Un momento d'oro, una classifica che sorride e un progetto tecnico che sta dando i suoi frutti, sia nel presente che in ottica futura. Il Milazzo si gode il suo magic moment, culminato con la prestigiosa vittoria interna contro una corazzata costruita per vincere come il Savoia. Una partita perfetta che ha proiettato i rossoblù a quota 42 punti, mettendo di fatto in ghiaccio la salvezza e aprendo scenari impensabili a inizio stagione.
Per fare il punto della situazione in questo caldissimo rush finale, la redazione di NotiziarioCalcio.com ha contattato in esclusiva il direttore sportivo del Milazzo, Vittorio Strianese, vero e proprio architetto di questa squadra.
Inevitabile partire dal successo di prestigio contro i campani, arrivato dopo un fisiologico momento di flessione. «Battere una squadra storica e una corazzata come il Savoia è stato motivo di grande soddisfazione per i ragazzi, che hanno fatto una prestazione grandissima», esordisce Strianese. «Non era facile, affrontavamo una squadra costruita per la vittoria finale. Noi venivamo da due sconfitte consecutive (contro Ragusa ed Acireale, ndr), poi avevamo ripreso a fare punti pareggiando a Gela. Contro il Savoia la squadra ha ritrovato la ferocia e la cattiveria che ci ha sempre contraddistinto. Per batterli dovevi fare la partita perfetta, e ci siamo riusciti».
Un ruolo fondamentale, sottolinea il diesse, lo ha giocato il tifo amico: «Il nostro pubblico ci ha incitato fino alla fine, in casa sono la nostra arma in più. Sul nostro campo è difficile per chiunque fare risultato». Strianese, inoltre, non dimentica il ruolo determinante della componente societaria: «I risultati non vengono per caso, sono il frutto di un lavoro collettivo che parte dalla società che è sempre presente e cerca di non far mancare mai nulla allo staff tecnico e alla squadra. Senza una società così alle spalle, sarebbe tutto molto più complicato».
Con 42 punti in classifica, mancano davvero pochi punti per il conforto dell'aritmetica salvezza, ma guardando in alto, la zona playoff dista appena quattro lunghezze. Il Milazzo ha tutto il diritto di sognare. «La salvezza oramai è acquisita, ma noi vogliamo fare ancora di più. Vogliamo regalare altre soddisfazioni alla città, alla società e a una tifoseria sempre presente. Sognare di arrivare in una posizione di classifica che nessuno avrebbe mai immaginato a inizio anno sarebbe un traguardo fantastico».
Piccolo fuoriprogramma per il calendario dei siciliani. La sfida prevista per domenica sul campo dell'Enna non si giocherà: «L'Enna ha due giocatori convocati in Nazionale (col Ciad, ndr) e ha chiesto il rinvio» precisa Strianese. «Domenica riposeremo e torneremo in campo giovedì prossimo, in casa, contro la Vigor Lamezia. Affronteremo una squadra difficile, ben organizzata, che ultimamente ha battuto anche la Reggina. Mi aspetto che il Milazzo dimostri ancora una volta il suo grande valore tecnico e umano».
Il capolavoro di Strianese non si ferma però alla classifica della prima squadra. Il lavoro di scouting e valorizzazione del vivaio sta portando il Milazzo all'attenzione del calcio professionistico. Una visione a lungo termine che inorgoglisce il direttore sportivo: «Stiamo lavorando tanto per il futuro. Basti pensare che nelle ultime tre partite abbiamo schierato a centrocampo Nicholas Chiappetta, un ragazzo classe 2009 mandato in campo dal mister con grande coraggio, che può rappresentare un patrimonio per il nostro futuro».
Ma la vera gemma del mercato e della programmazione rossoblù è Gabriele Pio Greco: «Non dimentichiamoci che quest'anno abbiamo avuto un nostro giocatore convocato nella Rappresentativa Serie D U18 per il prestigioso Torneo di Viareggio. Greco è finito sotto i riflettori ed è attualmente visionato da società professionistiche di Serie B. Abbiamo lavorato per il presente, ma stiamo gettando basi solidissime anche per il futuro del Milazzo».
Insomma, idee chiare, conti in ordine e campo che parla da solo: il Milazzo di Vittorio Strianese è una delle realtà più belle di questo campionato. E il bello, forse, deve ancora venire.
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