Vincenzo Vivarini ha rotto il silenzio dopo il suo ritorno sulla panchina del Bari. Il tecnico abruzzese, che ha rescisso il contratto con il Pescara per abbracciare nuovamente il progetto del club pugliese, ha rilasciato le prime dichiarazioni ufficiali da quando ha sostituito Fabio Caserta alla guida tecnica della squadra.
Le parole dell'allenatore, riportate da TuttoBari, tradiscono un mix di entusiasmo e consapevolezza delle difficoltà che attendono lui e la sua squadra in un momento delicato della stagione. "Al richiamo del Bari non si può dire di no. Chiaro che vorrei portare entusiasmo e risultati. In questo momento sono cosciente delle difficoltà che ci sono, ci si butta nel lavoro e speriamo di uscire subito da questa situazione di difficoltà", ha affermato Vivarini, sottolineando il legame speciale che lo unisce alla piazza pugliese.
Nel corso della conferenza stampa, il nuovo allenatore biancorosso non ha mancato di rivolgere un pensiero al suo predecessore, mostrando rispetto per un collega che ha pagato con l'esonero i risultati negativi delle ultime settimane. "Approfitto per salutare Caserta: il mondo del calcio è fatto di queste cose qui, bisogna essere più forti", ha dichiarato, riconoscendo le dure leggi che governano il mondo del pallone.
La situazione che Vivarini si trova ad affrontare richiede interventi immediati. Il margine temporale per lavorare con la squadra è ridotto al minimo e questo condiziona inevitabilmente l'approccio del tecnico, che ha chiarito quali saranno le priorità immediate. "Abbiamo pochissimo tempo per lavorare. Effettivamente è il momento di parlare poco e lavorare il più possibile. Ci siamo buttati in questa avventura consapevoli di questo. Abbiamo già avuto modo di mettere in evidenza le criticità, adesso bisogna risolvere", ha spiegato l'allenatore, delineando un programma che privilegia l'operatività alla teoria.
Uno dei passaggi più significativi dell'intervento di Vivarini ha riguardato la pesante sconfitta subita contro l'Empoli, conclusasi con un netto 5-0 che ha evidenziato tutte le fragilità della formazione pugliese. Il tecnico ha voluto contestualizzare quella prestazione, spiegando come i tempi ristretti abbiano inevitabilmente condizionato la preparazione. "Il 5-0 contro l'Empoli? Avevo fatto due allenamenti, ci eravamo più che altro conosciuti. Ho chiesto loro un aspetto importante: la fase del non possesso. Cercavo di capire chi avevo di fronte", ha raccontato, descrivendo le difficoltà iniziali di un rapporto appena avviato con il gruppo.
Nonostante le circostanze sfavorevoli, l'allenatore ha individuato alcuni elementi positivi nella prima parte della gara contro i toscani, elementi su cui ha deciso di lavorare nei giorni successivi. "In questi ulteriori giorni abbiamo lavorato sui primi 40 minuti di Empoli: lì abbiamo tenuto certe consegne lavorando su quei due concetti che si sono potuti dare. Nei primi 40 minuti c'è stato un senso, una logica, abbiamo cercato di fare quello che bisogna fare sempre", ha precisato Vivarini, evidenziando come la squadra sia stata capace di seguire le indicazioni tecniche almeno nella fase iniziale dell'incontro.
La vera preoccupazione emersa dall'analisi del tecnico riguarda però quanto accaduto nella seconda frazione di gioco, quando la squadra ha subito un tracollo che va oltre le semplici questioni tattiche. "Quando si stacca la spina, succede quel che è successo. C'è stata una metamorfosi pazzesca tra primo e secondo tempo. I problemi non sono solo tattici, ma anche mentali", ha ammesso con franchezza l'allenatore, mettendo il dito su una ferita aperta.
La metafora utilizzata da Vivarini per descrivere lo stato psicologico del gruppo è eloquente e preoccupante. "L'entusiasmo è la benzina che può accendere il fuoco. In questo momento il fuoco si è spento. Ci sono situazioni che non hanno alcun senso tattico", ha concluso il tecnico, individuando nella dimensione mentale e motivazionale il vero nodo da sciogliere per invertire la rotta.
Le dichiarazioni del nuovo allenatore del Bari delineano quindi un quadro complesso, dove gli aspetti tecnico-tattici si intrecciano con quelli psicologici. La sfida di Vivarini sarà proprio quella di riaccendere quel fuoco che sembra essersi spento, ridando alla squadra quella fiducia e quell'entusiasmo indispensabili per risalire la china in un campionato che non concede margini di errore.
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