Si chiude con un trofeo in mano e la gratitudine di un'intera città l'esperienza di Thiago Silva al Porto. Sei mesi, un titolo conquistato e una pagina di storia scritta prima di lasciare nuovamente il calcio europeo a contratto scaduto. Il difensore brasiliano, tra i più forti della sua generazione, ha scelto i canali ufficiali del club portoghese per congedarsi con parole cariche di emozione e riconoscenza.
«I tifosi del Porto saranno sempre con me e spero di aver lasciato un segno su di loro», ha dichiarato Silva, ripercorrendo mentalmente i mesi trascorsi in riva al Douro. «Ripenso agli incredibili momenti che abbiamo vissuto insieme e questo titolo che è uno dei più importanti della mia vita. Non è un addio, ma un arrivederci».
Una separazione dolce, dunque, tutt'altro che una rottura. L'ex difensore del Milan — tra le tante maglie illustri indossate nel corso di una carriera straordinaria — non ha nascosto la sorpresa per l'intensità di un'avventura che, almeno nelle aspettative iniziali, avrebbe potuto rivelarsi una semplice parentesi.
«Questi mesi qui mi dicono che ne è valsa la pena, tutto è stato incredibile e ho avuto un piacere immenso a vestire questa maglia», ha proseguito il brasiliano, aggiungendo una nota di stima verso il gruppo: «La squadra merita molto di più di quanto ha vissuto quest'anno».
Al di là del risultato sportivo, Silva ha voluto sottolineare la dimensione umana e professionale del suo passaggio a Porto. Un periodo che definisce di vera maturazione, non soltanto atletica.
«Voglio ringraziare tutti per l'affetto, l'ammirazione e il rispetto che mi hanno dimostrato negli ultimi mesi. Sono stati periodi interessanti per me, di crescita personale e professionale, di apprendimento sul calcio con mister Farioli e il suo staff tecnico».
Il riferimento al tecnico restituisce l'immagine di un veterano ancora capace di mettersi in discussione e assorbire nuovi insegnamenti, nonostante un palmarès che pochi possono vantare.
Particolarmente toccante il ricordo dei festeggiamenti per la vittoria del titolo, vissuti con un entusiasmo che lo stesso Silva ammette di non avere anticipato: «Se dicessi che mi aspettavo di vivere tutto questo, mentirei. Questa vittoria mi dà un'enorme soddisfazione e non mi sarei mai immaginato una festa come questa, una giornata indimenticabile».
A colpire il difensore non è stato soltanto il calore popolare, ma anche la compostezza dimostrata dai tifosi durante i festeggiamenti: «Anche se avevo già vinto dei titoli in passato questo rientra fra i più importanti a livello di celebrazione e per il comportamento della gente, visto che non c'è stato nessun tafferuglio o battibecco in tutto il percorso del corteo».
Inevitabile, infine, la domanda sul domani. Thiago Silva non si sbilancia, ma lascia aperta ogni porta — compresa quella di un eventuale ritorno, magari in veste diversa da quella del calciatore.
«Tornare fra 20 anni? Non sappiamo mai cosa ci riservi il futuro, ma di certo mi piacerebbe lavorare nei club in cui ho passato dei momenti felici», ha risposto il brasiliano con un sorriso velato di nostalgia. «Tutto accadrà però a suo tempo, proprio come il mio ritorno da giocatore».
Un ritorno — quello al Porto — che Silva consegna alla storia con evidente soddisfazione: «Sono tornato e ho chiuso un capitolo in maniera vittoriosa, sono tornato e ho lasciato la mia immagine nella storia di questo club».
Parole che suonano come un sigillo. Thiago Silva lascia il Porto da vincitore, con la coscienza di chi sa di aver dato e ricevuto in egual misura. L'Europa lo saluta ancora una volta, in attesa di scoprire quale sarà il prossimo capitolo di una carriera che ha saputo reinventarsi fino all'ultimo.
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