Si chiude una delle storie più lunghe e luminose del calcio internazionale. Cristiano Ronaldo, 41 anni, ha comunicato la rinuncia definitiva alla maglia del Portogallo attraverso un video dal tono emotivo, diffuso sul proprio profilo Instagram. Il messaggio si apre con un indirizzo diretto ai connazionali: "Al popolo portoghese: è giunto il giorno di restituire la maglia numero sette della nazionale, che appartiene a tutti noi".

L'addio giunge al termine di settimane turbolente. Nei giorni scorsi l'attaccante aveva lasciato il ritiro della selezione lusitana, impegnata a Copenaghen in vista della sfida di Nations League contro la Danimarca, dopo aver appreso di non far parte della formazione titolare. Fu lo stesso giocatore a darne conto sui social, spiegando di aver maturato la scelta dopo la conferenza stampa del commissario tecnico Jorge Jesus e un colloquio con il presidente della Federcalcio portoghese. In quel messaggio aveva aggiunto: "A tempo debito dirò la verità a tutti i portoghesi sulle ragioni che hanno motivato la mia uscita dalla Nazionale, alla quale mi sono sempre dedicato".

La vicenda aveva avuto immediate conseguenze sul piano disciplinare: la Federazione aveva infatti disposto nei suoi confronti una sospensione di 30 giorni. Un provvedimento che, a distanza di poco tempo, lascia ora spazio a una decisione di ben altra portata, destinata a segnare la conclusione di un'epoca lunga ventitré anni in maglia lusitana.

Nel video d'addio, Ronaldo ripercorre il senso del proprio cammino con la nazionale e si assume anche la responsabilità delle proprie imperfezioni. "Volevo vincere, volevo essere il migliore, volevo fare la storia", afferma il fuoriclasse, che prosegue riconoscendo i passi falsi lungo il percorso: "Ho commesso anche errori, ma non ho mai mollato".

Le parole scelte dal capitano restituiscono l'immagine di un atleta che rivendica la propria ambizione senza rinnegare le ombre di una carriera vissuta sempre al massimo. Il riferimento alla maglia numero sette, definita patrimonio collettivo, suggella il legame con un Paese che per oltre due decenni ha riconosciuto in lui il proprio simbolo sportivo.

Con questo annuncio si chiude dunque, nel segno di un commiato dai toni personali e privi di polemica esplicita, la parentesi internazionale di uno dei protagonisti assoluti del calcio contemporaneo.

Sezione: Attualità / Data: Gio 05 novembre 2026 alle 14:25
Autore: Mariachiara Amabile
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