Sefano Stefanelli ha scelto l'azzurro come colore della sua nuova avventura professionale. Il direttore sportivo dell'Empoli, nominato di recente dopo l'esperienza nell'area scouting della Juventus, ha illustrato ai microfoni di Rai Radio 1 Sport i suoi obiettivi e la visione per il club toscano.
Classe 1979, Stefanelli rappresenta la nuova generazione di dirigenti che sta emergendo nel panorama calcistico italiano. Un volto giovane ma non inesperto, che unisce il bagaglio dell'esperienza sul campo – dalle giovanili del Napoli fino alla carriera da calciatore – a quello maturato negli uffici dei grandi club. «È una carica fresca, anche per certi versi inaspettata. Sono felice di questo incarico e della chiamata, ma è ancora tutto molto recente», ha dichiarato il dirigente, ancora in fase di ambientamento nel suo nuovo ruolo.
L'azzurro, tonalità ricorrente nel suo percorso professionale, torna a caratterizzare la quotidianità di Stefanelli. «Sì, è vero, è un colore che torna e sono felice di rappresentarlo», ha confermato, sottolineando con discrezione il legame cromatico che unisce diverse tappe della sua carriera.
Nonostante la giovane età per un ruolo di tale responsabilità, il nuovo direttore sportivo azzurro ha voluto rendere omaggio a chi lo ha preceduto: «Fa piacere parlare di giovani dirigenti, ma è giusto riconoscere il valore dei direttori sportivi che hanno portato in alto il nostro calcio. Da loro c'è sempre da imparare».
Arrivato nella finestra invernale, Stefanelli ha le idee chiare su ciò che attende l'Empoli nel breve periodo. Niente speculazioni sul mercato o proclami ambiziosi, ma un approccio pragmatico incentrato sul presente. «Quest'anno dobbiamo chiudere bene la stagione, in sicurezza e con serenità, continuando a crescere. Sono qui da poco, ma ho percepito subito l'importanza dell'Empoli e la qualità del lavoro che si fa in questo club: metodologia, cultura e professionalità. Abbiamo una rosa con un'età media bassa, che è una prerogativa della società. Dobbiamo consolidarci: i margini di crescita sono ampi», ha spiegato il dirigente.
La gioventù dell'organico rappresenta al contempo un punto di forza e un'area di miglioramento. Nelle ultime settimane, infatti, la squadra ha faticato a tradurre le prestazioni in risultati concreti. «È vero, una squadra giovane può peccare in alcuni momenti di scaltrezza o cattiveria. Veniamo da una serie di risultati non positivi, ma probabilmente avremmo meritato qualcosa in più. Le prestazioni ci sono state: con un pizzico di energia e furbizia in più avremmo potuto portare a casa qualche punto», ha ammesso Stefanelli, individuando nella maturità tattica ed emotiva il principale margine di miglioramento.
Un segnale incoraggiante è arrivato dal recente pareggio conquistato sul campo del Frosinone, una delle compagini più organizzate e strutturate del campionato. «Abbiamo fatto una partita importante contro un avversario di grande livello, con un'identità tecnica e tattica ben precisa. Onore a loro, ma merito anche nostro per la prova disputata», ha commentato il direttore sportivo, evidenziando la capacità della squadra di confrontarsi alla pari con realtà più consolidate.
Sul fronte tecnico, Stefanelli ha espresso piena fiducia in Alessio Dionisi, allenatore che conosce bene l'ambiente empolese per averlo già guidato in passato con risultati positivi. «Alessio qui ha già ottenuto risultati importanti. Il fatto che abbia accettato di tornare, lavorando con una squadra giovane ma con potenzialità, dimostra il suo legame con questa realtà. Da parte mia c'è massima disponibilità a proseguire insieme e continuare a crescere», ha affermato il dirigente, sottolineando l'importanza della continuità nel progetto tecnico.
Tra i protagonisti della stagione spicca Stiven Shpendi, attaccante sempre più decisivo in zona gol. Per Stefanelli, che lo ha già allenato in passato durante l'esperienza al Cesena, il giocatore rappresenta una risorsa fondamentale. «Me lo auguro possa essere trascinatore fino alla fine. L'ho già avuto a Cesena, quindi con me sfonda una porta aperta: è un giocatore importante e un ragazzo speciale. Ha grandi margini di crescita. Intanto ce lo teniamo stretto, poi il futuro si vedrà», ha dichiarato, lasciando aperta ogni possibilità senza sbilanciarsi su scenari di mercato.
La strada tracciata da Stefanelli appare chiara: consolidare la categoria con una gestione oculata delle risorse, valorizzare i giovani talenti e costruire un'identità solida. Un approccio che rispecchia la filosofia storica dell'Empoli, club da sempre capace di coniugare sostenibilità economica e competitività sportiva. Il direttore sportivo azzurro ha ereditato una struttura che funziona e che ora punta a fare il definitivo salto di qualità, mantenendo i piedi per terra ma con lo sguardo rivolto al futuro.
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