Una delle squadre neopromosse in Serie C che, numeri alla mano, sta facendo bene è certamente il Forlì del tecnico Alessandro Miramari. Chi ha seguito, da tifoso o da appassionato, le gesta della squadra romagnola autrice di una cavalcata sontuosa la passata stagione in Serie D, non poteva che sperare che quel gioco e quella filosofia di calcio fossero riproposte, con le dovute "proporzioni", anche in Lega Pro.
E sembra proprio che Miramari anche stavolta stia facendo un lavoro importanti insieme al club, allo staff tutto e, naturalmente, ai suoi ragazzi. Per parlare dei biancorossi abbiamo contattato Matteo Tartaretti, giornalista di ForlyToday.
Dopo otto giornate di campionato, come secondo lei la matricola Forlì si sta acclimatando al campionato di serie C?
«Si, sta iniziando ad acclimatarsi. Non è facile, perché può ancora cadere ma questo probabilmente è dettato anche dallo spirito dell'allenatore del Forlì. Se ci si fa caso infatti ad oggi, dopo otto giornate, i biancorossi o hanno vinto o hanno perso. Questo è un po' lo spirito che da questo allenatore dall'anno scorso. Le gare rimangono aperte, difficilmente trova un pareggio e qualche volta può accadere di perdere anche immeritatamente ed allora sembra che non si sia ancora abituato alla categoria. In realtà, la squadra, a parte la sconfitta di Rimini dove ha espresso il suo peggior calcio, nelle altre gare ha dimostrato di poterci stare in categoria. Sia con Arezzo, sia col Ravenna, ma anche con la Sambenedettese, col Gubbio, dove ha perso, si è sempre giocato la partita. Paga forse un po' lo scotto perché se in questa categoria sbagli, vieni punito».
Rispetto allo scorso campionato, forse è la proposta offensiva che in questo avvio è stata meno efficace?
«Sicuramente si è alzato il livello della categoria. Le difese sono più strutturare, c'è più fisicità rispetto alla D ed è più difficile fare gol. Il dato balza agli occhi di tutti: il Forlì non ha segnato tantissimo ad oggi. Va detto però che ci sono stati diversi cambi, a causa di qualche indisponibilità qualcuno ha dovuto ripiegare in ruoli non a lui congeniali. Faccio gli esempi di Farinelli e Macrì che per alcune partite hanno giocato per necessità come mezzali e non come punte che è il loro ruolo ideale. Sicuramente il livello è cresciuto e non va dimenticato che per molti giocatori questo è il primo campionato di serie C, quindi anche loro devono ambientarsi e fare il salto di categoria, diciamo così».
Sabato i biancorossi ospitano la Ternana che ha un punto in più ma come numeri praticamente è molto assimilabile al Forlì. Che sfida si aspetta e se pensi che ci possa essere un fattore a far pendere la bilancia del risultato da una parte o dall'altra?
«Mi aspetto una gara aperta perché la Ternana sicuramente deve rialzarsi perché ha avuto un inizio di stagione difficile sia in campo ma soprattutto fuori. Parliamo di una realtà solida, consacrata, che appena qualche mese fa si giocava la finale col Pescara per salire in Serie B. Credo, quindi, che verrà a Forlì per giocarsela a viso aperto proprio perché vuole dimostrare il proprio livello. Ed i biancorossi, dal canto loro, non aspettano altro perché preferiscono affrontare questo tipo di squadre proprio per ribattere colpo su colpo».
In questo momento il Forlì è in zona play-off, è questo l'obiettivo del club oppure da matricola resta quello di centrare la permanenza in categoria nel più breve tempo possibile?
«Da esterno vien da dire: "prima salviamoci e poi vediamo cosa si può fare di bello". Però, se ho intuito bene le parole di Miramari fin dalla fine della scorsa stagione e da inizio di questa... lui ha sempre detto che giocarsi un campionato con l'obiettivo solo di salvarsi non è un qualcosa che gli dà la carica. Lui vuole cercare di fare il meglio, ed il meglio per Miramari non è solo la salvezza ma cercare di fare quello step in più che sarebbero i play-off considerato che ci vanno le prime dieci. Quindi è sicuramente un obiettivo che al momento può essere alla porta, poi il campionato è lunghissimo e diciamo che parlare ora può sembrare eccessivamente ottimistico. Di certo Miramari punta a fare il massimo ed il massimo per lui sarebbe agguantare i play-off. Personalmente, poi, in quarantuno anni non ho mai visto una pagina di giornale con su scritto "Il Forlì ai play-off per la Serie B", quindi già il fatto di arrivarci sarebbe qualcosa di grandioso e significherebbe che da matricola il Forlì avrebbe fatto un campionato incredibile».
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