Al termine del big match dello stadio Marcello Torre, il direttore sportivo della Paganese, Antonio Bocchetti, ha analizzato con amarezza la sconfitta subita contro il Barletta, puntando il dito con decisione sulla gestione arbitrale che, a suo dire, avrebbe pesantemente condizionato l'andamento di una sfida cruciale per le sorti del campionato. Il dirigente azzurrostellato non ha nascosto il proprio disappunto per un episodio avvenuto nei primi venti minuti, capace di stravolgere i piani tattici della squadra.
«C'erano tutti i presupposti per fare una bellissima gara, un bellissimo spettacolo, ma dopo venti minuti la partita è stata indirizzata» ha esordito Bocchetti, rammaricandosi per come un evento dubbi sia intervenuto in una cornice di pubblico così importante. Il riferimento è al calcio di rigore con contestuale espulsione del centrale difensivo Iufi, una doppia sanzione che il direttore ha definito eccessiva e poco lucida da parte del direttore di gara.
Secondo la ricostruzione del DS, l'intervento incriminato sarebbe iniziato sensibilmente al di fuori dei sedici metri, rendendo la massima punizione un errore di valutazione non trascurabile. «Secondo il mio punto di vista il rigore è incominciato molto fuori area, si è concretizzato dentro, però visto che c'era un po' di dubbio poteva almeno ammonire e non espellerlo» ha aggiunto, sottolineando come la decisione sia apparsa decisamente affrettata.
Oltre all'episodio chiave, Bocchetti ha contestato la gestione complessiva dei cartellini, ritenendo che l'arbitro abbia usato la mano pesante in una partita che non presentava particolari profili di cattiveria agonistica o nervosismo eccessivo. A suo avviso, un arbitro di quel livello avrebbe dovuto gestire meglio i momenti di tensione, evitando di estrarre rossi e gialli gratuiti che hanno finito per "mettere la mano dove non si doveva".
Nonostante il doppio svantaggio e l'inferiorità numerica, il dirigente ha voluto elogiare la reazione d'orgoglio avuta dai calciatori nella seconda frazione di gioco. «Il secondo tempo si è vista una squadra bella pimpante che ha tenuto bene il campo, è mancato solo il guizzo per accorciare il risultato» ha osservato, mettendo in risalto come la Paganese non si sia lasciata abbattere da quella che ha definito una mezza ingiustizia sportiva.
La capacità di non concedere praticamente nulla a una corazzata esperta e rinforzata come il Barletta durante tutto il secondo tempo è il dato che Bocchetti ha voluto rimarcare con maggiore forza. Per il DS, restare in dieci contro un'avversaria di tale livello e riuscire a imporre il proprio gioco è un segnale di grande vitalità che deve far ben sperare tutto l'ambiente azzurrostellato per il prosieguo della stagione.
Analizzando le differenze tra le due compagini, il direttore ha riconosciuto il valore dei biancorossi, descrivendoli come una squadra navigata e cinica, capace di capitalizzare al massimo le poche occasioni avute. «Si è vista una squadra molto esperta dall'altra parte, che sapeva come poteva finire la partita» ha ammesso, sottolineando però che la prestazione dei suoi uomini non è stata affatto inferiore sotto il profilo del temperamento e dell'impegno.
La delusione per il risultato non scalfisce la convinzione che il progetto tecnico sia solido e che la squadra abbia ancora molto da dire in questo campionato. Bocchetti ha infatti concluso il suo intervento chiedendo maggiore rispetto per la piazza e per il lavoro svolto dalla società, convinto che episodi del genere non debbano ripetersi per non alterare il regolare svolgimento di competizioni così sentite e spettacolari.
La Paganese ora deve ripartire dalla grinta mostrata nella ripresa, cercando di trasformare il nervosismo per i torti subiti in energia positiva per i prossimi impegni. Il cammino è ancora lungo e, sebbene lo scontro diretto sia andato ai rivali, la sensazione all'interno dello spogliatoio è quella di un gruppo unito e pronto a dare battaglia fino all'ultimo minuto dell'ultima giornata di campionato.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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