La leadership del Treviso in classifica non si spiega soltanto attraverso numeri e statistiche. Certo, i 13 punti di vantaggio sulla seconda e l'undicesimo risultato utile consecutivo parlano chiaro, ma dietro questa marcia trionfale si nasconde un elemento meno tangibile e forse più determinante: la coesione di un gruppo capace di reagire alle difficoltà e di mantenere saldi i propri equilibri dentro e fuori dal campo.
L'ultimo pareggio strappato sul difficile terreno del Sandrini contro il Legnago testimonia proprio questa capacità di resistenza. Nonostante una fase del campionato condizionata dagli infortuni – quattro pareggi nelle ultime cinque partite – e nonostante una solidità difensiva che ha visto la squadra subire appena quattro reti su azione in tutto il torneo, il Treviso continua a macinare punti preziosi grazie alla forza del collettivo.
A offrire uno spaccato autentico dell'anima della capolista è Tommaso Brevi, centrocampista classe 2002, il cui ingresso dalla panchina al Sandrini, insieme agli altri subentrati, ha contribuito a modificare l'andamento della gara. Le sue parole restituiscono il ritratto di una squadra matura, consapevole dei propri mezzi ma priva di presunzione.
«Il Legnago aveva un ottimo ritmo e nel primo tempo ci ha messo seriamente in difficoltà. Poi c'è stato l'infortunio di Scotto, ma Francescotti è entrato benissimo, procurandosi il rigore del pari. Nella ripresa abbiamo messo maggiore cattiveria agonistica, approfittando del calo dei padroni di casa. Abbiamo persino rischiato di vincerla», racconta Brevi come riportato dal quotidiano "La Tribuna" di Treviso , ripercorrendo le fasi salienti dell'1-1 finale.
Il giovane centrocampista, autore di una prestazione convincente coronata da un clamoroso incrocio dei pali, preferisce però attribuire i meriti della prestazione collettiva ai compagni più esperti. «A Treviso le cose vanno bene perché il gruppo è unito. La partita si era messa male, ma ne siamo usciti insieme. Fin dall'inizio abbiamo dimostrato di essere forti e io sono fortunato ad avere grandi esempi nello spogliatoio. Parlo di Gucher, di Scotto o di Fedato. Hanno giocato in categorie superiori e per noi giovani sono modelli da seguire», spiega il numero 7 biancoceleste.
È proprio questa miscela tra gioventù ed esperienza, tra freschezza atletica e saggezza tattica, a rappresentare uno dei punti di forza del Treviso capolista. I "senatori" della rosa fungono da guida per i più giovani, trasmettendo non solo competenze tecniche ma anche quella mentalità vincente forgiata nelle categorie superiori.
Ma l'integrazione nel mondo Treviso non passa esclusivamente attraverso allenamenti e partite. Brevi svela infatti un curioso retroscena che testimonia quanto i legami all'interno della squadra vadano oltre il semplice rapporto professionale. Il protagonista è Alessio Beltrame, autore del rigore del pareggio contro il Legnago e, a quanto pare, abile anche tra i fornelli.
«Ho legato molto con lui. Oltre che un grande calciatore, confermo che è un ottimo cuoco. Venerdì scorso sono andato a cena da lui per il suo compleanno ed è stato strepitoso: ha cucinato scampi, capesante e baccalà mantecato, seguiti da un risotto al branzino eccellente», rivela Brevi con evidente soddisfazione.
Questi momenti di convivialità, apparentemente marginali, assumono invece un ruolo centrale nel processo di costruzione di un gruppo solido. Le cene, le occasioni di incontro al di fuori del contesto agonistico contribuiscono a cementare rapporti che poi si traducono in intesa sul campo, in quella capacità di comprendersi al volo che fa la differenza nei momenti decisivi delle partite.
La storia di Brevi racconta anche di un giovane calciatore capace di non trascurare la propria formazione culturale. Mentre il Treviso prosegue la propria marcia verso la promozione, Tommaso coltiva parallelamente il percorso accademico, dimostrando maturità e lungimiranza.
«Gli studi procedono, sono all'inizio dello sviluppo della tesi. Spero di laurearmi all'inizio della prossima stagione», confida il centrocampista, che sta completando il corso di laurea in economia. Una scelta che denota responsabilità e consapevolezza dell'importanza di costruirsi un futuro anche al di là del calcio giocato.
Sul fronte prettamente sportivo, però, non c'è tempo per rilassarsi. Il calendario propone ora l'appuntamento più atteso e potenzialmente decisivo della stagione: lunedì 2 marzo al Tenni arriverà la Union Clodiense, attualmente seconda in classifica. Sarà l'occasione per il Treviso di consolidare ulteriormente il proprio vantaggio oppure per la Clodiense di accorciare le distanze e riaprire i giochi per la promozione.
La preparazione di questo match cruciale è già iniziata, con la squadra di Gorini chiamata a confermare quella solidità e quella compattezza che finora hanno rappresentato i tratti distintivi di questa stagione. Il tecnico potrà contare su un gruppo che ha dimostrato di saper gestire le difficoltà, di reagire agli imprevisti come gli infortuni e di trovare sempre le risorse necessarie per non perdere il passo.
La sfida contro la Clodiense rappresenterà un test importante per verificare la maturità di questo Treviso e la sua effettiva capacità di mantenere i nervi saldi nei momenti di maggiore pressione. Ma se il segreto della capolista risiede davvero in quella coesione di gruppo descritta da Brevi, allora la squadra biancoceleste può affrontare con fiducia anche questo ostacolo.
In fondo, è proprio nei momenti decisivi che emerge il valore autentico di una squadra, quando la tecnica individuale da sola non basta e occorre attingere a qualcosa di più profondo: quello spirito di squadra che si costruisce giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento, ma anche attraverso una cena tra compagni o una parola di incoraggiamento dei veterani ai più giovani. Elementi intangibili, difficili da quantificare, ma che spesso fanno la differenza tra una buona squadra e una grande squadra.
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