Roberto Rambaudi, figura storica del calcio laziale, è intervenuto ai microfoni di RadioSei per tracciare un quadro del momento attuale della Lazio guidata da Maurizio Sarri, alla vigilia dell'incontro con il Torino, squadra che ha recentemente cambiato guida tecnica affidandosi a Davide D'Aversa.
L'ex calciatore biancoceleste ha innanzitutto dedicato un'analisi alla situazione della compagine granata, evidenziando come la rosa a disposizione del nuovo tecnico non rispecchi quella di una formazione destinata alle zone calde della classifica. "Il Torino non ha certo una rosa per lottare per la salvezza, ora dipende dall'impatto che avrà D'Aversa, che è un allenatore preparato, che ha empatia con i suoi calciatori", ha sottolineato Rambaudi, riconoscendo le qualità professionali e umane del tecnico subentrato sulla panchina piemontese.
Secondo l'ex centrocampista, la partita di domenica rappresenterà un banco di prova significativo per capire l'approccio della Lazio: "La gara di domenica dovremo vedere come l'affronterà la Lazio, che deve prendere il campionato come occasione per migliorarsi". Un'affermazione che lascia trasparire una visione critica del rendimento stagionale dei capitolini, chiamati a utilizzare ogni confronto come opportunità di crescita.
Rambaudi ha quindi approfondito la sua valutazione sul nuovo corso tecnico del Torino, esprimendo fiducia nelle capacità di D'Aversa: "D'Aversa per me ha le idee chiare su come valorizzare i suoi. Il problema lì è evidente: la difesa. Baroni voleva fare quello che ha fatto a Roma ma la qualità dietro è diversa". L'analisi tocca un nervo scoperto della formazione granata, identificando nel reparto arretrato il principale elemento di debolezza, con un riferimento implicito ai limiti strutturali rispetto ad altre realtà.
Ma è sulla situazione della Lazio che le parole dell'ex giocatore assumono toni più incisivi e preoccupati. Guardando alla prossima sessione di mercato, Rambaudi non ha dubbi su quale debba essere la priorità: "L'acquisto migliore per il prossimo anno? Sarà la soluzione a questa situazione". Una frase che sintetizza efficacemente la necessità di un intervento radicale per invertire la rotta.
L'ex calciatore ha poi affrontato il delicato tema dei possibili addii estivi, con particolare riferimento a due colonne della squadra come Alessio Romagnoli e Nicolò Rovella. Tuttavia, il suo ragionamento va oltre le singole permanenze: "Rimane difficile parlare oggi dei possibili saluti in estate di Romagnoli e Rovella: se dovessero rimanare, con questa situazione, cosa cambierebbe? Serve fare un cambio di passo per tornare a primeggiare".
Una riflessione che evidenzia come, al di là delle singole individualità, il problema sia sistemico e richieda una risposta complessiva. Rambaudi ha quindi espresso con chiarezza la sua visione per il futuro: "Mi piacerebbe vedere una squadra formata con delle idee chiare e allenata con lo stesso principio, per avere almeno la sensazione di poter crescere. O cambi proprietà o cambi testa".
Quest'ultima dichiarazione rappresenta forse il passaggio più forte dell'intervento, ponendo un aut aut netto: o un rinnovamento ai vertici societari o un profondo cambiamento di mentalità e approccio. Una posizione che riflette il malessere di chi, avendo vissuto da protagonista i momenti di gloria del club, fatica a riconoscere nella Lazio attuale quella capacità di competere ai massimi livelli che ne ha contraddistinto la storia.
Le parole di Rambaudi si inseriscono in un momento delicato per la società capitolina, chiamata a interrogarsi sulle proprie ambizioni e sulla direzione da intraprendere. La necessità di "idee chiare" e di un "principio" condiviso tra dirigenza, staff tecnico e squadra emerge come condizione imprescindibile per costruire un progetto vincente e sostenibile nel tempo.
La sfida contro il Torino, dunque, rappresenta molto più di una semplice partita di campionato: è l'occasione per la Lazio di dimostrare carattere, compattezza e quella fame di risultati che, secondo l'analisi dell'ex giocatore, sembra essere venuta meno nel corso della stagione. Solo con prestazioni convincenti e una direzione chiara sarà possibile ridare entusiasmo a una piazza che attende risposte concrete sul campo e fuori.
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