Il Lumezzane è la squadra rivelazione del girone A di Serie C. Dai margini della zona playout alla corsa playoff, passando per una striscia impressionante di tredici risultati utili di fila e una serie di derby vinti che hanno fatto la differenza. A guidare questa trasformazione è Emanuele Troise, che ai microfoni di 'A Tutta C' - programma trasmesso da TMW Radio e iL61 - ha analizzato il percorso della sua squadra e gli obiettivi futuri.
Definito "mister derby" per i risultati ottenuti contro le altre bresciane, Troise non si sottrae al complimento ma preferisce allargare il merito: "Nessuna offesa, anzi grazie. È un bel riconoscimento e avvalora quello che è stato fatto soprattutto da tutto l'ambiente. A livello territoriale sappiamo quanto conti la storia di una squadra come il Lumezzane. Confrontarsi con realtà come Brescia ha un significato che lascia traccia del lavoro fatto dai ragazzi e di tutto l'ambiente".
L'allenatore sottolinea come questo percorso sia frutto di uno sforzo collettivo: "È un percorso bello, che sta continuando e deve essere confermato. Ben vengano questi attestati, ma vanno detti a tutto l'ambiente, soprattutto alla gratificazione di un club che mette a disposizione risorse – con al capo il patron Camozzi – e dove tifosi e comunità di Lumezzane sono la gratificazione più grande per quello che cerchiamo di mettere in campo domenica dopo domenica".
L'avventura di Troise sulla panchina del Lumezzane è iniziata alla quinta giornata di campionato, con un esordio che non poteva essere più significativo: la vittoria per 2-0 nel derby contro l'Ospitaletto. Da quel momento, la squadra ha inanellato risultati straordinari, consolidando una posizione che sembrava compromessa.
Sul momento dell'incontro tra lui e il club, il tecnico riflette: "Quando si parla di scintilla sono d'accordo: è scattata subito. Non c'è una spiegazione unica o un elemento chiave. Di sicuro l'impatto con l'ambiente è stato decisivo. L'esordio con la presentazione della squadra davanti a tutta la comunità di Lumezzane mi ha fatto capire che c'erano i presupposti per fare un buon lavoro".
La conferma è arrivata nelle settimane successive, come spiega l'allenatore: "Questo è stato confermato dalle settimane successive, soprattutto dalle risorse umane a disposizione: la squadra e l'ambiente che la circondava. L'equilibrio che ha accompagnato questo percorso – non tutto in discesa, perché dopo due vittorie iniziali ci sono state tre sconfitte – ci ha permesso di non deviare dalla strada intrapresa, di credere e insistere nonostante i risultati".
Il percorso non è stato lineare, ma proprio questa capacità di mantenere la rotta anche nei momenti difficili ha fatto la differenza. Troise evidenzia: "Le prestazioni dimostravano che era la strada giusta e col tempo abbiamo avuto ragione. Arrivare a 39 punti non era scontato. Vediamo anche ad alti livelli quanto sia complicato uscire da un momento difficile quando si inceppa qualcosa".
Il presente è motivo di soddisfazione, ma il futuro offre nuove opportunità: "Da quella scintilla è nata grande soddisfazione per essere arrivati a questo punto e grande fiducia: questi 39 punti ci danno l'ennesima opportunità per confermarci e magari andare verso qualcosa di diverso".
Sulla continuità di rendimento, elemento cruciale in un calcio italiano che notoriamente concede poca pazienza agli allenatori, Troise è consapevole: "Sicuramente la continuità di rendimento è un fattore importante, soprattutto per gli allenatori, nel calcio italiano. Sia in Serie A, in B o in C, dalle nostre parti tanta pazienza purtroppo non c'è".
Per Troise si tratta di un ritorno in un girone conosciuto, dopo esperienze al Mantova e successivi impegni nei gironi C (Cava) e B (Rimini e Arezzo). Il suo giudizio sul girone A è netto: "Sicuramente un girone dove c'è una squadra che ha fatto campionato a sé, il Vicenza. Per il resto mi sembra molto equilibrato. Equilibrato e difficile come gli altri due: non c'è differenza".
