In trepidante attesa del futuro del calcio italiano, tenuto in sospeso dal vertice sino alla base dai decreti governativi di distanziamento sociale per attenuare l'emergenza coronavirus che tiene a casa tutti gli italiani e fermato tante attività lavorative, è importante il messaggio lanciato dal presidente del Comitato Regionale Sardegna, Gianni Cadoni, intervenuto nella diretta facebook di "Toc, Toc Sardegna" per parlare del presente e dell'immediato futuro del calcio sardo.
Calcio sardo in salute. «Quello che è accaduto, per tanti motivi, è stato un peccato. Il calcio sardo godeva e gode di ottima salute. Si stava facendo una stagione molto bella, in tutte le categorie, dall'Eccellenza sino alla Terza, si sono giocati campionati molto combattuti ma, a 2/3 del percorso, è venuto fuori questo incubo inaspettato e mai immaginato. Ci siamo dovuti fermare e, tra l'altro, siamo stati i primi ad aver sospeso i campionati, ancor prima della Lnd e del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri».
L'intervento dell'SGS. «Sono stati sospesi i campionati nazionali del Settore Giovanile Scolastico ma non quelli regionali facenti capo alla Lega Nazionale Dilettanti che ancora deve esprimersi su quello che sarà il futuro di questa stagione sportiva. In questi anni abbiamo fatto dei grandi passi in avanti rimodulando i campionati giovanili. Abbiamo portato una ventina di ragazzi nei campionati nazionali, abbiamo investito tanto con le Rappresentative Provinciali, che hanno permesso di poter valutare e visionare i ragazzi non ancora in età di rappresentativa avendo lavorato sull'annata precedente a quella in corso. Penso che si sia fatto un grande lavoro. Il grande merito è dei dirigenti, di chi investe tempo e passione e di chi diventa un punto importante non soltanto sportivo ma anche sociale per tanti ragazzi della Sardegna. Sono fiducioso, il movimento è assolutamente sano, sereno e tranquillo».
Sicurezza dei tesserati. «La nostra speranza è quella di poter finire i campionati, chiaramente se ci saranno le condizioni di sicurezza per i nostri tesserati. Questa è la base per poter ipotizzare di terminare. E noi vorremmo terminare perché pensiamo che il campo sia l'unico vero punto fermo affinché si possa dire che i campionati si siano giocati completamente. Così speriamo che lo sia anche quest'anno, ma se non lo sarà dovremo fare altre valutazioni. Aspettiamo che la Commissione sanitaria e il governo ci facciano capire quali saranno i protocolli per poter proseguire la stagione in questa fase. Per noi è evidente e troppo importante aspettare queste imposizioni, una volta che avremo ottenuto il no o il sì a poter proseguire la stagione a quel punto faremo delle valutazioni».
Non perdere la lucidità. «Sento spesso e volentieri qualche piccolo segnale di alcuni dirigenti che chiedono a gran voce che vengano bloccati i campionati e che io, quindi, debba dire stop affinché la Sardegna non giochi più. Ma noi siamo ovviamente legati alla Lnd e non possiamo fare diversamente dalle altre regioni. Perciò ci vuole un attimino di pazienza e attesa, non bisogna perdere la lucidità. Ripeto che il punto saliente è che la salute viene prima di tutto, pertanto, se abbiamo le garanzie di poter proseguire sia in ambito giovanile che non giovanile proseguiremo, sennò ci fermeremo»
Sostegno alle società. «Abbiamo fatto un grande lavoro in questi anni per far sì che il numero delle società sportive regionali potessero aumentare. Siamo una delle poche Regioni che ha concluso col segno + il saldo tra i club iscritti e i club che si sono fermati. Abbiamo dato un punto fermo e importante in senso positivo, chiaramente siamo vicinissimi ai dirigenti, sappiamo benissimo quali sacrifici fanno per mantenere le proprie squadre. Questa emergenza sanitaria è evidente che porterà tanti imprenditori che sostenevano le nostre società sportive ad avere delle difficoltà, ma faremo sempre quello che abbiamo fatto sia negli altri anni e, in particolare, in questo. Da quando esiste il Comitato Regionale Sardegna abbiamo distribuito circa 1.200.000 euro a tutte le società sportive, sono dei contributi importanti e non 4 spiccioli. Per cui il sostegno l'abbiamo già dato e posso permettermi di pronunciare che daremo lo stesso contributo anche l'anno prossimo».
Il pressing della Lnd sul governo. «Il motivo del perché si sta aspettando nel decidere determinate cose è dovuto al fatto che il presidente Sibilia sta lavorando in ambito governativo per fare capire l'importanza del movimento calcistico dilettantistico e fare in modo di trovare risorse importanti per le nostre società sportive. A ciò che farà il Comitato Sardegna, così come per l'anno scorso, potremo probabilmente abbinare qualcosa di importante che arriverà dalla Lnd. Siamo vigili e attenti e non bisogna perdere la lucidità, la salute viene prima di tutto, dobbiamo pensare all'oggi ma anche al domani e a come poter sostenere le nostre società sportive».
Il piano B alla chiusura dei campionati. «Faccio parte di un consiglio direttivo nazionale composto da 20 presidenti regionali e uno nazionale, Cosimo Sibilia, che ha fatto benissimo in questi anni. Sarà un motivo di confronto, in una riunione straordinaria fissata per lunedì, nella quale decideremo se andare avanti o meno. Non abbiamo ancora preso in considerazione il piano B perché abbiamo sempre pensato che fosse giusto terminare i campionati. Dobbiamo vedere i protocolli che cadranno sul calcio dilettantistico e quali saranno i doveri delle nostre società per poter riprendere a giocare. Dopo che arriveranno, noi prenderemo una decisione. Io ho le mie idee su come finire, siamo arrivati a 2/3 di campionato e credo che dire che si sia scherzato non è giusto. Non ho avanzato ipotesi ma mi confronterò coi dirigenti sportivi delle varie categorie per capire qual è il termometro e le loro idee ma poi starà a me decidere nel rispetto massimo di tutti e anche di chi ha fatto i due terzi del campionato».
Autore: Redazione NotiziarioCalcio.com
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