totale, quasi 2,6 a partita), ma se grattiamo sotto la superficie delle statistiche, scopriamo un girone che vive di anomalie tattiche, resurrezioni improvvise e veri e propri paradossi calcistici.

Non c'è altro modo di definire la Pistoiese. La squadra toscana sta letteralmente cannibalizzando il girone: 27 punti su 30 disponibili, nove vittorie in dieci gare. Un rullo compressore che in casa non fa sconti (6 vittorie su 6) e che vanta numeri da capogiro: miglior attacco (24) e miglior difesa (5).
Il dato che spaventa di più le avversarie, però, è psicologico: quando alla nona giornata il Cittadella Vis Modena è riuscito nell'impresa di battere la capolista (primo e unico ko), si pensava che il campionato potesse riaprirsi. La risposta dell'Olandesina? Un 4-2 perentorio alla Castellanzese il turno successivo. La bestia era solo stata stuzzicata.

Se la Pistoiese è la perfezione, scendendo in classifica troviamo le storie più affascinanti per chi ama il calcio romantico e un po' folle.
Prendete la Pro Sesto: gioca, crea, diverte e segna. Ha il secondo miglior attacco del girone (19 reti), eppure... non vince più. Nelle ultime cinque giornate ha racimolato tre pareggi, due sconfitte e la miseria di tre punti, precipitando dal secondo al sesto posto. È la classica squadra che fa innamorare gli esteti ma fa impazzire gli allenatori.

E poi c'è il Pontedera, protagonista del paradosso più grande del girone. La difesa dei granata fa acqua da tutte le parti: 26 gol subiti in 10 gare, la peggiore in assoluto. Eppure, clamorosamente, la squadra è quindicesima e viva, reduce da quattro punti nelle ultime due gare. Il loro segreto? Accettare il caos. Basti pensare all'ultima, rocambolesca vittoria per 4-3 sul campo dell'Arconatese.

A proposito dell'Arconatese: se comprate il biglietto per le loro partite, lo spettacolo è garantito, ma preparate i sali. Tre delle gare con più reti nel girone portano la loro firma (tra cui il doloroso 1-6 col Varese). Montagne russe allo stato puro.

Il bello della Serie D è anche nelle mutazioni genetiche che le squadre subiscono in corsa. Il Crema delle prime cinque giornate era una squadra in crisi profonda (un solo punto). Poi, qualcosa è scattato. O meglio, il "Voltini" è diventato una fortezza inespugnabile. Undici punti nelle ultime cinque, tre vittorie su tre in casa, e zona play-out salutata.

Esattamente agli antipodi vive il Lentigione, la vera sorpresa del torneo e attuale vice-capolista a -6 dalla Pistoiese. Se il Crema è casalingo, il Lentigione è una perfetta nave corsara: imbattuto in trasferta (4 vittorie e 2 pareggi), ha costruito fuori casa 14 dei suoi 21 punti. Lontano dalle mura amiche, giocano con una spensieratezza letale.

Mentre il Pavia si gode i frutti del suo catenaccio moderno (seconda miglior difesa con 7 reti al passivo e ben 5 clean sheet), chiusa la porta ha iniziato finalmente a vincere, agganciando le zone nobili. Discorso opposto per chi davanti fa fatica: l'Oltrepò non segna quasi mai (5 reti in tutto) e non vince da sette turni, affondando insieme a un Tropical Coriano entrato improvvisamente nel tunnel buio di quattro ko di fila.

A un quarto del cammino, il Girone D si profila come una caccia all'uomo. La Pistoiese ha fatto il vuoto e viaggia a velocità di crociera verso la Serie C, ma dietro c'è un ecosistema impazzito. Tra squadre che segnano tanto e perdono (Pro Sesto), squadre che subiscono caterve di gol ma galleggiano (Pontedera) e corsari da trasferta (Lentigione), lo spettacolo è appena cominciato. Resta solo da capire una cosa: c'è qualcuno in questo girone capace di rovinare la festa alla Pistoiese?

Sezione: Serie D / Data: Gio 05 novembre 2026 alle 13:00
Autore: Cristo Ludovico Papa
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