L'allenatore respinge l'idea che esistano gironi più facili: "Molte volte si dice che un girone sia più facile dell'altro, ma assolutamente no. Ogni girone ha le sue caratteristiche. Il girone A sotto l'aspetto ambientale ha qualcosa in meno, però ti permette di valorizzare di più i tanti giovani che fanno parte degli organici, di lavorare con più equilibrio a cospetto del risultato perché ti aspettano un po' di più, essendo piazze equilibrate".
Un contesto che favorisce anche il lavoro tecnico: "Ho trovato anche tecnici che riescono a esprimersi di più, perché probabilmente hanno qualche settimana in più rispetto ad altre piazze dove c'è meno tempo per lavorare. Ambienti un po' più tranquilli, giovani che possono crescere, grandi confronti tecnici. Questo fa sì che l'equilibrio di cui parlava sia reale: nessuna partita è scontata, i risultati sono figli di grande equilibrio e di dettagli".
Il prossimo impegno rappresenta un test importante: domenica il Lumezzane affronterà in trasferta il Trento, quarta forza del campionato e reduce da quattro vittorie consecutive. Troise inquadra così la partita: "Partita stimolante, di grande confronto sotto l'aspetto calcistico. Incontriamo una squadra che gioca bene, è ben allenata, di grande rispetto. All'andata abbiamo dovuto faticare tantissimo per raccogliere un punto".
L'approccio resta equilibrato, con i piedi per terra: "Allo stesso tempo è un bel banco di prova: a distanza di un girone capire dove siamo arrivati è di grande stimolo. Non perdendo di vista che abbiamo 39 punti, ci mancano ancora 10 partite e qualcosa per l'obiettivo salvezza. Dobbiamo portare in campo quell'aspetto che ha pagato più di ogni altra cosa: la coesione, una squadra disponibile in tutte le fasi del campionato e in tutte le circostanze di ogni partita".
La sfida rappresenta anche un'occasione di crescita: "L'altra parte stimolante è avere l'opportunità di confronto per consolidare quello che abbiamo dimostrato finora. I numeri vanno letti con la giusta proporzione, ma il nostro percorso parla di un andamento che può essere confermato. Il Trento è una tappa di questo discorso: una squadra che ha sempre giocato nelle prime 5-6 posizioni. Dobbiamo andare lì con tanta motivazione e stimoli in termini di confronto con una squadra importante".
Tra i protagonisti della rinascita rossoblù spicca Matteo Ferro, classe 2004 cresciuto nel settore giovanile del Brescia. Su di lui Troise esprime parole di grande stima: "La cosa che mi ha sorpreso di più è che un giocatore molto intenso, con capacità condizionali forse superiori alla media, se non alla categoria. Sotto l'aspetto tecnico, nel reparto offensivo può interpretare più ruoli: seconda punta, all'inizio con me anche prima punta, esterno. È molto duttile".
Ma è l'aspetto caratteriale a colpire maggiormente l'allenatore: "Sotto l'aspetto umano, nonostante sia un 2004, è un veterano: per come si allena, per come si rende disponibile. Ha la capacità di giocare sia dall'inizio sia entrando a partita in corso nel calcio moderno, cioè spaccare le partite e mettere in difficoltà qualsiasi avversario".
Sul futuro del giovane attaccante, Troise è cauto ma ottimista: "Dove può arrivare? Dipende da quello che riuscirà a raccogliere rispetto a quello che produce. Produce tantissimo anche in termini di occasioni: nell'ultima partita che ha giocato si è procurato due occasioni praticamente da solo ma ne ha raccolte zero. Per un attaccante diventa fondamentale determinare i numeri".
Il tecnico conclude con un auspicio: "Mi auguro per il ragazzo che, come si allena, per la mentalità e la disponibilità che ha – un allenatore ne vorrebbe almeno 4-5 così – possa raccogliere qualcosa in più migliorando quei fondamentali che potrebbero alzare la sua media gol e assist: primo controllo, scelte, finalizzazione".
La storia del Lumezzane continua, con la consapevolezza che il percorso è ancora lungo ma la direzione è quella giusta. La squadra di Troise ha dimostrato che con coesione, lavoro e il sostegno di un'intera comunità, anche le situazioni più complicate possono trasformarsi in opportunità di crescita.
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