Pesante sanzione disciplinare per l'Olbia Calcio 1905, che dovrà scontare una penalizzazione di due punti in classifica nella stagione sportiva in corso. A deciderlo è stato il Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare, che oltre alla decurtazione dei punti ha comminato al club gallurese un'ammenda di 5.000 euro e tre mesi di inibizione al dirigente Guido Alejandro Surace.

Le sanzioni rappresentano l'epilogo di una vicenda amministrativa che affonda le radici nelle difficoltà gestionali vissute dalla società nei mesi scorsi. Secondo quanto reso noto dal club, i provvedimenti disciplinari derivano da gravi irregolarità commesse durante la precedente amministrazione, con particolare riferimento alla mancata iscrizione al campionato dello scorso giugno 2025.

L'attuale proprietà, che ha assunto la guida della società in un secondo momento, ha definito la sanzione come "purtroppo attesa", sottolineando come le problematiche siano eredità diretta di una gestione ormai superata. In una nota ufficiale, il club ha evidenziato la gravità di quanto accaduto sotto la precedente dirigenza, un episodio descritto come frutto di "superficialità e inadeguatezza" che avrebbe potuto compromettere definitivamente l'esistenza della società sportiva.

La mancata iscrizione al campionato rappresenta uno degli adempimenti più gravi che una società professionistica possa omettere, mettendo a rischio non solo la partecipazione alla competizione ma l'intera continuità aziendale. L'episodio di giugno ha segnato uno dei momenti più difficili nella storia recente del club sardo, aprendo una fase di incertezza che solo l'intervento della nuova proprietà avrebbe poi risolto.

L'attuale dirigenza ha voluto rimarcare con fermezza la propria estraneità ai fatti contestati dal Tribunale Federale. Nella comunicazione diffusa alla stampa e ai sostenitori, la società ha ribadito di aver operato "con la massima trasparenza, collaborando pienamente con le autorità federali" nel corso dell'iter disciplinare. Una linea di condotta che l'Olbia Calcio intende mantenere anche per il futuro, nel tentativo di voltare definitivamente pagina rispetto a un passato problematico.

Nonostante il peso della penalizzazione, che influirà inevitabilmente sulla posizione in classifica della squadra, la società ha confermato il proprio impegno per il rilancio del progetto sportivo. L'obiettivo dichiarato è quello di proseguire nella ricostruzione tecnica e strutturale del club, superando gli ostacoli ereditati dalla precedente amministrazione e ridando credibilità a una piazza storicamente appassionata.

Il riferimento ai tifosi, nella nota ufficiale, non è casuale. La tifoseria dell'Olbia ha attraversato mesi di grande apprensione durante la fase più critica della crisi societaria, quando l'iscrizione al campionato appariva tutt'altro che scontata. Il sostegno del pubblico, rimasto costante anche nei momenti più difficili, è stato pubblicamente riconosciuto dalla dirigenza, che ha espresso gratitudine "per la fiducia e il sostegno incondizionato".

La penalizzazione di due punti si aggiunge alle difficoltà che la squadra sta affrontando sul piano sportivo in questa stagione. La decurtazione modifica gli equilibri della classifica e rende più complesso il cammino verso gli obiettivi prefissati a inizio anno. Tuttavia, dalla società filtra la determinazione a non farsi condizionare dalle conseguenze di scelte altrui, concentrando energie e risorse sul campo e sulla gestione ordinaria.

L'inibizione comminata a Guido Alejandro Surace per tre mesi rappresenta un ulteriore tassello del quadro sanzionatorio definito dal Tribunale Federale. Il provvedimento interdittivo impedirà al dirigente di svolgere qualsiasi attività nell'ambito federale per il periodo stabilito, configurandosi come una sanzione personale collegata alle irregolarità accertate.

La vicenda dell'Olbia Calcio si inserisce in un contesto più ampio che vede diverse società professionistiche italiane alle prese con difficoltà economiche e gestionali. Le normative federali impongono requisiti stringenti per l'iscrizione ai campionati, proprio per garantire la sostenibilità dei club e tutelare la regolarità delle competizioni. Il mancato rispetto di tali parametri comporta conseguenze che possono arrivare fino all'esclusione dal campionato, come dimostrano casi recenti nella storia del calcio italiano.

Per l'Olbia Calcio 1905, la sfida ora è duplice: da un lato recuperare i punti persi in campo attraverso prestazioni sportive convincenti, dall'altro consolidare una struttura societaria solida e affidabile, capace di garantire continuità al progetto. La nuova proprietà ha ereditato non solo le sanzioni ma anche la responsabilità di ridare credibilità a un marchio importante per il territorio gallurese.

La trasparenza rivendicata nei rapporti con le autorità federali costituisce un elemento su cui la dirigenza intende costruire il proprio percorso futuro. In un ambiente come quello del calcio professionistico, dove la correttezza amministrativa è condizione imprescindibile per la sopravvivenza stessa dei club, la collaborazione con gli organi di giustizia sportiva rappresenta un passaggio obbligato per chi intende operare nel rispetto delle regole.

Sezione: Serie D / Data: Mar 24 febbraio 2026 alle 20:00
Autore: Francesco Vigliotti
vedi letture
Print